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Ippica, Guidesi (Lna): “Far uscire settore da grave crisi. Sollecitare pagamento arretrati e affrontare questione split payment”

In: Ippica, Politica

27 luglio 2016 - 09:39


Guido-Guidesi-foto

(Jamma) – “Visto il macroscopico ritardo dei pagamenti (…) da parte del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, se il Governo non intenda intervenire presso l’Ucb al fine di sollecitare il pagamento dei suddetti arretrati affinché si normalizzi lo stato degli stessi e di quelli correnti e futuri; quali iniziative intendano adottare per far uscire il settore ippico dalla grave crisi e promuovere rilancio, visibilità e nuove prospettive di sviluppo; se non si ravvisi la necessità di convocare urgentemente un tavolo tecnico di lavoro per affrontare, insieme agli addetti del settore, i tanti e gravi problemi al quale il settore deve far fronte; come si intenda affrontare anche la questione dello split payment ovvero della trattenuta dell’intero importo dell’Iva spettante alle scuderie che, titolari di partita Iva, emettono fattura, considerando che la legge sullo split payment non si applica nel caso in cui si emettano fatture con la ritenuta di acconto del 4 per cento”.

 

E’ quanto chiede in Aula alla Camera il deputato Guido Guidesi (Lna) tramite un’interrogazione a risposta in Commissione rivolta ai ministri delle Politiche agricole e dell’Economia.

 

“Il mondo dell’ippica soffre di più di altri di una crisi che ci auguriamo non cronica aspettando un sostegno, dovuto, che però non arriva; ippodromi, proprietari, allevatori, allenatori, fantini e addetti sono arrivati sull’orlo della disperazione – afferma il deputato -; molti dei 42 ippodromi inizialmente presenti sul territorio nazionale rischiano la chiusura a causa di clausole vessatorie senza senso imposte dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali; Napoli Agnano è a rischio chiusura, Milano San Siro Trotto è chiuso da anni, Roma Capannelle funziona con grandi difficoltà, Roma Tor di Valle ha chiuso da anni. Tutto questo a causa di una crisi che rischia di diventare irreversibile senza che si sia mai arrivati ad una soluzione definitiva della questione; a contribuire alle difficoltà del settore c’è anche il crollo delle scommesse. Infatti, con l’arrivo delle scommesse sul calcio nelle agenzie ippiche, luogo dove prima si andava solo per scommettere sui cavalli, l’offerta si è raddoppiata e i soldi delle scommesse si sono divisi e l’ippica ha visto ridurre drasticamente le sue entrate – negli ultimi 12 anni la raccolta è passata da 3,6 a 0,6 miliardi di euro. L’ingresso delle slot machine, poi, ha dato un ulteriore colpo al settore; inoltre, attualmente, non esiste un ente che si occupi esclusivamente di ippica. Con la legge 15 luglio 2011, n. 111 vi è stato il subentro all’Unire dell’Agenzia per lo sviluppo del settore ippico (ASSI). Successivamente, il comma 9 dell’articolo 23-quater del decreto-legge n. 95 del 2012, convertito con modificazioni dalla legge 7 agosto 2012, n. 135 ha stabilito la soppressione immediata dell’ASSI con il passaggio al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali anche di tutti i rapporti passivi e attivi; circa 8/9 mila persone e altrettanti cavalli contribuiscono ogni giorno alla realizzazione delle corse e lo Stato e le Agenzie incassano « pronto cassa » gli introiti derivanti dalle scommesse; gli operatori del settore anticipano i costi per la realizzazione delle corse e spesso si sostengono quasi esclusivamente proprio con i premi vinti durante le stesse; i premi, in passato, venivano pagati dopo 60 giorni dalla conclusione del mese. Oggi, invece, si è in ritardo di più di 6 mesi e nulla fa ben sperare per il futuro; i premi vengono preparati dall’ufficio premi del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali e poi controllati dall’ufficio centrale del bilancio (UCB) del Ministero; anche gli ippodromi non percepiscono nulla dal dicembre 2015 e dovranno probabilmente attendere il prossimo autunno per ricevere le proprie spettanze; per pagare una sola mensilità l’UCB impiegherebbe quasi 40 giorni lavorativi. Si tratta di circa 3.000 pagamenti tra scuderie, allevatori, allenatori, driver/fantini, veterinari, e altro. Con questi tempi, però, si rischia che per il futuro la tempistica si allunghi ulteriormente. Con l’approssimarsi della pausa estiva, poi, è lecito chiedersi se i pagamenti subiranno ulteriori rallentamenti; all’incontro, avvenuto il 19 luglio 2016 tra una rappresentanza sindacale RSU dell’ippodromo di Agnano, unitamente all’allenatore guidatore Luigi Panico – in rappresentanza della categoria Campana – e, alcuni rappresentanti del Ministero delle politiche agricole, agli stessi è Stato comunicata, l’avvenuta registrazione dell’impegno di spesa da parte dell’Ufficio centrale del bilancio. Inoltre, sembra sia stato detto loro che a breve verranno avviati i pagamenti degli arretrati gennaio/ maggio unitamente agli allenatori guidatori per il mese di febbraio a seguire; a quanto consta all’interrogante Ucb ritiene di doversi trattenere l’Iva delle fatture dei premi in base alla legge nota come « Split Payment ». Il sistema delle « split payment », trasferisce a carico della pubblica amministrazione il versamento dell’Iva relativa alle cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei suoi confronti. Lo split payment si applica ai fornitori di prestazioni della pubblica amministrazione ma le scuderie, come com’è evidente non sono prestatori di servizi, infatti si parla di premi. Spesso è stato precisato che non si potevano certificare alle scuderie i crediti perché queste non sono prestatori di servizi; lo split payment, soprattutto, non si applica nel caso di compensi assoggettati a ritenute alla fonte ed i premi alle Scuderie con partita Iva sono sempre assoggettati alla ritenuta del 4 per cento a titolo di acconto”.

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