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2010-2015-2020: la regolamentazione del gioco online in Francia

In: Politica

17 febbraio 2016 - 12:18


Visuel mire commission - Le peristyle, la colonnade et le fronton du Palais Bourbon avec drapeaux - photo retouchée

(Jamma) – “Questo evento è l’occasione per fare il punto sulla legge del 12 maggio 2010. La sua revisione solleva interrogativi in materia di sanità pubblica (dipendenza, gioco d’azzardo patologico), nonché sull’integrità del gioco, l’occupazione, il riciclaggio di denaro” ha affermato in apertura del convegno “2010-2015-2020: la régulation des jeux en ligne en France” Christian Hutin, deputato del Nord.

 

“Dopo aver sollevato molti dibattiti, sia sulla stampa che nell’opinione pubblica, sembra che i giochi d’azzardo non siano un problema per i legislatori” ha detto Charles Coppolani, Presidente della ARJEL “fino al punto di rinunciare all’impegno di una riforma dopo 18 mesi. Se c’era urgente bisogno di aprire il mercato, sono profondamente convinto fosse altrettanto urgente riformare il dispositivo legislativo. In cinque anni il mondo dei giochi ha risentito dei cambiamenti di scala. I rischi connessi ai giochi si sono intensificati e internazionalizzati: la manipolazione, la frode, il riciclaggio di denaro, l’aumento dell’offerta illegale, l’aumento del rischio di esposizione dei cittadini a una gamma estesa di giochi. Tutto questo richiede interventi urgenti. La revisione della legge del 2010 dovrebbe quindi aiutare a stabilire una valutazione obiettiva dei punti di forza del modello – che dovrebbe essere rafforzato – e le lacune da riempire per garantire una regolamentazione efficace. La protezione e l’integrità del giocatore sono problemi reali per i quali è importante avere inventiva e audacia. Le esperienze e le testimonianze dovrebbero identificare le migliori pratiche e arricchire i piani d’azione. L’obiettivo di questa tavola rotonda è quello di tracciare una strada ambiziosa, rivisitando la regolazione del gioco nel suo complesso, al di là delle questioni istituzionali” ha concluso Coppolani.

 

“Ho la sensazione che la legge del 2010 non sia più contestata. Sembra che gli obiettivi siano raggiunti, dal momento che gli operatori sul mercato del gioco d’azzardo e dell’on-line sono per lo più regolati e soddisfano i requisiti di legge. Il numero di ‘incidenti’ rimane piuttosto basso. Tuttavia l’apertura del mercato non era l’Eldorado che speravamo, ma questa legge non era un incentivo a creare una Parigi online” ha affermato Éric Woerth (Ancien Ministre, Député de l’Oise). “Questo era un quadro per garantire la salute dei giocatori e generare entrate fiscali. La clausola di revisione non è stata applicata perché nessuno voleva rilanciare un dibattito sul gioco d’azzardo vista la situazione economica. La legge non è cambiata, così si dovrebbero anticipare le turbolenze dei mercati. Il regolatore deve rivolgere la sua attenzione sia al mercato fisico che a quello online, che affrontano gli stessi problemi. Arjel ha fatto la sua parte, ma si consiglia di aprire una nuova fase. Il regolamento deve evolvere allo stesso ritmo del mercato. Questa iniziativa dovrebbe continuare, per una regolamentazione unitaria e risposte europee” ha concluso Woerth.

 

“Mi ero opposto a questa legge perché sembrava più rischiosa che vantaggiosa. Tuttavia, lo sforzo normativo intrapreso (emersione degli operatori legali, cercare di garantire entrate per lo Stato, realizzare un dispositivo che non destabilizzasse le principali discipline sportive) può dare la sensazione che questo regolamento abbia avuto luogo in modo soddisfacente. Il merito va al relatore, Jean-François Lamour, che ha assicurato l’equilibrio dalla legge” ha affermato Gaëtan Gorce (Ancien Député, Sénateur de la Nièvre). “Non sono comunque sicuro che la legge del 2010 avrà successo nel futuro. Sono proposte cattive soluzioni per la regolamentazione del gioco online. Le scelte del 2010 possono essere state il male minore, ma necessitano di vigilanza. I cambiamenti devono essere condotti con molta cautela. Aprire i giochi online a nuove attività, autorizzare la FDJ ad ampliare la propria gamma di giochi, fare in modo che si abbassi la tassazione: è responsabilità politica resistere a queste pressioni. La Repubblica non ha mai autorizzato i giochi come strumento di reddito utilizzato per l’interesse pubblico e non per alimentare una domanda di profitto, ad eccezione dei casinò. Questo principio deve rimanere inviolabile. Questa linea dovrebbe continuare ad ispirare il legislatore” ha concluso Gorce.

 

“Il regime generale dei giochi in Francia è basato sul proibizionismo. Storicamente, la modalità scelta è il monopolio (diritti esclusivi), che riguarda ancora una parte importante dell’attività, ed è stata scelta per ragioni di interesse generale, la protezione dell’ordine pubblico e di tutela dei consumatori” ha detto Charles Lantieri (Directeur général délégué de la FDJ). “Nel 2010, la legge ha stabilito che su internet l’aumento di siti illegali non era più consentito e al fine di garantire questo c’è stata una regolamentazione dei giochi online; infatti, l’attività della FDJ rappresentava il 4% del mercato, il che significa che gli operatori illegali avevano il 96% del mercato. Ora lo Stato, con ARJEL, ha messo in campo i mezzi per la lotta contro il gioco d’azzardo illegale. La percentuale di giocatori d’azzardo patologici si è stabilizzata, anche se il numero di giocatori con un problema di gioco è aumentato. Era importante incanalare il gioco in un circuito controllato dallo Stato, per la tutela dei consumatori e l’ordine pubblico. La legge non ha impedito al mercato di svilupparsi. Lo Stato è accusato, a priori di essere dominante nel mercato delle scommesse sportive e che sia prevenuto verso altri operatori nello sviluppo del mercato on-line, ma non è così. La FDJ è effettivamente impegnata a prevenire eventuali difficoltà economiche dei suoi punti, per l’apertura del mercato online. Cerca di assicurare un gioco responsabile. E’ impegnata per combattere il riciclaggio. Svolge campagne atipiche e di comunicazione per la prevenzione del gioco d’azzardo dei minorenni. Infine, ha introdotto la prevenzione della corruzione dei dispositivi di gioco” ha concluso Charles Lantieri.

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