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Super Bowl LX, scommesse legali da record negli USA: puntate stimate a 1,76 miliardi di dollari

Gli americani scommetteranno legalmente una cifra record stimata in 1,76 miliardi di dollari sul Super Bowl LX. È quanto emerge da una nuova analisi dell’American Gaming Association (AGA), che conferma la crescita costante e la solidità del mercato delle scommesse sportive regolamentate a livello statale e tribale negli Stati Uniti.

Secondo l’AGA, nessun altro evento sportivo riesce a coinvolgere i tifosi come il Super Bowl, che continua a rappresentare un appuntamento centrale anche per il betting. «Nessun singolo evento unisce i fan come il Super Bowl e questo dato record dimostra quanto gli americani apprezzino le scommesse sportive come parte dell’esperienza», ha dichiarato Bill Miller, presidente e amministratore delegato dell’American Gaming Association. «Scegliendo operatori legali e regolamentati, i tifosi si divertono sostenendo allo stesso tempo un mercato sicuro e responsabile».

Accanto ai dati positivi sul betting legale, lo studio dell’AGA lancia però un campanello d’allarme sui cosiddetti prediction market e sui contratti legati agli eventi sportivi. La ricerca evidenzia come questi strumenti stiano creando confusione tra i consumatori, promuovendo le scommesse come un’attività di investimento piuttosto che come intrattenimento, senza offrire adeguati strumenti di gioco responsabile.

Dallo studio emerge che il 78% degli utenti che utilizzano contratti su eventi sportivi ritiene, erroneamente, che i regolatori statali possano intervenire per risolvere eventuali controversie, nonostante queste piattaforme operino al di fuori dei quadri normativi statali che regolano le scommesse sportive. Un dato che, secondo l’AGA, dimostra una diffusa confusione sulla reale supervisione regolatoria dei prediction market.

Significative anche le differenze nella percezione dell’attività svolta. I giocatori che utilizzano contratti su eventi sportivi hanno una probabilità tre volte superiore rispetto agli scommettitori tradizionali di considerare la propria attività come un investimento: il 28% parla infatti di investimento, contro il 9% degli utenti delle scommesse sportive regolamentate. Inoltre, il 31% dichiara di aver incontrato messaggi che paragonano l’attività al trading o agli investimenti, rispetto al 7% tra gli utenti dei bookmaker, mentre il 25% afferma di finanziare queste giocate attingendo al proprio budget per gli investimenti, contro il 9% degli scommettitori tradizionali.

Nonostante ciò, la maggioranza degli utenti dei contratti su eventi sportivi (58%) continua a considerare questa attività come gioco d’azzardo, segno che una parte dei consumatori riesce comunque a distinguere tra il marketing delle piattaforme e il rischio reale sottostante.

Sul fronte della tutela del giocatore, il divario appare ancora più marcato. Solo il 28% degli utenti dei contratti su eventi sportivi afferma che gli strumenti di gioco responsabile siano facili da individuare sulle piattaforme utilizzate, contro il 58% degli utenti dei bookmaker regolamentati. Un dato che, secondo l’AGA, evidenzia una minore visibilità e accessibilità delle misure di protezione nei prediction market.

«Questa ricerca rafforza l’importanza delle scommesse sportive regolamentate a livello statale e tribale», ha concluso Bill Miller, «che garantiscono una supervisione solida e tutele per i consumatori che i prediction market, semplicemente, non sono in grado di offrire».

Redazione Jamma
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