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Cassazione. Centro sanato può continuare a raccogliere scommesse fino a scadenza della concessione

In: Diritto, Scommesse

9 maggio 2016 - 12:18


Aula-tribunale

(Jamma) “Dal momento in cui ha aderito alla sanatoria fiscale e almeno fino alla data di scadenza, nell’anno 2016, delle concessioni di Stato vigenti per la raccolta delle scommesse – e indipendentemente dalla sussistenza o meno del fumus commissi delicti relativamente alle condotte poste in essere fino a quella data e alla risoluzione della questione di pregiudizialità proposta da questa Corte in sede comunitaria – ella potrà legittimamente svolgere l’attività in essere, per cui la libera disponibilità delle apparecchiature e dei documenti sequestrati non può in alcun modo aggravare o protrarre le conseguenze del reato ovvero agevolare la commissione di altri reati”. E’ quanto ha stabilito la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione chiamata a decidere sul ricorso di un Centro Trasmissione Dati sequestrato nel 2014. “In conclusione- scrivono i giudici- , come già osservato da questa Corte in casi analoghi (sez. 3, 12 maggio 2015, n. 23960, rv. 263847; sez. 3, 9 aprile 2015, n. 43392), l’adesione – da parte dell’operatore privo di licenza di pubblica sicurezza e di concessione – alla sanatoria di cui all’art. 1, comma 643, della legge 23 dicembre 2014, n. 190 (legge di stabilità 2015), nel rispetto delle prescrizioni imposte dalla medesima disposizione, determina il diritto di svolgere l’attività in corso da tale momento fino alla data di scadenza, nell’anno 2016, delle vigenti concessioni statali, e conseguentemente, il venir meno delle esigenze preventive legittimanti il mantenimento in sequestro delle attrezzature destinate allo svolgimento della predetta attività.

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