La Bosnia-Erzegovina si avvia verso una possibile svolta nel trattamento fiscale del gioco d’azzardo. A partire dal 2026 potrebbe infatti essere abolita l’esenzione dall’IVA di cui il settore beneficia a livello statale, ponendo fine a un regime considerato da una parte del Parlamento come incoerente e ingiustificato rispetto all’impatto sociale dell’attività. La proposta di legge è stata presentata da esponenti di Naša Stranka, formazione politica di orientamento social-liberale, e punta non solo a modificare il quadro impositivo, ma anche a ridistribuire le maggiori entrate verso sanità e comunità locali.
L’iniziativa porta la firma di Mia Karamehić Abazović, deputata alla Camera dei Rappresentanti dell’Assemblea parlamentare della Bosnia-Erzegovina, insieme ad Amir Purić, membro del Parlamento della Federazione di Bosnia ed Erzegovina, una delle tre entità autonome che compongono il Paese. Al centro del progetto c’è la volontà di superare un’anomalia fiscale: attualmente, i servizi di gioco d’azzardo sono esenti dall’imposta sul valore aggiunto a livello statale, una condizione che, secondo i promotori, non trova riscontro né sul piano economico né su quello sociale.
Karamehić Abazović ha sottolineato come il gioco d’azzardo rappresenti oggi l’unica attività legale in grado di generare dipendenza a non essere soggetta a imposizione IVA. Al contrario, prodotti come alcol e tabacco, riconosciuti per i loro effetti nocivi sulla salute, sono gravati sia da accise sia dall’IVA. A suo giudizio, non esiste alcuna giustificazione per cui il gioco debba essere tassato in modo più favorevole rispetto a settori come l’alimentare, i medicinali o l’editoria, che hanno un valore sociale decisamente più elevato per i cittadini.
Dal punto di vista finanziario, Amir Purić ha messo in evidenza la sproporzione tra i ricavi generati dal comparto e le entrate fiscali effettivamente incassate dalle istituzioni. Secondo i dati citati, l’industria del gioco produce ogni anno circa 1,8 miliardi di marchi convertibili, mentre la Federazione di Bosnia ed Erzegovina ne ricava meno di 35 milioni. Le modifiche proposte alla legge sul gioco d’azzardo consentirebbero di portare le entrate annuali ad almeno 150 milioni per la Federazione, ai quali si aggiungerebbero circa 50 milioni destinati direttamente alle comunità locali.
Le risorse aggiuntive, nelle intenzioni dei proponenti, dovrebbero essere vincolate a finalità di interesse pubblico. Tra le priorità indicate figurano il sostegno ai pazienti oncologici, la cura delle malattie gravi e rare, i programmi di contrasto ai comportamenti compulsivi e l’acquisto di attrezzature sanitarie. Non viene escluso, inoltre, l’impiego di una parte dei fondi per iniziative in ambito scientifico, culturale, sportivo e per il sostegno all’imprenditoria







