Le Filippine valutano il blocco di Telegram sul territorio nazionale. L’ipotesi è stata resa nota dal Dipartimento per le Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (DICT), che ha indicato tra le principali motivazioni la diffusione di attività di gioco d’azzardo illegale attraverso la piattaforma di messaggistica.
Secondo quanto riferito dal capo del DICT, Henry Aguda, alcuni operatori non autorizzati – in precedenza attivi tramite siti web – avrebbero progressivamente spostato la propria operatività su canali e gruppi Telegram. Una migrazione che, secondo le autorità, renderebbe più complessa l’attività di monitoraggio e l’applicazione della normativa nazionale in materia di gambling.
Il Dipartimento ha inoltre segnalato difficoltà nel dialogo con l’amministrazione della piattaforma, elemento che ostacolerebbe la rimozione tempestiva di contenuti illeciti e la chiusura di servizi non conformi alla legge filippina. In assenza di una cooperazione più efficace, il blocco del servizio resta uno degli scenari possibili.
Oltre al gioco illegale, il DICT richiama anche altri rischi associati all’utilizzo della piattaforma, tra cui frodi finanziarie, diffusione di deepfake e circolazione di contenuti manipolati tramite strumenti di intelligenza artificiale.
Al momento non è stata adottata alcuna decisione definitiva. Le autorità filippine hanno chiarito che il divieto rappresenta un’extrema ratio e che la misura verrebbe presa solo in caso di mancata collaborazione da parte della società proprietaria del servizio.
La vicenda si inserisce in un contesto internazionale di crescente attenzione verso l’utilizzo delle piattaforme digitali per attività di gambling non autorizzate, soprattutto in mercati in cui il quadro regolatorio è in fase di rafforzamento. Le Filippine, che negli ultimi anni hanno intensificato le iniziative contro il gioco illegale e le operazioni offshore non conformi, sembrano ora orientate a intervenire anche sui canali digitali ritenuti veicolo di tali attività.







