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Scommesse: il Tribunale di Napoli assolve

In: CED e CTD, Scommesse

6 luglio 2016 - 18:02


ripamontins

(Jamma) – Nuove assoluzioni dal Tribunale di Napoli sul caso Goldbet, relative a procedimenti in regime di Bando Monti e in un caso afferente a soggetto aderente alla regolarizzazione di cui alla legge di stabilità.

Proprio quest’ultima Sentenza, resa il 27 giugno 2016, in adesione alle prospettazioni difensive esposte dall’avv.Marco Ripamonti nell’interesse dell’imputato, ha preso come punto di partenza le pronunce rese dalla Corte di Cassazione (Musco e Criscione) relativamente ai CED sanati ed ha affermato come la adesione alla regolarizzazione di cui alla legge di Stabilità con il conseguente diritto di operare nella attività di raccolta scommesse sorto dal giorno della adesione stessa fino alla scadenza dei diritti ed ancor prima del rilascio della licenza 88 tulps, costituisca elemento sufficiente a poter escludere ogni rilevanza circa il fumus commissi delicti di eventuale reato commesso pre-sanatoria, e ciò anche a prescindere da eventuali discriminazioni subite dal bookmaker di riferimento.
Il Tribunale di Napoli, all’esito anche della ricostruzione del caso Goldbet sia relativamente al contesto Bersani, che al Bando Monti ha così assolto l’imputato con la formula “il fatto non sussiste” disponendo anche il dissequestro dei beni sottoposti alla misura.
L’avv.Marco Ripamonti si è dichiarato soddisfatto ed ha affermato: “Il Tribunale non ha certamente affermato che l’adesione alla regolarizzazione produca un effetto estintivo automatico dei reati pregressi relativi alla raccolta di scommesse. Del resto la legge non lo contempla. Tuttavia, con una serie di argomenti, sopratutto riferiti all’elemento soggettivo ed alle connotazioni del fatto, ho voluto valorizzare la circostanza della adesione alla procedura di regolarizzazione, che ha determinato evidentemente il Giudice a disporre l’assoluzione con ampia formula, anche a prescindere dai profili discriminatori del bookmaker di riferimento. Fatto, quest’ultimo, di importanza marginale per quei soggetti legati a bookmaker in grado di dimostrare, come Goldbet, la discriminazione subita, ma di grande rilievo per soggetti che all’epoca del pregresso reato erano collegati a bookmaker che hanno avuto sorti giurisprudenziali diverse rispetto ad operatori la cui discriminazione, come per l’appunto Goldbet, è stata affermata fino alla Corte di Cassazione, nonostante i detrattori e convegni vari mirabilmente organizzati per sostenere il contrario”.

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