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Porto Tolle (RO), emessa ordinanza per limitare orari slot

In: Politica

30 agosto 2016 - 17:42


rovigo

(Jamma) – “Gli orari di funzionamento e di utilizzo degli apparecchi per il gioco lecito con vincita in denaro, collocati in sale Bingo, sale Vlt, agenzie di scommesse, negozi dediti esclusivamente al gioco e simili vengono fissati dalle ore 10 alle 13 e dalle ore 17 alle 22 di tutti i giorni, festivi compresi. Gli stessi apparecchi, nelle ore di ‘non funzionamento’, devono essere spenti tramite l’apposito interruttore elettrico”. Lo ha messo nero su bianco, con una ordinanza, il sindaco di Porto Tolle (RO) Claudio Bellan, prendendo una decisione di fondamentale importanza.

 

Da tempo varie forze politiche, i Cinque Stelle in testa, invocavano una decisione del genere, sulla quale comunque l’amministrazione comunale si era espressa con chiarezza. Ora il momento è arrivato, con una stretta che ha lo scopo di tutelare le fasce più deboli dall’attrazione nefasta che il gioco di azzardo è in grado di esercitare su di loro. Un timore e un rischio che il primo cittadino cita esplicitamente nella propria ordinanza.

 

“Il fenomeno è in preoccupante crescita – scrive infatti il sindaco – e colpisce anche le fasce di età più giovani, nonostante la chiara legislazione restrittiva per i minori, dal momento che nell’ultimo anno il 45,3% degli studenti ha puntato somme di denaro”.

 

“I dati rilevati dal Sert – Servizio dipendenze dell’azienda Ulss 19 di Adria – con riferimento specifico alla dipendenza da gioco d’azzardo vedono un incremento esponenziale del numero di pazienti affetti da questa patologia certificati e in carico ai servizi, che sono passati da 69 casi del 2013, a 61 del 2014, ad 84 nel 2015, pari ad un aumento di oltre il 34%, coinvolgendo indistintamente donne e uomini in un’ampia fascia d’età”.

 

“Il numero dei soggetti assistiti dal servizio sanitario per questa forma di dipendenza è un dato assolutamente parziale, perché moltissimi sono i giocatori patologici che non si rivolgono alle strutture sanitarie, ed ancor più ampio è il bacino dei soggetti a rischio; i costi sociali causati dal gioco patologico sono riconducibili a costi sanitari diretti (maggiori cure mediche) ma anche indiretti (minor rendimento in ambito lavorativo, perdita di reddito, …) e molto spesso coinvolgono non solo l’interessato ma tutto il suo nucleo familiare, fino a creare situazioni di allarme sociale”.

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