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Pubblicità e giochi. La scure del giurì si abbatte anche sul video di SNAI per Youtube

In: Scommesse

17 febbraio 2016 - 13:16


snai-pubblicità

(Jamma) Pubblicità sul gioco d’azzardo e le scommesse sotto la lente dell0’opinione pubblica e non solo. L’Istituto di autodisciplina pubblicitaria , attraverso il Comitato di Controllo, organo garante degli interessi dei consumatori, ha emesso una ingiunzione nei confronti di un messaggio di snai ritenuto manifestamente contrario al Codice di Autodisciplina Pubblicitaria.
Il Presidente del Comitato di Controllo visto il video “Cogli il tuo #Momento SNAI”, rilevato sul canale YouTube di SNAI nel mese di gennaio 2016 lo ha ritenuto manifestamente contrario all’art. 28 ter – Giochi con vincite in denaro – del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.
La narrazione dello spot presenta il mondo come diviso in due categorie, contrapponendo un uomo che appare rinunciatario verso le sfide della vita: “no, non fa per me; non è il momento di mettersi in gioco, di provarci, di buttarsi, eh …so già come andrà a finire” e viene mostrato solo e sconsolato, rispetto a un gruppo di amici festanti e sportivi “quelli che …proviamoci, perché no?, perché sanno che c’è un istante ogni tanto in cui tutto può succedere…”, “quell’istante è il momento SNAI”, che raggiungono obiettivi e risultano vincitori.

Ad avviso dell’organo di controllo un simile percorso narrativo, in stile apertamente e positivamente motivazionale, risulta pericoloso in relazione a quanto pubblicizzato. La spinta a buttarsi, provarci e accettare la sfida viene chiaramente veicolata verso il gioco (“quell’istante è il momento SNAI”) con un suggestivo riferimento alla vittoria, al successo, interpersonale e personale. Posto che la comunicazione pubblicitaria va interpretata non solo in base ai suoi contenuti razionali, ma anche alla stregua delle emozioni, dei significati e dei simboli che essa evoca, è indubbio per l’organo di controllo che nella fattispecie prevalga sulla percezione razionale la sensazione emotiva che il gioco contribuisca ad accrescere la propria autostima, considerazione sociale e successo interpersonale, elemento espressamente vietato dall’articolo in questione.
Occorre infine rilevare che nella valutazione del messaggio non si può prescindere, come ha avuto occasione di affermare il Giurì dell’Autodisciplina Pubblicitaria, dal considerare che “la materia del gioco, nelle sue molteplici declinazioni, è sicuramente una materia delicata che richiede che le comunicazioni pubblicitarie siano improntate a quel senso di responsabilità reso necessario dalle implicazioni sociali e individuali che esso comporta e dalle molteplici forme, anche patologiche, nelle quali si può tradurre.” .
La pubblicità veicola dunque un messaggio potenzialmente dannoso, che si traduce in un’impropria esaltazione del gioco.
Per concludere- osserva in Giurì – il messaggio omette anche di fornire, contravvenendo al disposto dell’art. 28 ter, una chiara e precisa avvertenza che il gioco è vietato ai minori di 18 anni e può causare dipendenza patologica, posto che le scritte in super negli ultimi frame del video non risultano leggibili e non hanno alcun impatto sul pubblico.

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