HomeAttualitàMarocco, giro di vite sul betting illegale: oscurati i siti esteri

Marocco, giro di vite sul betting illegale: oscurati i siti esteri

La giustizia marocchina imprime una decisa accelerazione alla lotta contro il gioco online non autorizzato. Con un provvedimento emesso il 12 gennaio 2026, i tribunali hanno ordinato agli operatori di telecomunicazioni del Paese di oscurare l’accesso a numerose piattaforme di scommesse estere attive sul territorio nazionale in assenza di licenza.

L’azione nasce da un ricorso promosso dalla Marocaine des Jeux et des Sports (MDJS), ente titolare del monopolio legale sulle scommesse sportive in Marocco, e si traduce in obblighi tecnici stringenti per i provider: blocco dei nomi di dominio e degli indirizzi IP dei siti indicati, così da impedirne l’accesso agli utenti locali. A garanzia dell’effettiva esecuzione, il giudice ha previsto una sanzione di 10.000 dirham per ogni giorno di ritardo, trasformando l’ordine in un obbligo immediato e difficilmente eludibile.

La portata del provvedimento va oltre i grandi operatori internazionali del betting. La decisione colpisce anche una rete di servizi intermedi attivi sul territorio marocchino, sospettati di agevolare l’operatività delle piattaforme estere attraverso la gestione di depositi e prelievi con conti bancari nazionali e numerazioni telefoniche locali. È su questi snodi, più facilmente individuabili rispetto ai siti offshore, che la giustizia ha scelto di concentrare l’azione repressiva.

L’iniziativa rafforza il ruolo della MDJS in un contesto normativo che attribuisce allo Stato il controllo esclusivo delle scommesse sportive. Finora, la principale criticità era rappresentata dall’applicazione concreta delle regole, messa alla prova dalla diffusione di piattaforme straniere accessibili online con pochi clic. In questo caso, l’azione giudiziaria si fonda su accertamenti formali che hanno dimostrato l’effettiva accessibilità e operatività dei siti dal territorio marocchino, superando il piano delle contestazioni teoriche.

Gli effetti sul mercato sono immediati. Pur senza eliminare del tutto il fenomeno del gioco illegale, i blocchi tecnici ne complicano l’accesso, ne riducono la visibilità e ne aumentano i costi operativi. Allo stesso tempo, cambiano le responsabilità: gli operatori di telecomunicazioni diventano un perno dell’esecuzione delle decisioni giudiziarie, mentre gli intermediari locali vedono crescere sensibilmente il proprio rischio giuridico.

Il provvedimento assume un peso specifico anche per il momento in cui viene adottato. Il Marocco è infatti sotto i riflettori per la Coppa d’Africa 2025, evento che accentua l’attenzione pubblica sul tema del gioco e della sua regolazione. La scelta dei tribunali ribadisce un principio chiaro: l’esposizione sportiva e mediatica non sostituisce il rispetto del quadro normativo nazionale.

Redazione Jamma
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