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Senato: Gibiino (Fi) presenta interpellanza su linee guida ISS per evitare danni derivanti dal gap, tutela fasce deboli e riduzione pubblicità azzardo

In: Politica

8 giugno 2016 - 09:47


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(Jamma) – “Se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti e se ravvisi profili di sviamento di potere nell’esclusione dell’associazione tra gli interventi del XVIII convegno “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale”; se non intenda, nell’ambito delle proprie competenze, attivarsi, affinché siano intraprese tutte le opportune iniziative, al fine di identificare i soggetti responsabili del mancato adempimento degli obblighi dell’ISS e di connesse eventuali violazioni di legge in materia di tabacco, di gioco d’azzardo, nonché di tutela della salute;

 

se non ritenga doveroso verificare, per avere un quadro più completo della situazione, se l’ISS abbia adottato in altre occasioni condotte simili a quelle esposte; se non intenda attivarsi, affinché tutti i descritti obblighi e la normativa a tutela della salute dei cittadini siano celermente rispettati; se risulti quale tipo di istruttoria sia stata compiuta dall’ISS in riferimento ai controlli compiuti sulle sostanze contenute nelle sigarette elettroniche, sulle sostanze contenute nel tabacco e controllo ambientale svolto nei confronti delle sale slot; quali indicazioni o linee guida l’ISS abbia attribuito alle autorità territoriali e regionali competenti, per evitare danni alla salute pubblica derivanti dal gioco d’azzardo patologico; se non ritenga di doversi attivare celermente per ridurre l’eccesso e l’invasività della pubblicità del gioco sulle reti televisive pubbliche e private; quali azioni concrete siano state messe in atto dall’ISS, settore ludopatia, a tutela delle fasce deboli, quali i minori e gli anziani”.

 

E’ quanto chiesto in un’interpellanza presentata in Aula al Senato dal senatore Vincenzo Gibiino (Fi) e rivolta al Ministro della Salute.

 

“L’Istituto superiore di sanità (ISS), tra i suoi compiti, ha quello di svolgere attività di ricerca scientifica nell’ambito delle materie previste dal piano sanitario nazionale e di promuovere programmi di studio e di ricerca, sperimentazioni cliniche e sviluppi tecnologici di avanguardia, anche in collaborazione con le strutture del Servizio sanitario nazionale, gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico e le aziende ospedaliere – spiega il senatore nell’interpellanza – segnatamente, ai sensi dell’art. 2, comma 2, lettera d), del decreto ministeriale 24 ottobre 2014, l’ISS: “effettua controlli analitici, valutazioni e ispezioni, anche ai fini autorizzativi, su articoli, biocidi, cosmetici, diagnostici in vitro, dispositivi medici, mangimi, materiali, matrici ambientali e biologiche, miscele o preparati pericolosi e non, presidi medico chirurgici, prodotti alimentari, prodotti fitosanitari, sostanze, ambienti di vita e di lavoro, agenti biologici, chimici e fisici, benessere animale e su quanto previsto dalle normative”; in virtù di ciò, l’associazione dei consumatori Codacons, nel maggio 2013, ha chiesto, con nota formale, all’ISS in quali laboratori accreditati poter eseguire controlli sui liquidi delle sigarette elettroniche; dal riscontro fornito dall’ISS all’associazione, si evince che, riguardo alle sostanze contenute nelle sigarette elettroniche ed alle sostanze che creano dipendenza presenti nel tabacco, l’ISS non avrebbe effettuato alcun controllo, sebbene questo fosse un compito primario dell’istituto; infatti, con lettera avente prot. n. 21870/CSC 01 del 5 giugno 2013, l’ISS avrebbe risposto testualmente: “In ogni caso, sulla base di una indagine effettuata dalla scrivente Amministrazione, ad oggi, sono operativi alcuni laboratori che hanno accreditato prove per la ricerca della nicotina in acqua e altri matrici. Pertanto, per verificare la composizione dei liquidi di ricarica per quanto riguarda la nicotina, gli aromi ed eventuali altre sostanze, le analisi possono essere svolte presso laboratori non accreditati, purché questi ultimi soddisfino i requisiti di competenza sovra descritti, o presso laboratori accreditati per la ricerca delle sostanze di interesse in matrici assimilabili ai liquidi. I laboratori accreditati possono essere individuati sul sito dell’Organismo nazionale di accreditamento Accredia”; la direttrice dell’Osservatorio alcol fumo e droga dell’ISS, dottoressa Roberta Pacifici, ha riferito al Codacons che: “La situazione di stallo riguarda tutte le fasce di età. L’età media di questa popolazione rimane costante (44,7 anni) così come l’età in cui si accende la prima bionda (18 anni) e l’età media in cui si smette (42 anni). Questo significa che tanti giovani iniziano a fumare quanti adulti smettono, un chiaro segnale che le strategie di intervento sulla prevenzione nei giovani e di cessazione vanno ripensate”; inoltre, in occasione del XVII convegno nazionale “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale” svoltosi il 29 maggio 2015, la dottoressa Pacifici ha presentato il rapporto nazionale sul fumo del 2014; tale rapporto, nonostante sia un atto ufficiale dal quale vengono estratti, poi, tutti i dati relativi ai fumatori ed alla dipendenza da fumo, non recherebbe la parte più importante: i dati sui controlli effettuati sulle sostanze; difatti nulla accenna riguardo a quali e quante sostanze, analizzate dall’istituto, creino dipendenza o maggiori danni alla salute; a giudizio dell’interpellante, la tutela del diritto alla salute, salvaguardata dall’art. 32 della Costituzione, dovrebbe essere garantita dalle istituzioni all’uopo deputate e, a tal proposito, essa è dunque funzione primaria dell’ISS e del Ministero della salute e deve essere assicurata anche attraverso il controllo e contrasto del fumo attivo e passivo, essendo questo altamente cancerogeno; considerato che: l’ISS esegue accertamenti ispettivi, controlli di Stato e analitici, accertamenti e indagini igienico-sanitarie in relazione all’ambiente e con particolare riferimento al fenomeno del gioco d’azzardo; in tal senso il gioco d’azzardo patologico è una vera e propria piaga sociale, che deve essere contrastata e adeguatamente prevenuta, esercitando ogni possibile potere, ogniqualvolta sorga la necessità di ristabilire il giusto equilibrio degli interessi in gioco tra pubblico e privato, tutte le volte in cui quel contemperamento di interessi vede pregiudicato il bene della vita, di cui all’art. 32 della Costituzione; la “ludopatia”, ovvero l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse (anche se patologia già riconosciuta, meglio individuabile come GAP, gioco di azzardo patologico), deve, pertanto, essere adeguatamente prevenuta e controllata al fine di scongiurarne ogni diffusione; di tale pericolo per la salute dei cittadini prese consapevolezza il Governo Monti che, per tale motivo, emanò il decreto-legge 13 settembre 2012, n. 158, recante “Disposizioni urgenti per promuovere lo sviluppo del Paese mediante un più alto livello di tutela della salute”, convertito, con modificazioni, dalla legge 8 novembre 2012, n. 189, che ha rafforzato le misure a tutela della salute e di contrasto della ludopatia, tra le quali il divieto di pubblicità del gioco durante le trasmissioni televisive; da notizie in possesso dell’interpellante, è emerso però che, nonostante il tenore di tale normativa, esisterebbero tuttora spot televisivi che non dovrebbero essere mandati in onda; tenuto conto che, a quanto risulta all’interpellante: dopo 15 anni di presenza costante del Codacons al convegno nazionale “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale”, che si svolge ogni anno in occasione della giornata mondiale senza tabacco, il presidente dell’Istituto superiore di sanità, professor Walter Ricciardi, con nota prot. 363/16 del 29 aprile 2016, ha comunicato che, per quest’anno, a differenza dei precedenti, l’intervento di esponenti dell’associazione non si è potuto inserire nel programma del XVIII Convegno, previsto per il 31 maggio 2016, sulla base delle seguenti motivazioni: 1) “il programma è già definitivo e, per motivi organizzativi, non possono essere inclusi altri interventi”; 2) “quest’anno il convegno dedicherà particolare spazio alle tematiche relative al nuovo confezionamento dei prodotti del tabacco e al ruolo della scuola e dei social media nella lotta al tabagismo, e prevederà anche la partecipazione eccezionale di giovani scolari”; entrambe le motivazioni addotte non appaiono sufficienti a suffragare l’esclusione di un’associazione presente sin dalla prima edizione del convegno (risalente al 1999), rappresentativa degli interessi collettivi, nonché da oltre 40 anni in prima linea con azioni legali e sociali nella lotta al tabagismo; tali motivazioni appaiono, altresì, dubbie, soprattutto perché tale esclusione, estromettendo dal dialogo con le istituzioni un’associazione portavoce dei consumatori e quindi della collettività, non si manifesta in linea con il perseguimento del pubblico interesse; appaiono ad avviso dell’interpellante anche controverse, in seguito ad una serie di attività legali che ha posto in essere il Codacons, soprattutto nell’ultimo periodo, nei confronti dell’ISS, di seguito riportate; con ricorso notificato il 25 giugno 1997, e depositato il successivo 24 luglio, il Codacons ha adito il Tar del Lazio per manifestare l’illegittimità del decreto ministeriale 5 aprile 1997 (nonché degli atti presupposti, connessi e consequenziali, tra i quali i “pareri dell’Istituto Superiore di Sanità e del Consiglio Superiore di Sanità, nonché gli atti di concerto”) con il quale il Ministero della sanità, aggiornando le tabelle previste dall’art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica n. 309 del 1990, ha omesso di inserire nell’elenco delle sostanze psicotrope e stupefacenti, la nicotina, che invece era oramai da considerarsi, alla luce delle nuove acquisizioni scientifiche, una vera e propria sostanza psicotropa, in ragione degli effetti di assuefazione e dipendenza da essa provocati sull’uomo; il supremo collegio, infatti, con la sentenza n. 933 del 9 marzo 2016, essendo chiari gli effetti della nicotina sul sistema nervoso centrale (come emerso anche dalle risultanze processuali), ha sottolineato l’obbligatorietà per lo Stato italiano di attivare l’iter disciplinato dall’art. 3 della Convenzione unica sulle sostanze stupefacenti, siglata a New York nel 1961; nell’anno 2013 il Codacons ha presentato ricorso n. 6314/2013 al Tar del Lazio finalizzato ad annullare il decreto con cui il Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare aveva rilasciato all’Enel l’autorizzazione integrale ambientale, senza provvedere preventivamente ad un’attenta valutazione dei rischi ambientali e delle conseguenze per la salute dei cittadini. Si evidenzia, quindi, che l’ostilità dell’ISS nei riguardi del Codacons nel procedimento citato si evincerebbe dallo stesso verbale del sopralluogo presso la centrale Enel di Torrevaldaliga Nord, nel comune di Civitavecchia, effettuata il 30 ottobre 2015, a firma del direttore del Dipartimento Ambiente e connessa prevenzione primaria (AMPP) dove si cita “un’accesa discussione” e continue richieste da parte dell’avvocato Rienzi, difensore del Codacons; da ultimo, in data 2 maggio 2016, a quanto risulta all’interpellante, il Codacons ha presentato un esposto penale indirizzato alla procura della Repubblica di Roma, chiedendo di indagare in relazione al decesso di un paziente, ricoverato nel reparto di medicina del padiglione Maroncelli all’ospedale San Camillo di Roma, morto a causa di un incendio sviluppatosi per cause ancora da accertare. Segnatamente il Codacons ha chiesto di indagare e accertare eventuali responsabilità in ordine ai reati di omissione di atti d’ufficio, di concorso in omicidio colposo, di omesso controllo e vigilanza, reati contro la salute in violazione dell’art. 32 della Costituzione, inosservanze delle norme in materia di sicurezza, tutte condotte che sarebbero da ascriversi, tra i soggetti responsabili, altresì al Ministero della salute, alla Regione Lazio, alle istituzioni locali, alle strutture ospedaliere e a tutti i soggetti, privati o istituzionali, addetti ad attività di controllo e di sicurezza; da notizie in possesso dell’interpellante, a seguito di tali iniziative perpetrate dall’associazione dei consumatori, quest’ultima non è stata invitata al XVIII convegno nazionale “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale” e ci si chiede quali siano le reali motivazioni che hanno condotto a tale estromissione, posta in essere per la prima volta dopo 15 anni di presenza costante”.

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