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Accordo Figc-Intralot, Rossi (Sottosegretario Difesa): “Nessun aggiramento divieto pubblicità sancito da Stabilità. In Europa queste partnership rientrano nella normalità”

In: Politica

14 ottobre 2016 - 11:13


FLORENCE, ITALY - OCTOBER 04: AD Intralot Emilio Iaia, AD Gamenet Guglielmo Angelozzi , head coach Italy Giampiero Ventura and DG Michele Uva pose for a photo during a press conference to unveil the Intralot sponsorship at Coverciano on October 4, 2016 in Florence, Italy.  (Photo by Claudio Villa/Getty Images)

(Jamma) – “La lotta alla ludopatia è uno degli obiettivi di questo Governo. Con la legge di stabilità 2016 sono state introdotte misure più restrittive sulla pubblicità dei giochi pubblici, che fissano ulteriori limitazioni. Circa l’accordo tra Figc e Intralot va premesso che la Federazione ha personalità giuridica di diritto privato e quindi si muove in autonomia.  

 

La Federazione ha inoltre sottolineato che in Europa ci siano numerose Federazioni che hanno stretto accordi con operatori del settore, questo avviene ad esempio in Inghilterra, Spagna, Francia e Portogallo. Nel caso specifico, si tratta di una partnership commerciale, che non prevede né l’utilizzazione del volto di noti calciatori né il marchio sulle divise o altro. Ritengo quindi non appaiono al governo elementi per parlare di aggiramento del divieto di pubblicità sancito dalla legge di Stabilità 2016 rientrando nei casi di esclusione, la pubblicità indiretta”. E’ quanto dichiarato dal Sottosegretario di Stato a Ministero della Difesa, Domenico Rossi, rispondendo in Aula alla Camera all’interpellanza urgente presentata dal deputato Mantero e altri colleghi M5S per estendere le limitazioni della pubblicità del gioco d’azzardo previste dalla legge di Stabilità anche alla pubblicità indiretta, come le sponsorizzazioni sportive, con specifico riferimento al recente accordo Figc-Intralot.

 

“In merito al collegamento su calcio scommesse presente nell’interpellanza – prosegue Rossi – non viene fatta una dovuta distinzione tra gioco legale e quello illegale. Ricordo che le scommesse illegali connesse al matchfixing vengono alimentate al di fuori del circuito concessorio nazionale. Resta comunque la massima attenzione del governo a vigilare sull’applicazione delle regole, anche al fine di migliorarle”. Rossi ha ricordato infine che “c’è una trattativa in corso tra governo ed enti locali per la riduzione dell’offerta sul territorio, che entro il mese di ottobre sarà oggetto di intesa”.  

 

“La dipendenza dall’azzardo è aggressiva e pericolosa. Sono coinvolte 3 milioni di persone e, di conseguenza, famiglie. Parliamo di drammi, solitudine, persone che perdono risparmi, lavoro, famiglia ed a volte anche la vita. Noi dobbiamo sporcare l’immagine della nostra Nazionale di calcio con questa piaga sociale? Lo trovo folle”. Ha affermato il deputato Matteo Mantero (M5S) nell’illustrare l’interpellanza.  

 

“In Italia si pensa ancora che il gioco d’azzardo non sia una malattia, ma un semplice vizio. Questa è invece una patologia contagiosa, alimentata proprio dalla pubblicità, che fa leva sulle insicurezze e le debolezze dei più fragili. Fa credere alle persone che l’azzardo sia il mezzo per uscire dai problemi, pagare i propri debiti, ottenere dalla vita quello che non si è ottenuto. Grazie all’azzardo si potrà avere una vita ricca e felice. Per i giovani giocando si diventa ‘fighi’, si hanno ‘macchinoni’, si fanno esperienze esaltanti. E’ diventato un modo per socializzare e vivere più intensamente lo sport. La pubblicità sull’azzardo è il primo mezzo per diffondere il contagio di questa malattia. Figuriamoci se la pubblicità viene veicolata da idoli, campioni e modelli sportivi, ossia coloro che rappresentano, appunto, la Nazionale italiana. Così si traggono in inganno i nostri giovani. Questa vicenda ha permesso di dimostrare come la limitazione sulla pubblicità dell’azzardo approvata dal Governo sia perfettamente inutile. Chiediamo al Governo di ammettere di aver sbagliato il provvedimento fatto nell’ultima legge di stabilità e quindi di intervenire per il divieto totale della pubblicità diretta e indiretta, comprese le sponsorizzazioni sportive”.  

 

La replica del deputato Simone Valente (M5S) al Sottosegretario Rossi: “E’ evidente che noi mettiamo avanti l’etica. Questo Governo non ha la minima intenzione di intervenire sulla pubblicità indiretta del gioco d’azzardo. Probabilmente non ha capito il fenomeno sociale che sta mandando avanti. Il calcio è sempre di più un fenomeno in grado di influenzare la nostra società. La Figc sponsorizza l’azzardo e lo Stato si gira dall’altra parte. La risposta che state dando è inaccettabile. Non si tratta di una squadra di club ma di un’istituzione pubblica che rappresenta più di un milione e 300mila tesserati in tutta Italia. Con che faccia continua a parlare di valori sportivi ed educativi il presidente del Coni? Con che arroganza Renzi (che ha la delega allo sport, ndr) tira in ballo i bambini sulla questione olimpica? Non smetteremo mai di contrastare queste vostre politiche vergognose. Ora anche la Nazionale pubblicizza questo sistema. Noi sogniamo un calcio libero dalle logiche del denaro e che non scenda a compromessi con chi lucra sulla pelle delle persone”.  

 

Di seguito il testo dell’interpellanza urgente rivolta al Presidente del Consiglio dei Ministri dai deputati del M5S Mantero, Simone Valente, Baroni, Basilio, Lorefice, Di Vita, Silvia Giordano, Colonnese, Grillo, Nesci, Agostinelli, Battelli, Benedetti, Massimiliano Bernini, Paolo Bernini, Nicola Bianchi, Bonafede, Brescia, Businarolo, Busto, Cancelleri, Carinelli, Cecconi, Chimienti, Ciprini, Colletti, Cominardi, Corda, Cozzolino, Crippa, Da Villa.   “I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, per sapere – premesso che: come si è appreso da notizie di stampa, dal 6 ottobre 2016 (a partire già dall’incontro di calcio con la Spagna) e fino al 2018, il main sponsor della nazionale di calcio italiana e delle altre selezioni italiane sarà intralot, società dei gruppo Gamenet attiva nel mondo scommesse e uno dei maggiori concessionari di gioco in Italia; il presidente della FIGC, Carlo Tavecchio, ha dichiarato che l’intento di questa operazione vuole essere quello di avviare «una partnership incentrata sui valori, visto che una parte fondamentale dell’accordo prevede l’impegno in attività sociali, rafforzando così il lavoro della Federcalcio nella promozione della cultura della legalità e per la diffusione di comportamenti consapevoli all’interno del mondo del calcio»; tuttavia, tale scelta appare, agli occhi non solo di varie associazioni dei consumatori, un connubio molto pericoloso a livello d’immagine nel contesto della lotta al gioco d’azzardo e alle scommesse; Roberto Tascini, presidente dell’Adoc, ha infatti dichiarato: «Guardiamo con profondo scetticismo alla sponsorizzazione della Nazionale di calcio da parte di un operatore del betting, al di là delle finalità dell’accordo, sicuramente nobili, espresse dalla Figc e da Intralot, poiché a livello d’immagine e di impatto psicologico sui consumatori, in particolare minorenni e anziani, appare quantomeno inopportuno collegare un simbolo dello sport per tutti gli italiani, quale è la squadra di calcio nazionale, al mondo delle scommesse e dell’azzardo»; è bene ricordare che nel 2014 la Commissione europea è intervenuta in materia di gioco d’azzardo patologico (Gap) con una raccomandazione sul gioco d’azzardo on-line, con cui ha stabilito i principi che gli Stati membri sono invitati a osservare al fine di tutelare i consumatori, con particolare attenzione ai minori e ai soggetti più deboli, sottolineando la necessità di fornire informazioni ai giocatori circa i rischi cui vanno incontro, di realizzare una pubblicità responsabile, di vietare ai minori l’accesso al gioco d’azzardo on-line, di creare un conto di gioco per determinare l’identità e, soprattutto, l’età del consumatore, con fissazione di un limite di spesa e messaggi periodici su vincite e perdite, realizzate; e, ancora, di prevedere linee telefoniche per fornire assistenza ai giocatori, un’attività formativa anche per i dipendenti delle case da gioco e campagne di informazione sui rischi legati al gioco d’azzardo; nella legge di stabilità 2016 (legge n.  208 del 2015), peraltro sono state approvate anche disposizioni limitative della pubblicità, con riferimento sia agli orari in cui sono vietati i messaggi pubblicitari nelle tv generaliste sia ai contenuti dei messaggi stessi; appare inopportuno che a fare da sponsor della nazionale di calcio, vista e seguita da milioni di italiani, sia una società attiva nel mondo delle scommesse, anche in ragione dei recenti scandali legati al calcio scommesse, che hanno gravemente compromesso la trasparenza e l’onestà del mondo dello sport e del calcio in particolare: atteso che la vicenda, ad avviso degli interpellanti, dimostra chiaramente che il divieto di pubblicità inserito nella legge di stabilità 2016 è facilmente aggirabile, se non intenda assumere iniziative normative per estenderlo anche alla pubblicità indiretta, soprattutto per quanto riguarda le sponsorizzazioni sportive per evitare il ripetersi di episodi del genere”.

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