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Endrizzi (M5S): “Su azzardo serve scelta chiara, o si tutela salute o si difendono le entrate”

In: Politica

11 maggio 2016 - 10:10


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(Jamma) – “Sull’azzardo serve una scelta netta: o si tutela la salute dei cittadini o si difendono le entrate del settore”. Così il senatore M5S, Giovanni Endrizzi, è intervenuto sulle parole pronunciate ieri da Angelino Alfano.

 

“Aspettiamo il ministro alla prova dei fatti, perché le sue parole sono contraddittorie. Il problema è che Alfano aggiunge una frase emblematica al suo ragionamento, ovvero ‘con particolare attenzione al bilancio’. E affermare che l’Erario non deve perdere risorse da questo business per noi equivale a rassicurare le società del settore che non perderanno un centesimo neanche loro” ha spiegato il senatore in un’intervista ad Avvenire.

 

“Un governo previdente contrasterebbe l’azzardo oggi per non spendere una fortuna domani nel curare centinaia di migliaia di persone. Gli interventi dei nuclei di polizia sono certamente utili. Ma serve trasparenza sui soci occulti dei fondi di investimento delle multinazionali e dei soggetti con cui lo Stato stipula concessioni. Oggi questa trasparenza non c’è. Con due azioni l’esecutivo potrebbe smentire la nostra tesi che non lo vede desideroso di porre veri argini al dilagare di Azzardopoli. Primo: inserendo nel rinnovo delle concessioni di giugno l’obbligo per le società di rivelare la propria identità, visto che ora è consentito l’anonimato. Secondo: votando l’abolizione totale della pubblicità” ha aggiunto Endrizzi.

 

“Il divieto parziale della pubblicità sull’azzardo, voluto dal governo nella legge di Stabilità, è solo uno specchietto per le allodole. Basta accendere la tv per accorgersene. Ma va allargata l’abolizione pure all’online e a quelle promozioni che offrono bonus per iniziare a ‘giocare gratis’, perché sono le prime dosi di droga regalate dallo spacciatore. Ci sono proposte di legge del M5S e di altri partiti ferme in Parlamento. Basterebbe calendarizzarle in Aula e votarle. Non si tratta di proibizionismo, perché non si agisce sull’offerta, ma sulla volontà di non creare un’impennata di nuova domanda soprattutto tra i giovani” ha concluso il senatore M5S.

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