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Cangianelli (consulente Mag) sull’Ippica: “Piena funzionalità organismo governance dal 2018. Autofinanziamento dal settore scommesse”

In: Ippica

20 aprile 2016 - 12:31


CANGIANELLIEMMA

Ippica, Baretta (sottosegr. Mef): “Il settore e’ in crisi, ma le potenzialità ci sono”

(Jamma) – “L’ippica è un settore chiave della tradizione italiana, di forte interesse pubblico per l’importanza del comparto e il benessere dell’animale, che richiede integrità delle corse. Il settore delle scommesse infatti è a basso rischio che diventi patologico. Parliamo di 750mila appassionati e 300mila scommettitori”.

È quanto afferma Emmanuele Cangianelli, consulente Mag, durante la conferenza stampa della Lega Ippica italiana. “Se non si guarda da un unico punto di pianificazione gestionale l’intero circolo virtuoso dell’economia Ippica – spiega Cangianelli -. Il problema è la mancanza di un soggetto unico che tenga insieme i pezzi. Un nuovo modello privatistico di governance e il rilancio dello spettacolo ippico sono imprescindibili per riaccendere le potenzialità del settore e riavviare l’economia ippica”.
Dati alla mano, “parliamo di 7.500 realtà produttive e 22.500 posti di lavoro equivalenti, per un valore aggiunto di oltre un miliardo di euro”.

“La stategia di rilancio del settore va analizzata in un arco temporale di almeno 7 anni. Se ipotizziamo nel 2016 l’approvazione della legge delega del governo sul riordino delle scommesse e il nuovo organismo di settore, nella seconda metà del 2017 potrebbe insediarsi tale organismo di governance e avere piena funzionalità dal 2018. Dal 2018 potrebbe esserci un potenziale incremento del 5% del montepremi e una progressiva riduzione degli oneri a carico della finanza pubblica entro il 2022”.

Il modello di autogoverno realizzabile dalla Lega Ippica “potrebbe autofinanziarsi” attraverso la riorganizzazione del settore con “risorse proprie”, provenienti da “scommesse a totalizzatore a quota fissa, un finanziamento pubblico del montepremi e dell’allevamento dei cavalli e investimenti privati nelle attività commerciali: in questo modo, nel giro di pochi anni, si potrebbe arrivare a garantire le condizioni per la sopravvivenza del settore”.

 

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