Il governo britannico ha annunciato un importante aumento della tassazione sul gioco d’azzardo online, segnando una svolta nella normativa fiscale del settore. Con la nuova manovra di bilancio, sostenuta dal Cancelliere e appoggiata dalla Treasury Committee dopo mesi di dibattito, le società di gioco online si troveranno a fronteggiare un carico fiscale molto più pesante. L’obiettivo è raccogliere oltre 1 miliardo di sterline, pari a circa 1,3 miliardi di dollari, per finanziare la spesa pubblica.
Le modifiche entreranno in vigore a partire dal 1° aprile 2026, quando l’aliquota sul gaming online, che include i giochi da casinò digitali, passerà dal 21% al 40%. Un anno dopo, da aprile 2027, la tassazione sulle scommesse a distanza, comprese quelle sportive online, aumenterà dal 15% al 25%. Al contrario, le scommesse sulle corse di cavalli britanniche non subiranno variazioni e le attività terrestri manterranno le attuali aliquote fiscali. I bingo fisici riceveranno un trattamento ancora più favorevole, con l’abolizione totale della bingo duty dal 2026.
Secondo HM Revenue & Customs, la crescita rapida del gioco online e l’aumento delle prove sui danni sociali derivanti dall’uso di prodotti digitali facili da accedere giustificano l’intervento. Il Comitato del Tesoro ha rilevato che oggi il gioco d’azzardo via internet rappresenta una quota molto più ampia del mercato rispetto a dieci anni fa, spinto soprattutto dalla diffusione degli smartphone e da meccaniche di gioco progettate per incentivare la permanenza degli utenti.
La presidente del Comitato, Meg Hillier, ha difeso la decisione del governo, sottolineando come rifletta una visione più realistica degli effetti nocivi del gioco d’azzardo online sulla popolazione. La manovra segna quindi un cambiamento significativo nel modo in cui il Regno Unito regola e tassa il comparto digitale del gambling, puntando a un sistema fiscale più equo e sostenibile. Le attività tradizionali, come le sale bingo, le corse di cavalli e gli arcade sulle coste, continueranno a beneficiare di un trattamento fiscale più leggero, ritenute meno problematiche e culturalmente rilevanti per il tessuto economico del Paese.







