E’ in corso oggi, presso l’Hotel Nazionale in Piazza di Montecitorio a Roma, il convegno dal titolo “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute, occasione di confronto tra esponenti politici, operatori del settore e rappresentanti della filiera sul riordino del comparto e sulle prospettive del gioco legale in Italia.
Nel suo intervento, il direttore esecutivo del Milton Friedman Institute, Alessandro Bertoldi (in foto), ha sottolineato come negli ultimi anni siano stati affrontati più volte i principali nodi del settore senza che però si sia arrivati a risultati concreti sul piano normativo, ricordando che dopo l’attuazione della delega per il comparto online si attende ancora il riordino del gioco fisico, considerato indispensabile anche alla luce della necessità di garantire stabilità normativa per un comparto che occupa circa 150 mila persone. Bertoldi ha evidenziato come l’incertezza delle regole rappresenti oggi uno dei principali ostacoli agli investimenti, osservando che “non è pensabile che un settore con questi numeri possa continuare a investire in un Paese in cui le regole sono folli”, citando in particolare le restrizioni adottate a livello locale che in alcuni casi arriverebbero a limitare l’attività delle slot machine a poche ore al giorno, una situazione che a suo avviso rende difficile non solo investire ma anche mantenere i livelli occupazionali. Il direttore del Milton Friedman Institute ha inoltre ricordato come il gioco legale rappresenti “l’unico vero antidoto all’illegalità e al sommerso”, evidenziando che restrizioni eccessive possono favorire lo spostamento dell’utenza verso il mercato illegale o verso l’online, fenomeni che per il consumatore risultano spesso difficili da distinguere.
Nel suo intervento Bertoldi ha poi richiamato le teorie economiche di Milton Friedman, secondo cui monopoli e oligopoli duraturi non nascono dal mercato ma dagli interventi governativi, collegando questo principio al rischio di una possibile concentrazione del mercato derivante dalle regole previste nei futuri bandi per il gioco fisico, con particolare riferimento alle concessioni per gli apparecchi.
Secondo Bertoldi una concentrazione eccessiva, eventualmente indotta dalle regole pubbliche, potrebbe non solo danneggiare le imprese ma anche creare una situazione di dipendenza dello Stato da poche grandi aziende in un settore che genera circa 11 miliardi di euro di gettito, configurando di fatto una sorta di “joint venture tra Stato e poche imprese”. Il direttore del Milton Friedman Institute ha inoltre sottolineato la necessità di un’assunzione di responsabilità politica sul riordino del settore, affermando che decisioni di questo tipo non possono essere delegate esclusivamente ai tecnici ma devono essere affrontate a livello politico, auspicando l’apertura di un tavolo di confronto tra decisori pubblici e operatori della filiera.
Tra i temi affrontati anche quello della tassazione, definita un ulteriore elemento di squilibrio nel mercato, con Bertoldi che ha evidenziato come nello stesso settore esistano segmenti con livelli di imposizione molto diversi tra loro, fino quasi al doppio, una situazione che a suo giudizio finisce per orientare artificialmente il mercato.
Nel suo intervento il direttore del Milton Friedman Institute ha infine ribadito la necessità di correggere l’impostazione seguita finora nel riordino del comparto, che ha visto procedere prima con la gara per l’online e solo successivamente con il riordino del gioco fisico, sottolineando l’importanza di evitare concentrazioni eccessive nel mercato, valutare l’impatto delle nuove regolamentazioni sul gettito e sulla filiera e affrontare il tema dello squilibrio fiscale tra gioco fisico e online, ricordando che oggi l’offerta disponibile sui due canali risponde alla stessa domanda di mercato, trattandosi di prodotti analoghi distribuiti su piattaforme diverse.







