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Imposta unica sulle scommesse: la Commissione Tributaria Regionale dell’Emilia Romagna accoglie l’appello di un CTD ed annulla l’accertamento

In: CED e CTD, Fisco

6 maggio 2016 - 11:15


tribunale56

(Jamma) – L’Avvocato Simona Bandini, del foro di Livorno ha recentemente ottenuto dalla Commissione Tributaria dell’Emilia Romagna l’accoglimento dell’appello promosso contro la sentenza della Commissione Tributaria di Parma che aveva invece stabilito l’assoggettamento all’imposta unica sulle scommesse del CTD sulla base dell’ interpretazione della L. 220/2010 suggerita da ADM ed applicata anche in via retroattiva. Dopo i rinvii in Corte di Giustizia e quello in Corte Costituzionale, ampiamente riportati dalla stampa specializzata, arriva dunque una sentenza che, prima ancora di giudicare nel merito, riconosce “che può seriamente dubitarsi che alla disposizione di cui si controverte possa attribuirsi portata retroattiva senza violare i principi costituzionali di ragionevolezza, proporzionalità e affidamento che devono guidare l’attività interpretativa del Giudice” e che dunque ha affermato la sua inapplicabilità ai periodi precedenti la sua entrata in vigore.   I giudici di Bologna, oltre a discostarsi dai precedenti collegi di pari grado che hanno dato ragione a ADM, non hanno neppure atteso le decisioni dei Superiori Organi giudicanti (Corte di Giustizia e Corte Costituzionale) sulle questioni di costituzionalità e conformità ai principi comunitari sottoposte alla loro attenzione. Non solo, la Commissione Regionale ha perfino a mutato la sua stessa opinione tenuto conto che, inizialmente, non aveva concesso la sospensione cautelare richiesta dal CTD per mancanza del fumus boni iuris.   Ad avviso dell’Avv. Bandini, oltre ai numerosi e validi motivi d’appello, nella decisione dei giudici hanno verosimilmente favorevolmente pesato da un lato i due rinvii alla Corte Costituzionale ed alla Corte di Giustizia che possono aver contribuito a creare il convincimento che i CTD nulla hanno a che fare con l’imposta unica sulle scommesse e che soprattutto non hanno la capacità contributiva per sostenerne il peso. Dall’altro, la strategia difensiva adottata, tutta incentrata sulle ragioni dei CTD che hanno assunto un proprio ruolo nel mercato interno delle scommesse, indipendentemente da come esso si sia formato nel tempo, e la difesa preliminare sulla irragionevole retroattività della norma.

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