Un richiamo alla realtà, alla complessità del fenomeno e alla necessità di una regolazione equilibrata. È il messaggio centrale dell’intervento di Andrea Gentile, deputato di Forza Italia, intervenuto oggi al convegno promosso da Codere Italia a Cosenza, occasione di confronto tra istituzioni e operatori sul futuro del gioco legale, tra tutela sociale, sicurezza pubblica e sostenibilità economica.
Gentile ha aperto sottolineando il valore simbolico dell’iniziativa ospitata in Calabria: “Codere da diversi anni porta avanti un’iniziativa molto importante. Il fatto che sia qui accende un faro di pluralità e significa riconoscere alla Calabria un ruolo centrale nel dibattito nazionale”. Un tema che, ha aggiunto, non riguarda solo l’economia ma tocca anche profili sensibili come la salute e l’ordine pubblico, mettendo alla prova “la credibilità stessa delle istituzioni”.
Nel suo intervento il deputato ha insistito su un punto: il gioco è una realtà storica e sociale che non può essere affrontata con slogan o semplificazioni. “Bisogna prendere atto che il gioco c’è, esiste da sempre e va come tale disciplinato”, ha dichiarato, criticando gli approcci ideologici o emotivi che spesso dominano il dibattito pubblico.
Secondo Gentile, negare o demonizzare il fenomeno produce effetti opposti a quelli desiderati: “Negare o demonizzare non lo risolve, anzi lo spinge nell’ombra, dove assistiamo a illegalità diffuse, usura, criminalità organizzata e assenza di tutela per i cittadini”. Proprio ciò che, ha osservato, “un buon legislatore deve reprimere con una sana politica repressiva”.
Il deputato ha poi evidenziato un paradosso maturato negli ultimi anni: la progressiva erosione del gioco legale, insieme all’aumento del prelievo fiscale, avrebbe finito per ridurre le entrate per lo Stato e ampliare gli spazi per i circuiti illegali. “Sono state meno entrate per l’erario e maggiore spazio per i circuiti irregolari”, ha spiegato, sottolineando che una buona politica deve conciliare la dimensione sociale e sanitaria con quella economica e istituzionale.
Gentile ha indicato la necessità di regole certe, certificazione degli apparecchi regolari e contrasto deciso al gioco illegale, senza dimenticare la protezione dei soggetti vulnerabili. “Dobbiamo tutelare le fasce fragili, come coloro che soffrono di disturbo da gioco d’azzardo e soprattutto i minori: su questo non si può transigere”, ha affermato.
Nel suo intervento ha richiamato anche alcune iniziative territoriali, citando lo stanziamento della Regione Calabria: “La Calabria ha messo in campo 8 milioni per le dipendenze da droghe e gioco d’azzardo, destinati alla prevenzione, cura e reinserimento sociale”.
Sul fronte della legalità, Gentile ha portato un dato aggiornato relativo ai controlli delle forze dell’ordine: nella sola provincia di Cosenza, ha riferito, i Carabinieri hanno ispezionato 83 esercizi con l’impiego di 170 militari, irrogando sanzioni significative sia sul piano amministrativo che penale.
Rispondendo a una domanda sulle misure legislative utili a sostenere chi controlla il territorio, Gentile ha citato un ordine del giorno sostenuto da Forza Italia e approvato al Senato, che impegna il Governo a valutare “una revisione equilibrata del sistema”. L’obiettivo, ha spiegato, non è incentivare il gioco ma “riequilibrare l’offerta legale, renderla competitiva rispetto a quella illegale e più coerente con i prodotti regolamentati”.
Tra i punti indicati, Gentile ha menzionato la revisione della percentuale di restituzione delle vincite, l’aggiornamento di limiti oggi ritenuti sproporzionati e il rafforzamento degli strumenti tecnologici per l’auto-limitazione e per impedire in modo efficace l’accesso ai minori.
“La ricetta è coniugare responsabilità sociale, sicurezza e sostenibilità economica”, ha concluso, ribadendo che lo Stato deve essere presente con regole applicate “con rigore e continuità”. E soprattutto che la legalità “non è uno slogan, ma un lavoro quotidiano”, interesse comune che dovrebbe unire tutte le forze politiche.







