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Scommesse ippiche, gennaio 2026 a 47,7 milioni: quota fissa +25% su base annua, totalizzatore fino a +30,9% sul 2024

Gennaio 2026 si chiude con una raccolta sulla quota fissa pari a circa 47,7 milioni di euro. Il dato segna una crescita del 25,03% rispetto allo stesso mese del 2025 e dell’11,42% rispetto a gennaio 2024. Un risultato significativo, soprattutto perché arriva in un periodo tradizionalmente poco favorevole per l’ippica, complice una programmazione invernale che storicamente colloca il primo mese dell’anno tra i meno performanti. Il confronto su base biennale conferma inoltre una traiettoria già emersa nella seconda metà del 2025, consolidando l’impressione che la quota fissa sia ormai il motore principale della raccolta.

L’analisi assume un valore particolare perché gennaio 2026 rappresenta il primo confronto pienamente omogeneo a dodici mesi dall’introduzione del nuovo schema di tassazione sulla quota fissa, entrato in vigore nel gennaio 2025. Per questo motivo, oltre al raffronto con lo scorso anno, è utile considerare anche il dato del 2024, così da misurare l’andamento al netto degli effetti immediati della riforma fiscale.

Indicazioni positive arrivano anche dal comparto dei totalizzatori. Nel confronto con gennaio 2025 la crescita si attesta all’8,20%, ma è il paragone con il 2024 a colpire maggiormente, con un incremento del 30,91%. Un balzo che suggerisce dinamiche strutturali e non semplici oscillazioni contingenti. Tra le possibili spiegazioni c’è il nuovo modello di programmazione, che ha ampliato le fasce orarie di raccolta e aumentato l’intervallo tra una corsa e l’altra, favorendo il cosiddetto “rigioco”. Anche la presenza costante delle immagini da Vincennes, riferimento di primo piano per le scommesse esotiche, può aver contribuito ad accrescere l’appeal dell’offerta.

Più articolata la lettura dei dati relativi all’Ippica Nazionale, che registra un calo del 18,02%. Il risultato va però contestualizzato. Nel corso del mese due “Tris Quarté Quinté”, la formula di scommessa che prevede l’individuazione dei primi cinque cavalli arrivati al traguardo, sono state annullate a causa del maltempo e non sostituite. Le corse annullate erano previste a Bologna il 6 gennaio e a Siracusa il 31 gennaio. Inoltre, sei “Tris Quarté Quinté” sono state abbinate a corse estere per mancanza di alternative interne, mentre si è fatto ricorso in misura inferiore rispetto al passato all’abbinamento con prove nazionali. Fattori che hanno inciso sul risultato finale.

La raccolta complessiva dei due totalizzatori supera comunque gli 11 milioni di euro, con un calo del 3,71% rispetto al 2025 – dato sostanzialmente spiegabile con le due “Tris Quarté Quinté” in meno – e un lieve incremento dell’1,18% rispetto al 2024.

Resta aperto il tema del prelievo. La riduzione della tassazione sulla quota fissa ha comportato un abbassamento del margine lordo di gioco, cioè la differenza tra quanto scommesso e quanto restituito in vincite, sulla quale si calcolano le entrate per concessionari, Stato e filiera ippica. Se da un lato il maggior ritorno in vincite rende l’offerta più attrattiva e può stimolare nuova raccolta, dall’altro la contrazione del margine impone una crescita dei volumi ancora più marcata per mantenere invariati gli equilibri economici. In pratica, gli scommettitori vincono di più, ma il sistema trattiene meno: un meccanismo che richiede un monitoraggio costante, anche analizzando i numeri corsa per corsa.

Il mese si chiude dunque con segnali complessivamente incoraggianti per quota fissa e totalizzatore d’agenzia, mentre l’Ippica Nazionale sconta fattori specifici legati soprattutto alle condizioni meteo e alla programmazione. Il maltempo che ha interessato diverse aree del Paese ha inciso non solo sugli annullamenti, ma più in generale sull’andamento dei convegni. Si tratta però di una variabile imprevedibile, che non può essere pianificata né corretta a posteriori

Redazione Jamma
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