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La verità fa male ma l’ignoranza fa peggio

In: Personaggi

17 febbraio 2016 - 11:59


IGNORANZA

“Ignorantia legis non excusat”
(Jamma) – Dopo le continue e insistenti richieste di alcuni concessionari, anche reputati vicini a storiche associazioni, Eugenio Bernardi ha operato un’analisi dei due commi che impattano sul vecchio comma 649 della Legge di Stabilità 2015, sui 500 milioni di riduzione degli aggi. Un commento che il tecnico emiliano ritiene doveroso “viste anche le dichiarazioni poco rassicuranti e rancorose del noto Sottosegretario artefice di tale scellerata scelta normativo-fiscale”.
“Credo – dichiara Eugenio Bernardi – che il livore con cui il responsabile governativo ha arringato gli intervenuti all’assemblea dell’11 febbraio a Roma denota che il personaggio, così come il suo mentore a capo del Governo, non ama essere contraddetto o colto in fallo e per dirla col noto slogan ‘gli piace vincere facile’. Ieri in un giornalino locale veneto ha scritto: ‘si scrive stabilità, si legge fiducia’, e non una riga sull’abnorme tassazione imposta sulle AWP o New Slot comma 6/a del 110 TULPS a discapito dei giocatori oltre che del settore del gioco a piccola vincita.
ANALISI DELLA LEGGE PER I COMMI 920 E 921 LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 Art.1
I nuovi due commi 920 e 921 vanno ad impattare sul comma 649 art.1 L.190, il noto salasso di 500 milioni al settore del gioco terrestre riferite al comma 6 del 110 TULPS.
Comma 920. Il comma 649 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, e’ abrogato.
Comma 921. Il comma 649 dell’articolo 1 della legge 23 dicembre 2014, n. 190, si interpreta nel senso che la riduzione su base annua delle risorse statali a disposizione, a titolo di compenso, dei concessionari e dei soggetti che, secondo le rispettive competenze, operano nella gestione e raccolta del gioco praticato mediante apparecchi di cui all’articolo 110, comma 6, del testo unico di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, si applica a ciascun operatore della filiera in misura proporzionale alla sua partecipazione alla distribuzione del compenso, sulla base dei relativi accordi contrattuali, tenuto conto della loro durata nell’anno 2015.
Tali commi danno in parte ragione alla fiera e agli operatori o gestori di apparecchi A.W.P., viste anche le molteplici pronunce del TAR LAZIO che ha inviato il tutto alla Corte costituzionale per ‘legittimità costituzionale’ del comma 649 – di seguito il dispositivo presente in tutte le pronunce:
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio, Sezione Seconda, riservata al definitivo ogni ulteriore statuizione in rito, nel merito e sulle spese, così provvede:
dichiara rilevante e non manifestamente infondata, in relazione agli artt. 3 e 41, primo comma, Cost., la questione di legittimità costituzionale dell’art. 1, comma 649, della legge n. 190 del 2014 (legge di stabilità per il 2015);
dispone la sospensione del giudizio e ordina l’immediata trasmissione degli atti alla Corte Costituzionale;
Come avrete notato con la LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 Art.1 comma 920 viene, prima, abrogato il comma 649 dell’art.1 Legge 190 (Stabilità 2015) art.1, ma col comma 921 ne viene data una interpretazione autentica solo per l’anno 2015, norma a dir poco discutibile e ancora una volta probabilmente incostituzionale, per i motivi che andrò a esporre.
In primo luogo nel comma 649 si faceva riferimento alla Delega fiscale ‘in attuazione dell’articolo 14, comma 2, lettera g), della legge 11 marzo 2014, n.23,’ mai attuata e quindi come vi ho già illustrato non più applicabile e il balzello imposto dalla Stabilità 2015 non sarà più esigibile, ed anzi probabilmente andranno restituiti gli importi, su tutta la filiera.
Infatti, con la Legge n. 23/2014 – c.d. Delega Fiscale – il Parlamento aveva incaricato il Governo di provvedere al riordino del settore dei giochi e delle scommesse (nello specifico all’art. 14, comma 2 lett della Legge n. 23/14, nel quale – si ricorda- veniva indicato quale principio e criterio direttivo per il riordino la ‘revisione degli aggi e compensi spettanti ai concessionari e agli altri operatori secondo un criterio di progressività legata ai volumi di raccolta delle giocate’) adottando i relativi decreti legislativi entro 12 mesi dall’entrata in vigore della legge – poi prorogati a 15 – e quindi entro e non oltre il 27 giugno 2015.
Successivamente, a fronte del menzionato art. 14 Legge n. 23/14, l’art. 1, comma 649 della Legge di Stabilità 2015 e quale effetto meramente anticipatorio dello stesso, prevedeva il versamento dell’importo di 500 milioni di euro a carico dei concessionari (riduzione aggi) di rete.
In attuazione di quanto previsto dal richiamato comma, con la Determina del 15 gennaio 2015 l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli individuava i criteri e la ripartizione, riferibili a ciascun concessionario di rete, del versamento annuale del c.d. onere di stabilità, senza per altro dividerne la redditività assai diversa fra le AWP e le VLT, ma solo fotografandone il numero.
Come è noto la Legge n. 23/14 c.d. Delega Fiscale – sulla quale si fondavano le successive previsioni dell’art. 1, comma 649 della Legge di Stabilità 2015 nonché la Determina di ADM, non veniva attuata, pur di fronte di uno specifico obbligo imposto dall’art. 76 della Costituzione, il Governo non presentava i decreti delegati.
Di conseguenza la Legge Delega (e più specificamente l’art. 14 della Legge n. 23/14) non può più esplicare alcun effetto. È decaduto quindi il principio posto a fondamento dell’art. 1, comma 649 della legge di stabilità 2015, ed a sua volta tutto quanto in esso disciplinato è venuto meno l’interno comparto normativo è divenuto inefficace perché esecutiva di un articolo di legge ormai non più vigente.
L’interpretazione autentica fatta con il comma 921 effettuata dal medesimo organo (Governo e approvata dal Parlamento) che ha posto in essere l’atto normativo. È un meccanismo normativo, non interpretativo, poiché impone norme ed è fonte del diritto.
Una legge di interpretazione autentica non può essere innovativa: non è possibile mascherare da interpretazione autentica una legge nuova. All’inizio degli anni novanta (sent. 155/1990) la Corte Costituzionale annullò una legge volta ufficialmente a interpretare la legge sull’editoria ma sostanzialmente innovativa.
Legge retroattiva, legittimità, precisazioni, limiti
Consiglio di Stato, sez. IV, decisione 21/12/2009 n° 8513
Affinché una norma interpretativa ed efficacia retroattiva possa considerarsi costituzionalmente legittima, è necessario che:
la stessa si limiti a chiarire la portata applicativa di una disposizione precedente, che non integri il precetto di quest’ultima e, infine, che non adotti una opzione ermeneutica non desumibile dalla ordinaria esegesi della stessa;
– l’ efficacia retroattiva della legge di interpretazione autentica è soggetta al limite del rispetto del principio dell’affidamento dei consociati nella certezza dell’ordinamento giuridico, con la conseguenza della illegittimità costituzionale di una disposizione interpretativa che indichi una soluzione ermeneutica non prevedibile rispetto a quella affermatasi nella prassi.
L’intervento del legislatore, realizzato con la censurata norma interpretativa, LEGGE 28 dicembre 2015, n. 208 Art.1 comma 921, comporterà un mutamento delle ‘regole del gioco’, violerebbe altresì i limiti costituzionali dell’efficacia retroattiva delle leggi in riferimento agli artt. 3, 24, 102 e 117, primo comma, Cost., e violazione dell’art. 6 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali, come interpretato in modo consolidato dalla Corte di Strasburgo (CEDU).
Si osserva, al riguardo, come, sebbene il divieto di retroattività della legge (art. 11 delle disposizioni sulla legge in generale), l’introduzione da parte del legislatore di norme retroattive debba trovare adeguata giustificazione nell’esigenza di tutelare beni costituzionalmente rilevanti, che assurgano a «motivi imperativi di interesse generale», e non debba violare i limiti generali dell’efficacia retroattiva delle leggi, come individuati dalla Corte Costituzionale Sentenze n. 78 del 2012(Quaranta, Criscuolo) e n. 103 del 2013 (Gallo, Mattarella) cosi come quelle dalla Corte Edu – CEDU, sez. 2, sentenza 7 giugno 2011 (Agrati e altri c/ Italia); CEDU, 9 dicembre 1994 (Raffineries Grecques Stran e Stradis Andreadis contro Grecia); CEDU, 29 marzo 2006 (Scordino contro Italia).
Coi commi 920 e 921 non è stata superata l’ambiguità legislativa dell’art. 1, comma 649 della Legge di Stabilità 2015 nonché la Determina di ADM – non trovava attuazione, perché manca decreto attuativo che specifichi ‘in misura proporzionale alla sua partecipazione alla distribuzione del compenso, sulla base dei relativi accordi contrattuali, tenuto conto della loro durata nell’anno 2015.’, ovvero visto che il riferimento del comma 649 era riferito agli apparecchi comma 6 installati al 31/12/14 essendo tali apparecchi di 2 tipologie assai diverse avendo redditività diversa fra A.W.P. e VLT, parrebbe logico che la proporzionalità si esplichi anche su tale punto.

Va da se che le lettere che arrivano da certi concessionari con la richiesta della totalità degli importi stabiliti unilateralmente dai medesimi siano da rigettare in toto e sarebbe logico che ADM esplicitasse una nuova Determina che chiarisse tale proporzionalità dal punto di vista della redditività degli apparecchi AWP e dei terminali VLT”.

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