La Kansspelautoriteit (Ksa), l’autorità olandese per il gioco, ha invitato gli operatori di gioco online a interrompere immediatamente l’utilizzo della funzione “Deel je bet” (“Condividi la scommessa”). L’appello arriva dopo un’indagine avviata a seguito di numerose segnalazioni e quesiti provenienti dal mercato.
La funzione “Deel je bet” consente ai giocatori di condividere una scommessa già piazzata tramite social media e app di messaggistica come WhatsApp, Facebook o e-mail. In pratica, l’utente invia un link con la propria giocata a terzi, che possono visualizzarla e, se in possesso di un account, partecipare direttamente. In questo modo, il gioco d’azzardo viene facilmente diffuso all’interno delle reti sociali personali.
Secondo la Kansspelautoriteit, questa funzionalità rientra a tutti gli effetti nelle attività di pubblicità e promozione. Si tratta infatti di una forma indiretta di marketing, in cui sono gli stessi giocatori a promuovere le scommesse per conto degli operatori. Il Decreto su pubblicità, promozione e prevenzione della dipendenza dal gioco impone però che le comunicazioni commerciali non raggiungano gruppi vulnerabili, come minori, giovani adulti e persone con problemi di gioco.
Il punto critico evidenziato dalla Ksa è che, attraverso la funzione “Condividi la scommessa”, gli operatori non hanno alcun controllo sui destinatari dei messaggi. Poiché è il giocatore a decidere a chi inviare la scommessa, non è possibile garantire che i contenuti non arrivino anche a soggetti vulnerabili. Questo rende la funzione incompatibile con le norme vigenti e, di conseguenza, non consentita.
L’autorità sottolinea inoltre che la possibilità di condividere facilmente le scommesse contribuisce a normalizzare il gioco d’azzardo, abbassando la soglia di accesso, soprattutto tra i più giovani.
Per questi motivi, la Kansspelautoriteit ha chiesto a tutti gli operatori di gioco online di disattivare con effetto immediato la funzione “Deel je bet”. L’ente di regolazione continuerà a monitorare l’evoluzione del mercato e le eventuali nuove soluzioni tecnologiche, riservandosi di intervenire con azioni di enforcement qualora ciò sia necessario per garantire la tutela dei gruppi più vulnerabili.







