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Piemonte, l’assessore Ferrari: “Legge regionale su azzardo riconosce esistenza problema”. Il consigliere Rossi: “Un locale non sta in piedi senza macchinette? Allora non è un bar”

In: Politica

5 luglio 2016 - 09:57


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(Jamma) – Dalla Regione Piemonte fermo sostegno ai Comuni con la realizzazione della legge che regolamenta il mondo del gioco d’azzardo. “Questa legge regionale è un punto fondamentale – ha spiegato l’assessore regionale Augusto Ferrari durante la presentazione della legge ai Comuni novaresi -, rappresenta il riconoscimento che un problema c’è e non può più essere taciuto”.

 

“La questione su cui molti obiettano – ha spiegato il consigliere regionale Domenico Rossi – è il fatto che la Regione possa o meno normare le slot machine. La Regione può, visto che ha competenza sulla tutela della salute dei cittadini e la ludopatia è una malattia riconosciuta dall’Organizzazione mondiale della sanità”.

 

Quindi in Piemonte non solo orari ridotti (a Novara e Borgomanero le macchinette possono già rimanere accese solo tra le 9 e le 12 e tra le 18 e le 23), ma anche divieto di pubblicità e, soprattutto, distanza da luoghi “sensibili”. Le slot devono quindi stare ad almeno 500 metri da scuole, oratori, parrocchie, ospedali, impianti sportivi e stazioni ferroviarie, ma anche “compro oro” e bancomat. Tempo per adeguarsi: dai 18 mesi ai 3 anni. “A chi obietta dicendo che un locale non sta in piedi senza macchinette – ha detto Rossi – rispondo che se il maggior incasso di un bar deriva dalle slot allora quello non è un bar”.

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