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Piemonte. Il Consiglio Regionale avvia esame del pdl sul gioco d’azzardo patologico. Si rimanda alla prossima seduta

In: Politica

21 aprile 2016 - 13:06


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(Jamma) Ha preso il via oggi in Consiglio Regionale del Piemonte l’esame della proposta di legge in materia di contrasto al gioco d’azzardo patologico.Divieto di collocare macchinette per il gioco d’azzardo nei locali situati a meno di 500 metri da scuole, ospedali e luoghi di culto, ma anche sportelli bancomat e negozi di pegni o compro oro. Corsi di formazioni sulle ludopatie predisposti dalle Asl per tutti gli esercenti e i dipendenti delle sale da gioco. Sanzioni amministrative fino a 15.000 euro per chi non rispetta questi obblighi.

L’obiettivo è quello di rendere operative le nuove norme prima che entri nel vivo la campagna elettorale per le elezioni amministrative.

 

Il testo in discussione a Palazzo Lascaris, approvato dalle commissioni commercio e sanità con il sostegno di tutte le forze politiche, accorpa il pdl 112 e il ddl 126, presentati rispettivamente a febbraio e aprile 2015. I principali destinatari della legge sono i comuni e le Asl: i primi dovranno individuare i luoghi sensibili in cui vietare l’installazione di slot machine e potranno predisporre degli incentivi per i cosiddetti esercizi “slot no grazie”; alle aziende sanitarie spetterà invece il compito di promuovere le iniziative di sensibilizzazione e educazione preventiva, oltre ovviamente alla gestione delle attività cliniche, che vanno dalle cure psicologiche al reinserimento sociale.

Nel corso della discussione è intervenuto il consigliere Paolo Allemano spiegando che non si tratta “di una crociata, sarebbe come mettersi contro i vignaioli per contrastare l’alcolismo, è cuna misura che punta a rendere la persone più consapevoli, più forti. Si tratta di uno stimolo alla riappropriazione del proprio capitale umano. Lo stop di tre ore, di cui ho chiesto spiegazioni al primo firmatario, ha un senso, serve a farmi pensare. Si tratta di un potenziamento dell’individuo. Le dipendenze sono paurosamente in aumento, quello che cambia rispetto al passato è che oggi accompagnano la solitudine. Sul gioco d’azzardo abbiamo sempre il pressing di un certo tipo di comunicazione. Questa legge troverà senz’altro un eco superiore tra la gente di quello che avrà nei tribunali amministrativi.

Il consigliere Andrea Appiano ha invece ribadito la positiva trasversalità nell’affrontare una vera e propria piaga sociale. “Questo provvedimento dimostra come le regioni siano più coraggiose” ha dichiarato riferendosi alla mancanza di una norma di carattere nazionali “e come i nostri interventi possano essere pervasivi” ovvero fungere da stimolo nei confronti del legislatore.

“Il gioco d’azzardo patologico e’ un problema sociale e sanitario, noi normiamo le limitazioni” ha precisato il consigliere del Movimento Cinque Stelle Davide Bono, uno dei firmatari del pdl. “Se non interveniamo nella tutela dei soggetti vulnerabili che rischiano di rovinarsi con l’azzardo, non svolgiamo a pieno il nostro ruolo. L’iniziativa privata non deve recare danno alla società e ai cittadini. Tra gli scopi principali della proposta di legge c’è la definizione delle distanze delle sale da gioco dai luoghi sensibili. E’ fondamentale individuare i luoghi sensibili, tra cui bancomat, scuole, ospedali, centri sportivi e stazioni entro i quali devono esserci distanze di 300 mt per le sale giochi nei comuni al di sotto dei 5mila abitanti e entro i 500 mt per i comuni con più di 5mila abitanti. Le slot rappresentano un problema perché sono installate nei bar che le utilizzano per arrotondare gli incassi. Resta aperta la partita del gioco online perché c’è una oggettiva difficoltà nel normarlo”. Bono ha rciordato che il provvedimento prevede anche il divieto ai minori per le redemption “inducono i giovani al gioco d’azzardo”.

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