Il riordino del gioco fisico, più volte annunciato come imminente approdo in Consiglio dei ministri nell’ambito della delega fiscale, non riguarda soltanto i criteri della gara per il rilascio delle nuove concessioni. Attorno al decreto si intrecciano questioni che toccano l’assetto del mercato, la concorrenza, la tutela degli investimenti e, non da ultimo, i rapporti tra concessionari, gestori e titolari dei punti vendita.
Se il dibattito pubblico si concentra soprattutto sulle condizioni di accesso al bando, sui requisiti economico-finanziari e sull’eventuale concentrazione del mercato, nel comparto, tra le migliaia di esercenti che oggi rappresentano la struttura portante del comparto, cresce l’attenzione anche per una serie di criticità operative che incidono sulla vita quotidiana delle imprese. In particolare, i gestori – spesso definiti il primo presidio di legalità sul territorio – segnalano la necessità di affrontare alcuni nodi strutturali in vista della nuova gara per le scommesse fisiche.
Uno dei temi più sentiti riguarda la lentezza burocratica nel rilascio della licenza ex articolo 88 TULPS da parte delle Questure. I tempi, secondo quanto viene riferito dagli operatori, si sarebbero progressivamente allungati, arrivando in alcuni casi a sfiorare l’anno anche per ipotesi di semplice cambio di concessionario. In queste situazioni il punto vendita resta chiuso, mentre continuano a maturare costi fissi come il canone di locazione. Da qui la proposta, che circola tra gli addetti ai lavori, di prevedere un regime transitorio o un’autorizzazione temporanea all’operatività in attesa della conclusione dell’istruttoria amministrativa, ferma restando la possibilità per l’autorità di pubblica sicurezza di negare il rilascio in caso di esito negativo.
Altro capitolo delicato è quello dei rapporti contrattuali tra concessionari e gestori. Alcuni operatori evidenziano come, in determinati casi, le clausole contrattuali possano risultare particolarmente onerose, con penali elevate o patti di non concorrenza che limitano la possibilità di cambiare partner commerciale. In questo contesto, si richiama l’esigenza di garantire condizioni eque e di prevenire situazioni di dipendenza economica che possano comprimere la libertà imprenditoriale. Tra le ipotesi avanzate vi è quella di consentire ai titolari di licenza 88 TULPS di poter collaborare con più concessionari all’interno dello stesso locale, superando vincoli che, secondo alcuni, restringono di fatto la concorrenza.
C’è poi il tema della fase di transizione tra le concessioni in scadenza e le nuove assegnazioni. I gestori si interrogano su come sarà regolato il passaggio, considerato che le autorizzazioni di pubblica sicurezza restano in capo alle Questure. La possibilità di valutare nuovi concessionari, senza dover interrompere l’attività, viene indicata come elemento cruciale, sia per la sostenibilità economica delle imprese sia per evitare interruzioni nella raccolta, con possibili ripercussioni anche sulle entrate erariali.
Il riordino, dunque, non si esaurisce nella definizione delle regole di gara. Rappresenta un’occasione per affrontare in modo organico anche le dinamiche della filiera, dai grandi concessionari fino ai gestori sul territorio. In un settore chiamato a coniugare legalità, tutela dei giocatori ed equilibrio concorrenziale, il confronto sulle nuove regole potrebbe diventare il terreno per individuare soluzioni condivise, capaci di rafforzare il sistema nel suo complesso. Questo l’auspicio di una voce del comparto spesso non adeguatamente considerata.







