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Scommesse. A Bruxelles una sessione dedicata al fenomeno del match fixing. Coppolani (Arjel) : “Fondamentale il ruolo delle associazioni dei giocatori”

In: Scommesse

6 aprile 2016 - 11:00


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(Jamma) “Match fixing a treat of sport?” Questo il tema della conferenza che si sta svolgendo in queste ore a Bruxelles presso il Parlamento Europeo. L’evento è stato organizzato dall’Intergruppo parlamento sullo Sport e vede la partecipazione di numerosi esponenti dello sport europeo nonché i rappresentanti delle autorità di regolamentazione sul gioco tra cui quella maltese e quella francese.

 

E proprio il Parlamento Eu ha commissionato un report sul fenomeno delle partite truccate che riportando una stima dell’Interpol ricorda come nel periodo 1° giugno 2012 – 31 maggio 2013 le partite truccate nel mondo – comprendenti sia la manipolazione dell’intera gara o la corruzione di alcuni fra giocatori, arbitri, allenatori o dirigenti – abbia interessato ben 70 paesi nei cinque continenti, solamente per quanto riguarda il calcio.

Un giro d’affari miliardario che si nutre prevalentemente, oltre al football, anche tennis e cricket. Numeri alla mano, il valore stimato dell’industria dello sport nel mondo è pari a 145 miliardi di dollari e la globalizzazione ha ulteriormente aggravato il fenomeno del match-fixing, con organizzazioni criminali transnazionali che sfruttano i cambiamenti nei regolamenti, le falle dei sistemi giuridici e giudiziari, l’apertura delle frontiere e la crescita del libero scambio. Il tutto favorito dalla diffusione dell’online, che rende quanto mai problematico contrastare le associazioni criminali: l’importo totale delle scommesse effettuate su internet in tutto il mondo è stato stimato in 50,7 miliardi di dollari nel solo 2012.

 

Criminalità organizzata guadagna fino a 15 miliardi di dollari l’anno
Le scommesse online rappresentano un business globale in cui regolamentazione varia notevolmente da un paese all’altro. I fornitori sono spesso stabiliti in paesi che consentono l’organizzazione del gioco d’azzardo attività, ma non è facile intraprendere azioni legali contro i fornitori che offrono i loro servizi on-line e che sono stabiliti all’estero. Nel report dell’Interpol, appare chiaro come i professionisti del match-fixing abbiano stabilito la propria dimora nell’est asiatico, sfruttando il gigantesco mercato illegale delle scommesse sportive. Se i bookmaker tradizionali possono, a determinate condizioni, limitare le scommesse e tutelarsi richiedendo la registrazione e l’identificazione del giocatore, così come chiudere i mercati delle scommesse in caso di (presunta) attività di scommesse irregolari, al contrario il sistema di scommesse asiatico è molto più flessibile, con puntate raccolte in strada, nei punti scommessa, online, per telefono, e poi inoltrati spesso in modo anonimo con puntate praticamente illimitate. Una manna per le organizzazioni criminali che prosperano nei mercati di Singapore, Russia, ma anche Bosnia e Croazia. Secondo le stime della International Football Association (FIFA), la criminalità organizzata guadagna fino a 15 miliardi di dollari l’anno attraverso il match-fixing.

 

Il 53% delle puntate illegali da paesi asiatici. Cina, Corea del Sud e Hong Kong in testa
Le dimensioni del mercato delle scommesse illegali in alcuni paesi asiatici (in particolare Cina, Corea del Sud e Hong Kong) è noto: non è un caso che il 53% dei ricavi globali provenienti dalle partite truccate è raccolto in Asia. Ma non si salva neanche l’Europa, con il 25% del totale delle scommesse illegali nel mondo: la Germania, ad esempio, ha un GGR di mercato illegale stimato in 175 milioni di euro, quasi il doppio del GGR relativo al mercato legale, stimato in 95 milioni. All’America il restante 21% del match-fixing planetario. La criminalità organizzata utilizza le scommesse sportive anche per riciclare il denaro. Infatti, puntando su una partita truccata che poi risulta vincente, il denaro è ‘pulito’. I profitti da combine sono utilizzati inoltre per finanziare altre attività criminali.

 

Lotta alla corruzione passa da formazione e prevenzione, ma impatto strumenti giuridici ancora limitato
Per fronteggiare il fenomeno, in UE la lotta alla corruzione e alla criminalità organizzata è alla base dell’attività investigativa di Europol e Eurojust. L’Interpol a riguardo ha lanciato nel 2011 il suo programma di integrità nello sport, un corso di formazione globale, educazione e prevenzione delle partite truccate e scommesse illegali che ha formato più di 2.200 persone provenienti da 196 paesi. Le attività sono basate su cinque pilastri: partnership, scambio di informazioni, coordinamento, strategie di prevenzione e creatività. Tuttavia, l’impatto degli strumenti giuridici internazionali, come le convenzioni con le Nazioni Unite e il Consiglio d’Europa, sono ancora limitati, dal momento che le loro disposizioni non sono obbligatorie. In questo contesto, il Comitato Olimpico Internazionale, per effetto della sua autorità politica, sociale e sportiva, appare come un fattore chiave nella lotta continua contro la manipolazione nello sport.

Il presidente dell’Arjel Charles Coppolani ha parlato nel suo intervento del ruolo fondamentale della associazioni nel contrasto ai fenomeni di corruzione e della funzione svolta dagli organismi di regolazione del garantire l’integrità dello sport.

 

 

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