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Scommesse. Cassazione: non censurabile la condanna se si ravvisa il ruolo attivo nella raccolta delle giocate

In: CED e CTD, Diritto, Scommesse

12 luglio 2016 - 12:26


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(Jamma) C’è una notevole differenza tra la mera trasmissione dei dati (riferibili alle giocate) e avere un ruolo attivo di raccolta delle scommesse. Per i giudici della Corte di Cassazione non è censurabile la condanna del titolare di un centro in cui “venivano raccolte le somme corrispondenti agli importi delle scommesse che venivano bonificate all’operatore comunitario e che le scommesse venivano inviate tramite il computer al sito della società dall’addetto all’esercizio il quale rilasciava regolare ricevuta al cliente. Sicché, in altri termini, correttamente i giudici hanno concluso nel senso che l’imputata non si limitava ad offrire un mero supporto tecnico allo scommettitore, ma, attraverso la raccolta delle scommesse, l’inoltro all’operatore comunitario della sommessa e del denaro e l’elargizione allo scommettitore dell’eventuale vincita, interferiva in maniera apprezzabile nell’attività di gestione delle scommesse da parte dell’operatore.

Deve allora ribadirsi che integra il reato di attività organizzata per l’accettazione e la raccolta, per via telematica, di scommesse senza autorizzazione, “sub specie” di illecita intermediazione, la condotta del gestore di un centro di servizio che, contrattualmente legato ad un concessionario regolarmente autorizzato dall’AAMS per l’attività dì accettazione e raccolta a distanza di scommesse sportive, non si limiti a svolgere un’attività di mero supporto tecnico a beneficio dello scommettitore titolare del contratto di conto di gioco con il concessionario ma interferisca, come nella specie, nell’attività di scommessa del cliente.”

 

 

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