HomeApparecchi da intrattenimentoTicket Redemption, maxi multa annullata: il vuoto normativo salva la sala giochi

Ticket Redemption, maxi multa annullata: il vuoto normativo salva la sala giochi

Un’interessante decisione del Tribunale ordinario di Torino offre nuovi spunti interpretativi sul quadro sanzionatorio che riguarda gli apparecchi da intrattenimento del tipo ticket redemption, cioè quegli apparecchi da intrattenimento che, al termine della partita, rilasciano tagliandi convertibili in premi e non vincite in denaro.

La vicenda nasce da un controllo effettuato in un esercizio commerciale, dove erano presenti dieci apparecchi riconducibili alla categoria prevista dall’articolo 110, comma 7, lettera c-bis del TULPS. A seguito degli accertamenti, l’amministrazione di regolamentazione aveva contestato la mancanza dei titoli autorizzativi e la presunta non conformità tecnica dei congegni, arrivando a emettere un’ordinanza ingiunzione particolarmente pesante: una sanzione amministrativa complessiva di 110.000 euro, accompagnata dalla chiusura dell’attività di sala giochi per 30 giorni.

Il gestore ha impugnato il provvedimento davanti al giudice civile, sostenendo che gli apparecchi in questione dovessero essere considerati giochi leciti e che, al momento dei fatti, mancasse una disciplina tecnica chiara e specifica per valutarne la conformità. Inoltre, veniva contestata la necessità stessa del nulla osta per la messa in esercizio, richiamando la normativa europea sulla libertà di prestazione dei servizi.

La giudice, decidendo con procedimento scritto ai sensi dell’articolo 127 ter c.p.c., ha accolto integralmente l’opposizione e ha annullato l’ordinanza ingiunzione. Il primo punto centrale riguarda la contestazione relativa alla non conformità tecnica degli apparecchi. Secondo il Tribunale, nel 2019 non esisteva ancora una regolamentazione tecnica applicabile in modo specifico ai ticket redemption. Di conseguenza, non era possibile fondare una sanzione sulla presunta violazione di requisiti tecnici che, al momento dell’accertamento, non erano ancora stati definiti.

Il secondo profilo, altrettanto rilevante, riguarda l’obbligo del nulla osta. Il Tribunale richiama l’orientamento della Corte di Cassazione, che ha riconosciuto un contrasto tra la normativa nazionale e la direttiva europea sui servizi, nella parte in cui impone un controllo duplicato anche nella fase di messa in esercizio degli apparecchi leciti. Secondo questa impostazione, per i giochi che non comportano vincite in denaro non sarebbe giustificato un ulteriore vincolo autorizzatorio, in assenza di motivi di interesse generale come ordine pubblico o tutela della salute.

Alla luce di queste considerazioni, la sanzione da 110.000 euro e la chiusura di 30 giorni sono state integralmente cancellate. L’amministrazione è stata inoltre condannata al pagamento delle spese di lite.

La pronuncia si inserisce in un contesto particolarmente delicato per gli operatori del comparto amusement, perché tocca sia il tema della certezza normativa sui requisiti tecnici degli apparecchi, sia quello del rapporto tra disciplina nazionale e principi europei di liberalizzazione dei servizi.

Ulteriori osservazioni e implicazioni operative per la filiera degli apparecchi da intrattenimento e dei ticket redemption sono oggetto di un approfondimento nel numero di febbraio di Jamma Magazine.

Redazione Jamma
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