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Camera, Cesaro (sottosegretario Mibact): “Valuteremo proposte possibile utilizzo fondi lotto per restauro Terme di Livorno”

In: Politica

24 giugno 2016 - 09:50


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(Jamma) – “Il Complesso monumentale denominato « Acque della Salute, costituito da padiglioni principali, esedra, chiosco ottagonale, edicole, torrino, magazzini, appartamenti e Parco », attualmente di proprietà del comune di Livorno, è stato sottoposto alle disposizioni della legge di tutela una prima volta con decreto ministeriale dell’8 maggio 1969 e più di recente con provvedimento del 2 dicembre 2015, in ragione delle numerose e raffinate decorazioni in stile liberty, della originale ed eclettica architettura inserita in un Parco che ne costituisce una cornice naturale ed elegante”.

 

E’ quanto affermato dal sottosegretario di Stato per i Beni e le attività culturali e il turismo, Antimo Cesaro, rispondendo in commissione Cultura alla Camera all’interrogazione presentata dai deputati di Forza Italia in cui chiedevano al governo un intervento di restauro, recupero e riqualificazione della struttura termale toscana impiegando una quota degli utili derivanti dal gioco del lotto.

 

“La competente Soprintendenza – prosegue – comunica che effettivamente tale complesso versa in stato di abbandono, con rischio di perdita dei pregevoli decori. In merito alla possibilità di finanziare la riqualificazione della struttura mediante i fondi del gioco del Lotto, occorre considerare che la consistenza di tali fondi è andata progressivamente diminuendo nel corso del tempo, fino ad arrivare all’attuale disponibilità di euro 46.314.259,73, che comprende l’incremento, pari a 10 milioni di euro, di cui all’articolo 1, comma 351, della legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016).

 

Vorrei rammentare che i fondi in parola sono assegnati sulla base di apposita programmazione che viene assentita dal Consiglio superiore per i beni culturali e paesaggistici: lo schema di programma annuale viene reso pubblico sulla rete intranet e sul sito internet del Ministero per un periodo di sessanta giorni per eventuali modifiche prima della sua approvazione. È una programmazione destinata a interventi di tutela e di valorizzazione. Questo Governo ha posto comunque in primo piano l’importanza della conservazione e del restauro del patrimonio culturale del Paese e lo ha dimostrato attraverso gli stanziamenti legati ai « Grandi progetti » di cui al decreto-legge n. 83/ 2014 per un importo pari a 5 mln per il 2014, 30 mln per il 2015, 50 mln per il 2016, 70 mln per il 2017 e 65 mln a decorrere dal 2018, nonché al « Fondo tutela » di cui alla legge 190/2014 (legge di stabilità 2015) per un importo pari a 100 milioni annui dal 2016 al 2020, nonché alla delibera CIPE 1o maggio 2016 che prevede un importo pari ad un miliardo di euro per il finanziamento del piano turismo e cultura, che stanno consentendo e consentiranno il raggiungimento di grandi obiettivi, nell’ambito della tutela del patrimonio culturale”.

 

Sarà cura dell’Amministrazione valutare con la massima attenzione le proposte che perverranno dai competenti uffici territoriali in ordine al possibile utilizzo di risorse provenienti dalle fonti sopra ricordate – cui aggiungere, si auspica, il concorso delle istituzioni locali interessate – per la salvaguardia e la valorizzazione del bene in parola, beninteso nell’ambito di un organico quadro programmatorio” conclude.

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