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Escalation Bolzano, AsTro: “Adesso la Provincia vieta proprio tutto!”

In: Associazioni, Politica

19 febbraio 2016 - 12:23


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(Jamma) – “Diamo atto alla Provincia di Bolzano di aver compreso i “limiti” della ipocrisia di fondo che caratterizza la vigente legge provinciale “anti-slot”: non ha molto senso espellere le slot legali dai pubblici esercizi dei territori urbani di città e Paesi, e lasciarle nelle sale dedicate e nei tabacchi” scrive in una nota AsTro.

 

“L’annunciata riforma, infatti, si propone di confermare la chiusura delle sale dedicate, non appena “sbrogliata” la vertenza al T.A.R. che attualmente frena l’esecuzione forzata della scadenza delle autorizzazioni rilasciate dalla Provincia stessa, equiparando ai bar i tabacchi, e i totem illegali alle slot lecite. I “perfezionisti” della forma – prosegue AsTro – censureranno il fatto che vietare ciò che è sempre stato illegale (i totem) rivela qualche “disturbo” di tecnica legislativa, ma il succo della sostanza non cambia: attraverso un ulteriore ampliamento dei luoghi sensibili (in effetti sono stati censiti complessi industriali – alberghi – e aree di servizio nella tangenziale non ancora rientranti nelle vigenti aree sensibili), ed eliminando ogni distinzione tra location, l’obiettivo slot lecite zero sarà raggiunto.

 

Onore al merito, quindi, ad un territorio che valuta l’apparecchio da gioco legale come elemento di morbosità per la cittadinanza e quindi lo rimuove. Due sole “circostanze” rendono l’autarchica politica del territorio autonomo come contradditoria rispetto al “contesto nazionale” di cui si ostinano a voler far parte. Da un lato, la provincia autonoma di Bolzano ha agito come Questore-Vicario nell’ambito del rilascio delle autorizzazioni per le sale dedicate, ed è quindi “paradossale” che una Amministrazione investita delle stesse funzioni tecniche della Questura, le attui con il medesimo indirizzo politico dell’Ente Territoriale. C’è già stato un periodo in cui coincidevano poteri di polizia e attuazione di indirizzi politici, e francamente è bastato.

 

Dall’altro lato, poi, come direbbero i saggi, “siamo tutti capaci di essere generosi col portafoglio degli altri”: la provincia autonoma di Bolzano, infatti, incassa dallo Stato una quota del “PREU nazionale” ed è quindi molto “comodo” rinunciare alle slot a casa propria se poi si può continuare a beneficiare di quelle installate in tutta la restante Nazione. Dal punto di vista “istituzionale”, inoltre, l’assoluta indifferenza con la quale si appresta a legiferare la Provincia Autonoma, in antagonismo con la legge statale n. 208/2015 (che rimette tali materie alla competenza della imminente conferenza Stato – Enti Locali), non è tollerabile.

 

Se i proventi del gioco lecito, infatti, sono destinati alla copertura delle Leggi Nazionali di bilancio, il calo degli stessi che Bolzano genera per conservare la sua “aurea di purezza”, la pagano poi gli italiani (quelli che non abitano una provincia autonoma dal passato separatista) con le loro tasse. E’ evidente che ci troviamo al cospetto di una realtà territoriale che si approfitta di alcune sue peculiarità, e come accade in questi casi, la “colpa” di tale abuso finisce laddove inizia la tolleranza di chi, invece, dovrebbe porvi fine (il Governo), a tutela dell’interesse generale.

 

A conclusione dell’analisi, e solo per non generare l’impressione che alla Provincia possa destinarsi qualche concreto apprezzamento, si evidenzia come l’escalation di illegalità a cui il territorio andrà incontro non sarà certo fermata dalla norma “anti-totem”. La medesima, che già rivela, per il testo che sino ad ora è trapelato, l’assoluta inidoneità a fermare il gioco on line illegale praticato su canale terrestre, non si pone minimamente il problema dell’evoluzione tecnologica, e quindi esporrà tutti i cittadini (che teoricamente vuole tutelare), a rischi sanitari di proporzioni inimmaginabili. Una previsione ? il 2016 si chiuderà – nella provincia di Bolzano – con un numero così alto di malati di gioco (illegale) da far sorgere spontanea la domanda: ma non si stava meglio prima, con le slot legali e controllate?” conclude la nota AsTro.

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