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I tribunali maltesi bloccano l’esecuzione delle sentenze austriache contro gli operatori di gioco d’azzardo online

Nei tribunali maltesi si apre un nuovo capitolo della complessa battaglia legale tra Austria e Malta sul riconoscimento delle sentenze legate al gioco online. La scorsa settimana, la First Hall Civil Court ha emesso un’ulteriore decisione significativa respingendo ancora una volta la richiesta di un giocatore austriaco di ottenere l’esecuzione a Malta di una sentenza pronunciata nel suo Paese.

Al centro della vicenda c’è un medico austriaco che aveva perso quasi mezzo milione di euro giocando su una piattaforma con licenza maltese. Dopo aver ottenuto in Austria una pronuncia favorevole – basata sull’assenza di una licenza nazionale per operare sul mercato austriaco – il giocatore aveva chiesto ai giudici maltesi di far valere quella decisione anche nell’isola, così da ottenere il rimborso delle somme perse.

Il tribunale maltese, presieduto dal giudice Mark Simiani, ha però dato ragione all’operatore, Virtual Digital Services Limited, società che gestisce il casinò online Mr Green sotto autorizzazione della Malta Gaming Authority. La Corte ha ribadito che, pur esistendo nell’Unione europea un sistema che facilita il riconoscimento reciproco delle sentenze tra Stati membri, questo meccanismo non è automatico e ammette eccezioni legate alla tutela dell’ordine pubblico nazionale.

Uno degli elementi centrali del ragionamento dei giudici riguarda infatti il concetto di public policy: Malta considera fondamentale, nel proprio contesto regolatorio, la protezione della libertà di prestazione dei servizi nel mercato europeo, principio che – secondo la Corte – verrebbe compromesso se si imponesse l’esecuzione di decisioni straniere che colpiscono operatori conformi alla normativa maltese.

La sentenza offre anche un’importante difesa dell’articolo 56A del Gaming Act, la norma introdotta nel 2023 e spesso indicata come “Bill 55”, che consente ai tribunali maltesi di rifiutare il riconoscimento di pronunce straniere contro operatori autorizzati localmente. Una disposizione pensata per rafforzare la posizione dell’industria del gioco maltese, soprattutto di fronte all’ondata di azioni legali promosse in Austria per recuperare perdite di gioco.

Il caso conferma quindi la linea giurisprudenziale che si sta consolidando nei tribunali maltesi, già emersa in altre decisioni recenti, e che punta a limitare l’esecuzione transfrontaliera delle richieste dei giocatori austriaci.

La partita, tuttavia, resta aperta. Alcune delle prime pronunce sono ancora pendenti in appello e il tema potrebbe essere influenzato dai futuri chiarimenti della Corte di giustizia dell’Unione europea. Bruxelles, infatti, ha già avviato una procedura di infrazione contro Malta, ritenendo che la norma introdotta nel Gaming Act possa entrare in conflitto con il diritto europeo. Se la controversia dovesse proseguire, la questione potrebbe approdare nuovamente davanti ai giudici di Lussemburgo, con effetti potenzialmente decisivi per l’intero settore del gioco online nell’UE.

Redazione Jamma
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