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In Commissione Europea nuovo decreto certificazioni Vlt, Binetti (Ap): “Mancano ancora linee guida per i test di controllo. Su giochi meno chiacchiere e più fatti”

In: Politica

27 settembre 2016 - 15:34


binetti2016

(Jamma) – “Giunge in questi giorni alla Commissione Europea la nuova versione del Decreto sulle certificazioni delle VLT: “Regole tecniche in materia di apparecchi da divertimento ed intrattenimento di cui all’art. 110, comma 6, lett. b), del Regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, e successive modificazioni”.

 

Un Decreto importante in un’area così complessa come quella dei giochi, che assicurano al Mef risorse che si aggirano complessivamente sui 10 miliardi, ma che non sono affatto indenni da rischi per la salute individuale e per la coesione sociale. All’attuale decreto mancano ancora però le linee guida necessarie per uniformare i test di controllo, indispensabili per valutare la qualità tecnico-economica non solo dei singoli apparecchi, ma dell’intera rete. Il tema della verifica è cruciale, sia per essere certi che il gettito fiscale corrisponda effettivamente a quanto dovuto e non ci siano evasioni fiscali più o meno mascherate; sia per verificare che il numero delle macchine corrisponda a quanto pianificato in termini di riduzione di almeno il 30% delle VLT”. Lo afferma la deputata Paola Binetti di Area popolare.

 

“Il rapporto del Governo con il gioco è un rapporto intrinsecamente conflittuale, come si evince dalla difficoltà a legiferare tempestivamente e correttamente in questo campo -prosegue Binetti -. L’anno scorso la legge di stabilità, modificando la legge 77 del 2009, nel punto in cui si parlava dei requisiti dei sistemi di gioco e soprattutto di modalità di verifica della loro conformità agli standard di sicurezza ed affidabilità vigenti a livello internazionale, aveva optato per un sistema di semplificazione che contribuisse ad incrementare il gettito erariale. Ma non aveva affatto garantito né l’effettiva riduzione delle macchine, né il loro adeguamento tecnico agli standard europei. In altri termini – prosegue Binetti – aveva garantito solo se stesso e il suo gettito, ma non i cittadini potenzialmente esposti ad una sovra-offerta di giochi, tendenzialmente volta a diffonderne l’uso e l’abuso. In questa fase della legislatura, che nella migliore delle ipotesi non ha più di 18 mesi davanti, vorremmo che il gioco venisse affrontato in modo molto più serio, meno ambiguo. Meno chiacchiere e più fatti concreti per una tutela effettiva di persone esposte ad un processo di impoverimento, personale e familiare, che precede la fase in cui si innesta una vera e propria patologia”, conclude la parlamentare di Ap.

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