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Gioco d’azzardo problematico: rischio più alto per chi è stato esposto da bambino

Il gioco d’azzardo problematico è molto più diffuso tra le persone che sono state esposte al gambling durante l’infanzia. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla Behavioural Research Unit dell’ESRI e commissionata dalla Gambling Regulatory Authority of Ireland (GRAI).

Secondo lo studio, i tassi di gioco d’azzardo problematico risultano significativamente più elevati tra chi ha giocato da minorenne, tra chi aveva genitori giocatori e tra chi è cresciuto in famiglie con atteggiamenti positivi nei confronti del gioco.

Per “gioco d’azzardo problematico” si intende una condizione in cui il comportamento di gioco compromette e danneggia la vita della persona, con effetti negativi sulle finanze, sul benessere psicologico e sulle relazioni sociali.

La ricerca si basa su risposte anonime raccolte online da un campione rappresentativo di oltre 1.600 adulti. I ricercatori hanno confrontato i comportamenti di gioco attuali con le esperienze vissute durante l’infanzia, tenendo conto del contesto sociale di provenienza.

I dati mostrano un legame molto forte: chi ha giocato d’azzardo da bambino ha quasi il doppio delle probabilità di sviluppare problemi legati al gioco in età adulta. Avere un genitore giocatore aumenta il rischio di circa un terzo, mentre anche gli atteggiamenti favorevoli al gioco da parte dei genitori producono un impatto simile. Le persone che da bambini giocavano e avevano genitori fortemente coinvolti nel gioco risultano addirittura quattro volte più a rischio di gioco d’azzardo problematico.

La maggior parte del campione ha dichiarato di aver praticato almeno una forma di gioco d’azzardo prima dei 18 anni. Le attività più comuni includono slot machine, gratta e vinci, scommesse su cavalli o cani, giochi tra amici, bingo e lotterie.

Anne Marie Caulfield, amministratrice delegata della Gambling Regulatory Authority of Ireland, ha sottolineato come la ricerca fornisca “prove chiare dei potenziali danni a lungo termine derivanti dall’esposizione al gioco d’azzardo durante l’infanzia”. Secondo Caulfield, i risultati rafforzano l’importanza di un settore del gioco ben regolamentato, capace di proteggere i minori e le persone più vulnerabili, e indicano la necessità di maggiore consapevolezza ed educazione sui rischi legati al gambling, rivolte a giovani, genitori e tutori.

In concomitanza con la pubblicazione del report, la GRAI ha diffuso sul proprio sito anche una guida rivolta ai genitori su come affrontare il tema del gioco d’azzardo e dei pericoli associati con i figli. Il materiale è stato sviluppato in collaborazione con i servizi per le dipendenze dell’HSE e rappresenta uno strumento informativo utile per le famiglie.

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