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Napoli, un incontro pubblico per richiamare l’attenzione sul tema della regolamentazione del gioco. Panini: “Non si tocchi il distanziometro”

In: Politica

22 marzo 2016 - 17:49


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(Jamma) Il gioco d’azzardo patologico è l’incapacità di resistere all’impulso di giocare d’azzardo o fare scommesse, nonostante la persona sia consapevole che questo possa portare a gravi conseguenze. È una condizione molto seria che può arrivare a distruggere la vita e non solo. Il fenomeno ha ricadute negative sulla collettività e sulle famiglie, con costi sociali importanti che si ripercuotono, inevitabilmente, sul sistema delle amministrazioni locali, oltre a costituire un’appetibile fonte di guadagno per la criminalità organizzata, un metodo legale per riciclare denaro sporco.

La ludopatia rappresenta un problema sempre più allarmante per la Campania, come fa sapere il Comune di Napoli attraverso Enrico Panini, Assessore al Lavoro e alle Attività Produttive. “Questa è la regione d’Italia con il tasso più alto di minori affetti dalle patologie del gioco. Considerando qualche dato numerico, abbiamo solo sul  territorio comunale di Napoli la presenza di oltre 200 sale da gioco e più di 2500 locali pubblici che ospitano slot machines al loro interno. Da tempo il Comune di Napoli è impegnato per contrastare il fenomeno e partecipa  attivamente ai lavori di “Mettiamoci in gioco”, la Campagna nazionale contro i rischi del gioco d’azzardo, nata nel 2012 su iniziativa di una pluralità di soggetti (Comuni, Associazioni di consumatori, Sindacati, Organizzazioni di terzo settore) per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni sulle reali caratteristiche del problema nel nostro paese e sulle sue conseguenze sociali, sanitarie ed economiche che esso provoca.

Dopo una Delibera di Giunta sul tema, recentissima è l’adozione di un regolamento da parte dell’Amministrazione, ai fini del benessere e della salute dei propri cittadini, che contiene disposizioni finalizzate a disciplinare gli orari di apertura e chiusura dei locali ove si pratica il gioco e ad individuare i “luoghi sensibili” intorno ai quali vietare l’apertura di sale gioco o l’installazione di nuovi apparecchi slot. Tale regolamento, approvato all’unanimità dal Consiglio comunale di Napoli, segno evidente dell’attenzione e della sensibilità ad un tema di forte impatto economico e sociale, è stato oggetto di numerosi ricorsi al TAR da parte di gestori di sale da gioco. Tema caldo dell’incontro è stato proprio il Regolamento “Sale gioco e giochi leciti” adottato recentemente dall’Amministrazione, dopo una delibera di giunta in merito, e approvato all’unanimità dal consiglio comunale di Napoli; un testo normativo che contiene disposizioni finalizzate a disciplinare gli orari di apertura e chiusura dei locali ove si pratica il gioco e ad individuare i “luoghi sensibili” intorno ai quali vietare l’apertura di sale gioco o l’installazione di nuovi apparecchi slot.
Tale regolamento è stato infatti oggetto di numerosi ricorsi al TAR da parte di gestori di sale da gioco che non hanno ben accolto le limitazioni imposte. Alla vigilia di una delle udienze fissata proprio per oggi, 22 marzo 2016, l’avvocato Carpentieri ha espresso che la cura della difesa si fonderà proprio sulla conservazione di questo regolamento, decisamente indispensabile per dare un freno al fenomeno devastante del gioco d’azzardo nella nostra città.

Una udienza, al riguardo, è fissata per il oggi . Le associazioni facenti parte del comitato “Mettiamoci in Gioco” – Federconsumatori Campania, Libera Napoli, La Casa Sulla Roccia – hanno deciso di costituirsi in difesa del Regolamento, assieme all’Amministrazione comunale.

Data l’importanza del tema “il ruolo degli Enti locali nel contrasto al Gioco d’Azzardo Patologico” si è tenuto  un incontro pubblico per richiamare l’attenzione della Città su un tema così importante per la salute e la sicurezza dei cittadini, un’occasione per dare parola alle tante realtà territorali ed istituzionali impegnate fortemente a contrastare sul campo la deriva verso le patologie. Sono intervenuti Don Armando Zappolini, presidente nazionale dell’Associazione “Mettiamoci in gioco”, Francesco Cerrotta, Sindaco di Anacapri, primo comune No Slot italiano, Stefano Vecchio, Dirigente ASL Napoli 1 UOC Dipendenze, Gennaro Esposito, Consigliere comunale, Claudia Piscione, legale dell’Associazione “Mettiamoci in gioco” e Eleonora Carpentieri, legale del Comune di Napoli.

 

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