La Commissione europea ha avviato l’esame di una denuncia formale che riguarda l’Italia e, in particolare, l’adozione del nuovo “Regolamento generale delle lotterie a estrazione istantanea anche con partecipazione a distanza”. I servizi della Commissione, secondo quanto comunicato, procederanno a valutare la segnalazione alla luce del diritto dell’Unione applicabile e la Direzione generale per il Mercato interno, l’industria, l’imprenditoria e le PMI (DG GROW) informerà sugli esiti dell’istruttoria e sulle eventuali misure adottate.
La denuncia ha come oggetto l’operato dell’amministrazione centrale italiana e riguarda, nello specifico, la presunta mancata notifica alla Commissione europea del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 14 novembre 2025, n. 197. Il provvedimento introduce il nuovo regolamento generale che disciplina le lotterie a estrazione istantanea, comprese quelle con partecipazione a distanza, e abroga il precedente regolamento del 1991.
Il decreto è stato pubblicato in Gazzetta ufficiale ed entrerà in vigore l’11 gennaio 2026. Alla base dell’intervento normativo, il Ministero richiama la necessità di definire in modo organico la disciplina generale delle lotterie istantanee, rinviando alle determinazioni direttoriali dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli la regolazione degli aspetti di dettaglio, nei limiti fissati dal regolamento stesso. Il testo, registrato alla Corte dei conti il 19 dicembre, si articola in 18 articoli che coprono un ampio spettro di materie: dalle definizioni alle caratteristiche delle lotterie, dalla struttura dei premi al pay-out, fino alle modalità di riscossione, alla custodia dei biglietti, alla digitalizzazione, alla pubblicità e alle commissioni di vigilanza.
Secondo la segnalazione inviata a Bruxelles, tuttavia, il decreto conterrebbe nuove regole tecniche che avrebbero richiesto la notifica preventiva alla Commissione europea ai sensi della direttiva (UE) 2015/1535. Tale direttiva impone agli Stati membri di comunicare in anticipo i progetti di norme tecniche che possano incidere sul mercato interno, consentendo alla Commissione e agli altri Paesi dell’Unione di valutarne la compatibilità con il diritto europeo e, se necessario, formulare osservazioni.
La mancata notifica, sempre secondo quanto sostenuto nella denuncia, configurerebbe una violazione della procedura prevista dal diritto dell’Unione, con il rischio di incidere sulla validità e sull’applicabilità delle disposizioni introdotte dal regolamento italiano. Il nodo centrale riguarda dunque la qualificazione del decreto come atto contenente regole nuove o sostanzialmente modificate, tali da far scattare l’obbligo di notifica preventiva.
Ora spetta ai servizi della Commissione europea verificare se il provvedimento rientri effettivamente nell’ambito di applicazione della direttiva 2015/1535 e se l’iter seguito dall’Italia sia conforme alle regole europee. L’esame potrebbe portare, in caso di riscontro positivo delle criticità segnalate, a un dialogo formale con le autorità italiane o all’avvio di ulteriori iniziative a tutela del corretto funzionamento del mercato interno.
La vicenda apre un nuovo fronte di attenzione sul delicato equilibrio tra regolazione nazionale del gioco pubblico e rispetto delle procedure europee, in un settore in cui le innovazioni normative, soprattutto legate alla digitalizzazione e alla partecipazione a distanza, possono avere un impatto significativo anche oltre i confini dello Stato membro che le adotta.







