Durante la conferenza “Amusement: strumento di aggregazione sociale”, svoltasi stamattina al Senato, è intervenuto Alessandro Lama (in foto), presidente di Federamusement Confesercenti, che ha ricondotto il tema dell’amusement a una questione più ampia, legata all’isolamento e alla coesione sociale tra i giovani.
Lama ha aperto il suo intervento sottolineando che “stiamo parlando di giovani, non solo di gioco”, e che il tema dell’isolamento “riguarda la coesione sociale, la salute pubblica e anche le politiche giovanili”. Il presidente di Federamusement ha evidenziato come il disagio che nasce online “emerge poi offline, nella vita di tutti i giorni”, e ha attribuito parte del problema alla riduzione dei luoghi di aggregazione e alla trasformazione delle relazioni operate dai social.
“Il problema non è il gioco, è l’isolamento”, ha detto Lama, spiegando che in contesti sociali il gioco “riduce la solitudine percepita”, mentre “il gioco solitario immersivo invece la aumenta”. Per questo, secondo il presidente, “una delle soluzioni sono le nostre sale”, definite come “spazi fisici a bassa soglia dove non ci sono barriere, favoriscono le integrazioni reali, visibili, regolate dal gruppo”.
Lama ha inoltre sostenuto che questi spazi “non sono luoghi di consumi, sono luoghi di relazioni”, e che rappresentano una forma di politica giovanile perché “rafforzano i fattori protettivi”. Tuttavia, ha avvertito che questa responsabilità “non può essere lasciata alla gestione personale delle realtà che lavorano nel nostro campo”.
In questo senso, Lama ha annunciato la volontà di rafforzare la collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sul Bullismo e sul Disagio Giovanile, sottolineando che “c’è bisogno di migliorare il nostro approccio culturale, ma anche operativo”. “Le soluzioni dobbiamo darcele noi”, ha affermato, “cercando di migliorare a livello formativo e capire quali sono i disagi dei ragazzi che vengono nei nostri locali”.
Il presidente di Federamusement ha indicato alcune linee operative, tra cui la necessità di attività locali e di una maggiore visibilità delle apparecchiature, “perché le nostre sale possono migliorare e devono diminuire l’isolamento”. Lama ha suggerito che “le macchine devono essere il più possibile visibili”, e che “devono essere fatti giochi che permettano un ritmo, una partecipazione in gruppo”, insieme a un “codice di comportamento” e a un piano di formazione.
Concludendo il suo intervento, Lama ha precisato che “non stiamo finanziando il gioco, noi stiamo investendo in spazi fisici di relazione”. Le sale, ha aggiunto, “possono diventare veramente delle infrastrutture sociali” e, in alcuni casi, “sostituire quello che dovrebbero fare le istituzioni”. “È una grandissima responsabilità”, ha detto, “e dobbiamo fare a braccetto con realtà strutturate e professionali come l’Osservatorio, per proteggere il nostro bene più prezioso, cioè i nostri giovani”.







