E’ in corso oggi, presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio a Roma, il convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute. Nel corso dell’evento, è intervenuto anche Emmanuele Cangianelli (in foto), presidente di EGP e delegato FIPE, che ha portato il punto di vista degli esercizi pubblici e delle imprese dell’intrattenimento operanti nel settore del gioco legale.
Nel suo intervento Cangianelli ha ricordato come FIPE rappresenti il mondo del fuoricasa, in particolare quello della ristorazione e delle attività di intrattenimento frequentate quotidianamente da milioni di persone, ambito nel quale negli ultimi anni si è inserita anche la tutela delle imprese del gioco, dalle attività specializzate fino ai bar che offrono intrattenimento attraverso apparecchi e scommesse. Il presidente di EGP ha sottolineato come il mercato dei giochi regolamentati non possa essere considerato un mercato completamente libero, ma debba restare un mercato dinamico, osservando che alcune delle ipotesi attualmente in discussione rischiano di ridurre questa dinamicità, con possibili effetti non solo sugli esercizi pubblici ma anche sugli interessi pubblici complessivi, sulla tutela della legalità delle imprese, sulla protezione dei consumatori e sui conti dello Stato.
Cangianelli ha evidenziato la necessità di approfondimenti tecnici sulle proposte di riordino del settore, ricordando che i dati rappresentano uno strumento essenziale per orientare le decisioni e che la tutela delle persone dovrebbe essere rafforzata soprattutto attraverso l’uso della tecnologia, piuttosto che attraverso limiti territoriali o orari, misure che secondo il rappresentante di FIPE risalgono a circa quindici anni fa e riflettono un contesto ormai superato. Secondo Cangianelli è necessario sviluppare un’offerta sul territorio coerente con la domanda di intrattenimento e con la pluralità dei settori coinvolti, ricordando come nel dibattito pubblico sia stato recentemente evocato il rischio di un aumento delle sale bingo rispetto alle circa 180 attive oggi, mentre il bando originario di oltre venticinque anni fa prevedeva più di 450 sale e negli anni passati il numero di strutture operative aveva superato quota 300, con oltre 230 sale ancora attive fino a pochi anni fa.
Nel suo intervento il presidente di EGP ha inoltre sottolineato che proprio le sale dedicate rappresentano luoghi caratterizzati da maggiore controllo e da un rapporto diretto tra personale e giocatori, elementi che contribuiscono alla qualificazione dell’offerta, principio che il Parlamento nel 2023 ha indicato come uno degli indirizzi per il riordino del settore. Cangianelli ha poi richiamato il ruolo della politica nel processo di riforma, affermando che questo è il momento della responsabilità istituzionale e osservando con favore come diversi esponenti parlamentari dimostrino una conoscenza approfondita del settore e delle possibili soluzioni regolatorie in grado di renderlo più sicuro e, allo stesso tempo, più dinamico. Secondo il rappresentante di FIPE è necessario consentire alle imprese di investire maggiormente in innovazione tecnologica e rendere più visibili le attività del gioco pubblico legale, anche per contrastare la confusione che spesso circonda il settore e che, insieme alla diffusione delle tecnologie digitali, favorisce la crescita dell’offerta illegale.
Cangianelli ha citato, a questo proposito, uno studio universitario recente secondo cui il volume del gioco illegale avrebbe raggiunto i 30 miliardi di euro, rispetto ai circa 20 miliardi stimati in precedenza, con un incremento attribuito in gran parte ai canali digitali. In conclusione, il presidente di EGP ha ribadito l’importanza del confronto tra governo, Parlamento, enti locali e imprese nel processo di definizione della riforma del settore, sottolineando come il Ministero dell’Economia e delle Finanze stia lavorando a un testo legislativo che dovrà essere oggetto di discussione istituzionale e di dialogo con gli operatori chiamati a realizzare gli investimenti nel comparto, richiamando infine la necessità di superare le forti limitazioni introdotte negli anni a livello locale e di affrontare il tema del gioco pubblico con un approccio che privilegi l’etica e la sostenibilità delle imprese rispetto a posizioni esclusivamente moralistiche.







