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“In nome della legalità” (Codere Italia), Mancuso (vicepresidente Regione Calabria): “Sul gioco pubblico regole e controlli per tutelare libertà e legalità”

Al convegno organizzato da Codere Italia a Cosenza è intervenuto Filippo Mancuso, vicepresidente della Giunta regionale della Calabria, che ha portato l’attenzione sul ruolo delle istituzioni territoriali nel difficile equilibrio tra libertà individuale, legalità e tutela delle persone.

Mancuso ha esordito sottolineando come la presenza congiunta di operatori, politica e istituzioni, organi di controllo rappresenti un elemento essenziale, perché “sono la componente importante anche del controllo sul territorio”. Il vicepresidente ha chiarito che governare il settore del gioco pubblico significa tenere insieme dimensioni diverse, spesso non semplici da conciliare: la libertà dei cittadini, la prevenzione delle patologie e il presidio della legalità.

Nel suo intervento ha spiegato che tutelare le persone non vuol dire soltanto vietare o reprimere, ma garantire un esercizio consapevole della libertà dentro un quadro di regole. “Tutelare le persone vuol dire garantire loro l’esercizio della libertà, della democrazia, la legalità”, ha affermato, riconoscendo però che imporre limiti può apparire come una restrizione. Ha portato un esempio concreto: l’introduzione di orari di accesso ai locali, pensata per evitare che uno studente possa essere indotto a giocare prima di entrare a scuola. Una misura che, pur incidendo sulla libertà, diventa secondo Mancuso uno strumento di protezione.

Il vicepresidente ha poi richiamato la legge regionale calabrese sul contrasto ai fenomeni criminali e sulla promozione della legalità nell’economia, ricordando di essersene occupato personalmente nella scorsa legislatura. Il titolo stesso della norma, ha spiegato, racchiude l’obiettivo perseguito: prevenzione dell’andrangheta, promozione della legalità, economia responsabile e trasparenza.

Mancuso ha ricordato che la Calabria è arrivata più tardi rispetto ad altre regioni nell’attuazione della normativa nazionale, ma ha rivendicato la costruzione di una disciplina organica, frutto di un confronto complesso con tutti i soggetti coinvolti. “Abbiamo cercato di mettere al tavolo tutti gli stakeholder… e non è stata per nulla facile”, ha detto, citando sindacati, concessionari, servizi sociali e anche la Chiesa”.

Secondo Mancuso, il risultato è una normativa regionale che introduce regole stringenti ma equilibrate, anche considerando l’impatto occupazionale del comparto: in Calabria l’indotto del gioco riguarda circa 5.000 addetti. Proprio per questo, la Regione ha scelto di non applicare retroattivamente gli obblighi agli esercizi già esistenti, ma di far valere le nuove prescrizioni soprattutto per le aperture successive al 1° gennaio 2023.

Tra le misure principali ricordate dal vicepresidente vi sono fasce orarie di divieto, come quella tra le 12.30 e le 14.30, coincidente con l’uscita dalle scuole, e quella notturna dalle 24 alle 9 del mattino. Sono previste inoltre distanze minime dai luoghi sensibili: 300 metri nei comuni sotto i 5.000 abitanti e 500 metri nelle città più grandi.

Sul tema dell’effettiva applicazione delle regole, Mancuso ha sottolineato che la cooperazione istituzionale è già presente: autorizzazioni comunali, controlli delle questure e l’azione costante delle forze dell’ordine e della Guardia di Finanza. “I controlli ci sono, la collaborazione tra le istituzioni già esiste”, ha detto, aggiungendo che molto dipende dalla capacità di esercitarli con continuità.

L’intervento del vicepresidente ha confermato come la Regione Calabria intenda collocare il gioco pubblico dentro un quadro di regole certe, dove la legalità e la protezione delle fasce vulnerabili rappresentano una priorità, senza dimenticare il peso economico e sociale di un settore che resta parte integrante della vita dei territori.

Redazione Jamma
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