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Scommesse, Tar Abruzzo: “ Il C.T.D. non potrebbe in ogni caso svolgere l’attività per cui è chiesta l’autorizzazione, senza la qualificata presenza nel nostro ordinamento del soggetto nel cui interesse agisce”

In: CED e CTD, Primopiano2, Scommesse

29 settembre 2015 - 11:24


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(Jamma) Il sistema concessorio-autorizzatorio, imposto dall’ordinamento nazionale in materia di attività di raccolta di scommesse, e che fa perno sull’art. 88, t.u.l.p.s., non é in contrasto con l’ordinamento comunitario e, in particolare, con gli artt. 43 e 49 del Trattato CE. E’ quanto confermano i giudici del Tar Abruzzo, sez. di Pescara, in una pronuncia con la quale viene respinto il ricorso di un esercente che si è visto negare dal Questore di Pescara il rilascio dell’autorizzazione di polizia per esercitare nel Comune di Popoli l’attività di intermediazione di raccolta delle scommesse per conto della società “Betsolution4U Limited”, con sede in Malta.
“Nel sistema giuridico nazionale l’attività di raccolta dati delle scommesse per un operatore estero richiede sia la concessione da parte del Ministero dell’economia e delle finanze sia l’autorizzazione di Pubblica sicurezza di cui all’art. 88, t.u.l.p.s. con la conseguenza che la licenza di cui al succitato art. 88 non può essere rilasciata a chi non sia in possesso della concessione ministeriale e, sotto tale profilo, l’attività demandata al Questore è vincolata, non essendo ammessa alcuna discrezionalità dell’Amministrazione che, in assenza della concessione, è tenuta ad emettere un provvedimento di rigetto per insussistenza di uno dei presupposti di legge” si legge “Il Centro trasmissione dati (C.T.D.) non potrebbe in ogni caso svolgere l’attività per cui è chiesta l’autorizzazione, senza la qualificata presenza nel nostro ordinamento del soggetto nel cui interesse agisce, atteso che il sistema concessorio-autorizzatorio, vigente nel nostro ordinamento, la cui legittimità è stata confermata anche dalle Corti europee, riguarda unicamente operatori economici che intendano organizzare e gestire nel territorio la parte del mercato nazionale delle scommesse dismessa dalle strutture pubbliche, e non lascia nessuno spazio per formule organizzatorie, che separando le fasi della negoziazione, non consentano l’individuazione dell’effettivo radicamento giuridico del gestore reale nel mercato nazionale delle scommesse”.

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