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Aosta. Ampliati orari accensione slot. Caminiti (pres. Commissione consiliare) : “Cercato equilibrio tra esigenze commerciali e necessità sociale”

In: Politica

18 maggio 2016 - 12:03


aosta-consiglio

(Jamma) Un primo rinvio da aprile a maggio per il voto del Consiglio Comunale di Aosta sul nuovo regolamento del gioco d’azzardo che ora slitta a giugno. Sul caso si è riunita ieri la terza commissione consiliare comunale ‘Servizi alla persona’, il cui presidente, Vincenzo Caminiti (Uv), spiega che “alla versione definitiva della bozza delle nuove norme manca ancora il parere tecnico di legittimità sul mandato politico, e quindi il rinvio è inevitabile”.

La bozza finale del nuovo regolamento prevede un tempo massimo di accensione di 11 ore delle slots nei bar e nelle sale giochi aostane, diluito in un orario che va dalle 9 alle 12 al mattino, dalle 15 alle 19 al pomeriggio e dalle 21 alle 1 la sera.

La prima versione indicava 8 ore al massimo di accensione e intervalli più lunghi tra i periodi di gioco. I consiglieri commissari di minoranza Paolo Fedi (Alpe), Etienne Andrione (Gruppo misto) e Andrea Manfrin (Lega Nord VdA) hanno criticato il nuovo regolamento; Fedi ha sostenuto che “queste norme non contrastano efficacemente la piaga della ludopatia, scopo originario principale del regolamento, che invece risulta annacquato da modifiche che paiono suggerite non dagli esperti sanitari e dagli ex giocatori, semmai da pressioni esterne a questa Commissione”.

Anche secondo Andrione e Manfrin “l’aumento delle ore di accensione e gli intervalli ridotti vanno incontro alle esigenze dei gestori delle ‘macchinette’ ma certamente non sono in aiuto ai ludopatici, e non seguono le indicazioni del direttore del Serd, Vincenzo Lamartora, che aveva proposto di ridurre al massimo l’orario di utilizzo”.

Caminiti respinge al mittente “le accuse di aver ‘annacquato’ il regolamento accogliendo per contro le pressioni dagli esercenti, anzi è vero il contrario: gli orari stabiliti dal regolamento proteggono al massimo gli studenti e gli anziani, nonché i lavoratori in pausa pranzo, senza per questo mettere sul lastrico i gestori di locali e sale slots, che devono pur vivere. Si è cercato un equilibrio tra esigenze commerciali e necessità sociale, tendendo maggiormente verso quest’ultima, e mi sembra che il testo prodotto ne sia la prova”.

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