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Piemonte. La Commissioni Commercio e Sanità hanno proseguito l’esame del ddl su contrasto al gioco d’azzardo

In: Politica

9 marzo 2016 - 18:55


gorgiobertola

(Jamma) Le Commissioni III (Industria e commercio), presieduta dal consigliere Raffaele Gallo, e IV (Sanità e assistenza), presieduta dal consigliere Domenico Ravetti, si sono riunite in seduta congiunta per proseguire l’esame del testo unificato del disegno di legge proposto dalla Giunta e del disegno di legge presentato dal primo firmatario Gian Luca Vignale (FI) sulla prevenzione e il contrasto alla diffusione del gioco d’azzardo patologico in Piemonte. 

Il provvedimento è frutto dell’impegno del gruppo di lavoro costituito da componenti di entrambe le Commissioni che, negli ultimi mesi, si è riunito per trovare una sintesi sui due testi. Un terzo testo, la proposta di legge presentata dai Comuni di Chivasso, Caluso, Ciriè, Ivrea e Settimo Torinese verrà invece – su richiesta degli stessi estensori – esaminato a parte.

Il grosso della discussione si è concentrato sull’articolo 11, inerente l’entità delle sanzioni per chi violi le norme. Il non rispetto delle disposizioni inerenti la collocazione delle slot machine comporterà una sanzione compresa tra 2.000 e 6.000 euro per apparecchio e la chiusura degli apparecchi stessi mediante sigilli; l’infrazione dei limiti d’orario d’esercizio prevederà una sanzione compresa tra 500 e 1.500 euro ad apparecchio, quella del divieto di pubblicità sarà soggetta a sanzione tra 500 a 1.500 euro e quella del divieto di utilizzo delle slot machine da parte dei minori da 2.000 a 6.000 euro per apparecchio.

In caso di violazione dell’obbligo di formazione e di aggiornamento – inoltre – il Comune diffiderà gli esercenti ad adempiere entro sessanta giorni, anche con l’obbligo di partecipazione alla prima offerta formativa disponibile a far data dall’accertamento, e – in ogni caso – sanzionerà gli esercenti dei locali in cui sono installati apparecchi per il gioco da 500 a 1.500 euro e i gestori di sale scommesse e sale da gioco da 2.000 a 6.000 euro. In caso d’inosservanza della diffida, il Comune disporrà la chiusura degli apparecchi per il gioco mediante sigilli.

L’accertamento, l’irrogazione, la riscossione e l’introito delle sanzioni amministrative pecuniarie saranno di competenza del Comune, che ne incamererà i relativi proventi per un massimo dell’80% del totale sanzionato. Il rimanente 20% sarà versato dal Comune alla Regione per finanziare le iniziative previste dalla legge medesima.

Nel corso del dibattito sono intervenuti i consiglieri Vignale, Daniela Ruffino (FI), Davide Bono, Giorgio Bertola (M5S), Domenico Rossi, Paolo Alemanno, Andrea Appiano (Pd) e Marco Grimaldi (Sel).

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