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Riordino del gioco fisico: diritti, distanze e riduzione slot. Le indiscrezioni sul decreto

Dopo il riordino del gioco a distanza, il Governo è ormai pronto a intervenire anche sul fronte del gioco fisico. L’annuncio oggi è arrivato dal viceministro dell’Economia Maurizio Leo, che ha confermato l’intenzione dell’esecutivo di procedere con un decreto dedicato al comparto terrestre, completando così il percorso avviato con la riforma fiscale. Un passaggio che trova riscontro anche nelle indiscrezioni parlamentari sul testo del decreto legislativo previsto dalla legge delega, atteso a breve all’esame del Consiglio dei ministri.

Il provvedimento punta a ridisegnare in modo organico le reti di raccolta di apparecchi da intrattenimento, scommesse e bingo, intervenendo su una forte frammentazione regolatoria. Il decreto definirà il quadro generale, mentre le regole di dettaglio dei singoli giochi e le procedure di gara per le nuove concessioni saranno affidate in una fase successiva all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Un passaggio cruciale riguarda il rapporto con le Regioni. Dopo l’intesa raggiunta con il Governo, che dovrebbe essere formalizzata entro marzo, in modo da completare l’iter entro agosto, gli enti territoriali saranno chiamati ad adeguare le normative locali oggi in contrasto con il nuovo assetto nazionale. L’obiettivo è superare la stratificazione di leggi regionali e comunali che hanno inciso in modo disomogeneo su distanze, orari e distribuzione dei punti gioco.

Sul piano dell’offerta, il riordino introduce una razionalizzazione significativa della rete. È prevista una riduzione dei punti con slot installate, che scenderebbero a circa 40mila unità, mentre il numero complessivo dei punti scommesse resterebbe invariato a quota 10mila, eliminando però la distinzione tra negozi specializzati e corner generalisti. Parallelamente è atteso un ridimensionamento del parco macchine, con una diminuzione delle Awp (circa 200.000) e un taglio delle Vlt (46.000), in linea con l’obiettivo di rendere il sistema più controllabile e meno pervasivo sul territorio.

Una delle novità più rilevanti riguarda l’introduzione di un sistema di certificazione dei punti vendita. L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli rilascerà un riconoscimento ufficiale agli esercizi che rispettano requisiti rafforzati in materia di prevenzione del disturbo da gioco d’azzardo, tutela dei soggetti vulnerabili e contrasto all’accesso dei minori. La certificazione comporterà obblighi stringenti, dalla videosorveglianza alla separazione delle aree di gioco, ma consentirà agli esercizi di distinguersi attraverso un marchio ufficiale di conformità.

Il tema delle distanze dai luoghi sensibili, da anni al centro del confronto politico e istituzionale, viene affrontato in modo differenziato. Le scuole secondarie, le strutture sanitarie e i centri per le dipendenze restano i principali riferimenti, ma il decreto introduce una modulazione delle distanze in base alla certificazione degli esercizi. Analogamente, anche gli orari di esercizio del gioco saranno graduati, con fasce di sospensione più ampie per i punti non certificati e limiti più contenuti per quelli che rispettano gli standard più elevati. Si parla di una distanza minima di 100 metri e 200 metri per i non certificati.

Orari. Per gli esercizi certificati l’accesso al gioco potrebbe essere vietato dalle 3 alle 8.30 e dalle 13.30 alle 14.30 . Quelli non certificati sospenderanno la raccolta dalle 3 alle 9 del mattino e dalle 13 alle 15 .

Il riordino prepara infine il terreno per la stagione delle nuove concessioni. Le gare, riservate a operatori con sede nello Spazio economico europeo e adeguati requisiti finanziari e tecnologici, assegneranno titoli di durata novennale. Per gli apparecchi da intrattenimento e per le scommesse sono previsti lotti di dimensione variabile, mentre per il bingo si profila una base d’asta che riflette il valore economico delle 210 sale attualmente operative. Nello specifico si parla di un lotto del valore di 25 milioni di euro, con 4.000 diritti awp e 900 apparecchi Vlt. Nel settore scommesse il lotto base previsto, del valore di 1,4 milioni, sarebbe di 25 diritti. Altri lotti minimi da 25 diritti a 50mila euro per diritto. Per il Bingosi parla di circa 350mila euro per diritto.

Nel suo intervento pubblico, Maurizio Leo ha chiarito che il decreto sul gioco fisico rappresenta il naturale completamento del lavoro già svolto sull’online. Un tassello che si inserisce nella strategia più ampia di riforma fiscale e regolatoria, con l’obiettivo di rafforzare la legalità, ridurre il contenzioso e garantire maggiore certezza delle regole a operatori e amministrazioni. Un passaggio atteso da tempo dal settore, destinato a incidere in modo profondo sull’assetto del gioco pubblico nei prossimi anni.

Redazione Jamma
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