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Veneto, misure legge contro azzardo in ritardo e ancora inapplicata maggiorazione Irap per chi detiene le slot. L’assessore Lanzarin: “Ci stiamo lavorando”

In: Politica

30 agosto 2016 - 10:15


Lanzarin

(Jamma) – Ad un anno e più dall’approvazione delle norme contro il gioco d’azzardo da parte della Regione (era il 27 aprile del 2015), in Veneto la lotta alla ludopatia è ancora condotta in ordine sparso, senza alcuna regia, con iniziative che, una volta annunciate, sono poi state lasciate alla buona volontà ora di questa Usl, ora di quel Serd, se è andata bene, perché se invece è andata male non sono mai neppure partite.

 

Come nel caso del minacciato aumento dell’Irap (+0,2%) a carico degli esercizi commerciali che «arrotondano» con le slot. Il giro di vite – scrive il Corriere del Veneto – passò in aula sotto forma di emendamento alla legge di Stabilità 2015: «A decorrere dal 1° gennaio 2016 gli esercizi nei quali risultano installati apparecchi da gioco sono soggetti all’aliquota Irap maggiorata dello 0,2%».

 

Il primo gennaio è passato da otto mesi ma l’aumento non c’è stato. «L’applicazione di quella norma si sta rivelando più difficoltosa e farraginosa del previsto – spiega l’assessore al Sociale Manuela Lanzarin al Corriere del Veneto -. I miei uffici sono al lavoro con quelli del vicepresidente Forcolin (che ha la delega al Bilancio, ndr), confido che presto si possa trovare una soluzione e sbloccare l’impasse. Però tutte le altre misure previste da quella legge sono state attivate». Insomma. «Entro 30 giorni dall’entrata in vigore» del provvedimento, che prevede sanzioni addirittura fino a 10 mila euro, la giunta avrebbe dovuto istituire un numero verde (risulta attivo solo in provincia di Padova) e un indirizzo di posta elettronica (non pervenuto) dedicati, quindi predisporre un cartello informativo sui rischi del gioco (non pervenuto anche questo) che gli esercenti sarebbero obbligati a esporre insieme ad un test di autovalutazione che sempre entro 30 giorni avrebbero dovuto preparare le Usl. Gli stessi esercenti, poi, non dovrebbero pubblicizzare in alcun modo né l’apertura di nuove sale né le vincite conseguite «con cartelli o altre modalità». C’era un elenco di compiti affidati ai Comuni (e lì si dovrebbe verificare caso per caso com’è finita, la prefettura di Venezia aveva predisposto un regolamento tipo) mentre le Usl avrebbero dovuto adottare un programma di prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione comune, individuare specifici programmi terapeutici, promuovere gruppi di auto-aiuto. Al momento risultano all’appello solo i progetti delle Usl di Asolo (che ha attivato il sito noazzardo.info), di Bassano e dell’Alta Padovana e quelli di alcuni Serd, come ad esempio Venezia Terraferma, Rovigo e Verona.

 

«Manca una regia, è vero – conferma Lanzarin – ma rimedieremo con la già avviata riorganizzazione degli uffici e con l’approvazione di un progetto di legge organico (in consiglio ne sono già stati depositati 2, dopo i 5 della scorsa legislatura, ndr.). Vogliamo arrivare a definire, nei piani di zona delle Usl, un approccio sistematico e integrato anche per evitare doppioni. Attenzione, però: non è che se oggi una persona cerca aiuto, non lo trova. La rete c’è ed è attiva».

 

Qualche sospetto sull’effettiva efficacia della legge – spiega il Corriere del Veneto – forse poteva venire dal budget previsto per questa «madre di tutte le battaglie», la miseria di 15 mila euro, e proprio sui soldi batte il consigliere del Pd Graziano Azzalin che accusa Palazzo Balbi d’aver ricevuto dalla Conferenza Stato-Regioni 4 milioni di euro, fondi assegnati all’Usl di Treviso e all’Azienda ospedaliera di Verona («Con quali criteri?» chiede Azzalin) ma che a tutt’oggi non risultano essere mai stati spesi: «L’efficienza di Zaia si conferma soltanto di facciata – attacca Azzalin -. L’emergenza per lui esiste solo nelle dichiarazioni e nella protesta continua contro il governo. Però ci vorrebbero pure i fatti: a 8 mesi dalla messa in disponibilità dei fondi, quali iniziative sono state effettivamente avviate? Oltre a Treviso e Verona sono stati coinvolti altri Comuni e altre Usl? Ho l’impressione che il motore tanto sbandierato da Zaia si sia inceppato». Replica Lanzarin: «I fondi, come riconosce Azzalin, sono stati assegnati ma siamo ancora nella fase di valutazione dei progetti e, in collaborazione con i Serd, stiamo prendendo in esame soluzioni all’avanguardia attuate in altre Regioni, come la residenzialità in Emilia Romagna. Tra non molto inizieremo a liquidare i primi finanziamenti».

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