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Caso Goldbet: continuità di una discriminazione

In: CED e CTD, Scommesse

22 giugno 2016 - 09:11


ripamontins

(Jamma) – Il Tribunale di Trani, all’udienza del 20 giugno 2016, ha assolto sulla questione Bando Monti, uno dei protagonisti della pregressa vicenda da cui è scaturita la sentenza pronunciata dalla Corte di Cassazione “Marrone, Martucci, Capurso” del 21 marzo 2013.

Con tale pronuncia, la Suprema Corte, sul ricorso proposto dalla Procura della Repubblica di Trani avverso ordinanza di dissequestro resa dal Tribunale del Riesame, aveva infatti affermato come Goldbet fosse da ritenere soggetto discriminato dagli effetti anticomunitari del Bando Bersani, accogliendo le tesi dell’avv.Marco Ripamonti, storico difensore dei centri Goldbet ed oggi anche impegnato nella difesa di centri collegati anche ad altri operatori.
La Sentenza della Cassazione, la terza della serie delle sette Cassazioni Goldbet, aveva poi costituito elemento di ispirazione per le altre pronunce e per le innumerevoli sentenze assolutorie di merito. Successivamente, uno degli imputati protagonisti di tale vicenda giudiziaria, si era veduto nuovamente attingere in un procedimento penale nell’anno 2013, in pieno regime di Bando Monti ed in epoca antecedente alla sanatoria di cui alla legge di stabilità, cui aveva poi aderito.
In quest’ultimo processo la difesa, sempre patrocinata dall’avv.Marco Ripamonti, è quindi partita da lontano e dall’importante base di lancio costituita dalla pronuncia della Corte di Cassazione, per poi ripercorrere l’intero percorso dell’operatore austriaco, che ha partecipato alla gara Monti, impugnandone il relativo Bando ed ottenendo diverse questioni pregiudiziali. La difesa ha anche affrontato il profilo della regolarizzazione e le criticità della stessa Legge di Stabilità ed in particolare la vicenda specifica dell’imputato. Ne è seguita una sentenza assolutoria con ampia formula. L’avv.Marco Ripamonti si è dichiarato soddisfatto ed ha così commentato: “Certamente, la vicenda del malcapitato imputato per certi versi potrà essere apparsa allo stesso piuttosto kafkiana, considerando che nonostante la pronuncia di Cassazione era stato poi aperto nei suoi confronti altro procedimento. Ma del resto, l’avvicendamento dei bandi aveva comportato un ribaltamento dell’intera situazione, cosa che peraltro potrà nuovamente accadere, ponendo di nuovo tutto in discussione. Poi chiaramente, a rafforzare le nostre tesi, è intervenuta anche la Sentenza Laezza, applicabile anche a Goldbet, che già in sede di ricorso amministrativo aveva denunciato tra le diverse doglianze proprio la cessione a titolo non oneroso dei beni aziendali, censurata dalla Corte di Giustizia. Ed il cerchio si è così chiuso. Tale vicenda è certamente emblematica e reputo importante, dal punto di vista dell’operatore, la coerenza delle linee difensive idonee a far accertare la realtà dei fatti, rilevante anche in prospettiva di nuove gare, che quanto al caso Goldbet vede una discriminazione affermata sia sul bando Bersani sia sul bando Monti.”

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