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Riordino gioco pubblico, Mule’ (FI): “Serve una riforma coerente entro agosto 2026. Regole stabili e modello di offerta sicuro”

Il Parlamento sarà presto chiamato a esprimersi su un passaggio cruciale per il futuro del settore del gioco pubblico. Lo ha ricordato il vicepresidente della Camera e deputato di Forza Italia, Giorgio Mule’ (in foto), intervenendo al convegno “Gioco pubblico: regolazione, concorrenza e libero mercato”, promosso dal Milton Friedman Institute. Un intervento che lo stesso Mule’ ha voluto concentrare su alcuni punti chiave del percorso legislativo ormai alle porte.

Secondo l’esponente azzurro, il dibattito deve partire da una consapevolezza: il settore è arrivato a una fase di svolta. Mule’ ha richiamato lo “spirito liberale” sottolineando come sia arrivato il momento di tradurre quel principio in un’azione concreta di riforma. «Abbiamo davanti una svolta», ha affermato, spiegando che il sistema dovrà essere in grado, nei prossimi mesi, di dare piena attuazione alla delega sul riordino del gioco pubblico.

L’obiettivo indicato è chiaro: arrivare entro agosto 2026 al completamento del riordino complessivo del settore. Una tappa che Mule’ ha definito «finale», necessaria per superare definitivamente un approccio che negli anni ha spesso condizionato il dibattito sul gioco legale. Un approccio che, a suo avviso, si è rivelato «nemico della realtà», perché ha finito per inquinare la discussione su temi centrali come concorrenza e libero mercato.

Nel disegno di riforma, ha spiegato il vicepresidente della Camera, il punto di equilibrio dovrà tenere insieme due obiettivi fondamentali: il gettito erariale e la tutela della salute pubblica. Due dimensioni che non possono essere considerate in contrapposizione, ma che devono trovare una sintesi all’interno di un sistema regolatorio coerente. Mule’ ha invitato a superare una logica emergenziale che ha caratterizzato molti interventi del passato, spesso legati alla cronaca o a situazioni contingenti.

La riforma, ha sottolineato, dovrà invece basarsi su interventi complessi e complessivi, capaci di evitare interventi frammentati o “a compartimenti stagni”. Serve, ha detto, una visione olistica del sistema, che tenga conto di tutte le componenti del mercato e delle sue evoluzioni.

In questo quadro Mule’ ha espresso scetticismo verso misure isolate, come interventi limitati alle sole distanze dai luoghi sensibili o ai limiti su specifici prodotti. Provvedimenti di questo tipo, ha avvertito, rischiano di produrre effetti controproducenti. «Rischiano di spostare la domanda verso canali meno presidiati», ha spiegato, ricordando che questo comporterebbe conseguenze negative sia sul piano del gettito sia su quello del controllo pubblico.

Un rischio che, nella visione liberale richiamata dal deputato – citando anche il pensiero di Milton Friedman – deve essere evitato proprio attraverso una regolazione efficace del mercato legale.

Guardando al contenuto concreto del riordino, Mule’ ha indicato alcuni punti fondamentali. Il primo riguarda la necessità di fissare regole stabili e omogenee tra gioco fisico e gioco online, superando differenze che nel tempo hanno creato squilibri tra i diversi canali dell’offerta.

Il secondo elemento è la costruzione di un modello di offerta “safe”, cioè dotato di strumenti reali di tutela. Tra questi Mule ha citato i sistemi di autoesclusione, i limiti di gioco, la tracciabilità delle operazioni e la formazione degli operatori. Strumenti che, ha spiegato, devono servire sia alla prevenzione sia alla presa in carico delle persone che sviluppano comportamenti problematici.

Allo stesso tempo, ha aggiunto, è fondamentale garantire il rafforzamento dei presìdi di controllo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e contrastare con decisione l’offerta illegale. «Nessuno vuole l’illegalità», ha osservato, ricordando come proprio gli operatori del settore siano tra i principali alleati nella lotta al gioco fuori dalle regole.

Infine, Mule’ ha richiamato la necessità che l’impianto economico del settore resti sostenibile. Senza questo equilibrio, ha avvertito, il rischio sarebbe quello di una progressiva desertificazione dell’offerta legale, con effetti inevitabili anche sul gettito erariale.

«Chiudere significa perdere gettito», ha detto, sottolineando che le scelte regolatorie devono evitare di indebolire la filiera autorizzata. L’obiettivo, ha concluso, deve essere quello di consolidare una filiera regolata, capace da un lato di finanziare i servizi pubblici e dall’altro di ridurre il rischio di gioco problematico senza spostarlo verso circuiti meno controllati.

Una piattaforma di principi, secondo Mule’ sulla quale i parlamentari possono ritrovarsi. Anche per superare definitivamente impostazioni che negli anni hanno ostacolato non solo il liberalismo, ma anche la concorrenza e il corretto funzionamento del mercato.

«Un Paese che guarda al futuro – ha concluso – deve avere il coraggio di riconoscere ciò che non ha funzionato in passato e costruire regole nuove, adeguate alla realtà di oggi».

Redazione Jamma
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