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Contrattazione e buon senso

In: Personaggi

11 settembre 2016 - 17:17


tabaccheria

(Jamma) – «Oggi – scrive Patrizio Perla, Consigliere SAPAR – qui da me è la classica giornata autunnale che ci annuncia la fine dell’estate. Un’estate che è trascorsa in modo direi piatto, rispecchiando perfettamente l’apatia che si respira nel nostro Paese. Purtroppo solo un brutto evento sismico non anticipato da scosse di avvertimento ha causato tanto lutto e dolore, ed è riuscito a smuovere le coscienze ed il torpore degli italiani».
«Il nostro settore – prosegue Perla – è stato lo specchio di quanto sopra detto.
Il terremoto che questi giorni ha scatenato le chat e le conversazioni di tanti colleghi, sono state le dichiarazioni che il premier ha fatto dalla Cina riguardo le intenzioni di togliere le slot dai bar e dai tabacchi per installarle solo nelle “sale dedicate”.
Solo una piccola parentesi sulle “sale dedicate” che mi hanno ricordato un mio amico testaccino che si sentiva gratificato dal fatto che avesse iniziato la sua attività lavorativa come “scopino” per diventare poi “netturbino” ed infine “operatore ecologico”.
Il passaggio da “bisca” a “circolino” a “sala dedicata” ha la stessa valenza, a proposito il mio amico ha continuato a fare sempre il suo lavoro che nella sostanza è rimasto lo stesso.
Torniamo a noi, le dichiarazioni del “generale” Renzi non mi hanno colto impreparato perche, al contrario del terremoto, si erano già verificate delle scosse di avvertimento da parte del suo “colonnello” con la delega ai giochi.
Una piccola ricerca d’archivio potrà accertare che già il 27 maggio 2016 su Radio 24 il sottosegretario/colonnello Baretta ha testualmente dichiarato che la sua “personale opinione ed è quella sulla quale sto movendomi ……….. e che la soluzione più seria è togliere le macchinette dai bar e dai tabacchi” però sottolinea che “bisogna anche garantire un pò di mercato, allora la strada migliore è quella di avere delle sale giochi fortemente specializzate”.
IL 31 maggio risponde ASTRO e dichiara sempre testualmente che “la posizione di Astro è (e resta) tanto ferma quanto contraria ad ogni ipotesi di “concentrazione” dell’offerta gioco, tramite apparecchi ai solo ambienti dedicati”.
Il 3 giugno risponde anche SAPAR che testualmente “lasciare gli apparecchi nelle sale dedicate significherebbe legittimare l’oligopolio di pochi concessionari e sancire la scomparsa definitiva del gestore e di centinaia di migliaia di posti di lavoro… perche andrebbe a colpire anche la categoria degli esercenti creando un danno economico difficile da colmare”.
Quanto sopra era necessario per chiarire a chi non aveva valutato bene le scosse di avvertimento ed oggi è sorpreso e stupito da quanto dichiarato da Renzi il 5 settembre scorso, probabilmente ho fiutato già allora il pericolo perche sono nato in una zona a rischio sismico di 1° grado.
La prima impressione che ho avuto, magari di comodo, dopo le sue dichiarazioni è stata quella che, conoscendo il soggetto, malato di “annuncite” e che ritengo più furbo che intelligente, fosse uno spot elettorale visto il calo di consensi ed i sondaggi non proprio positivi per il prossimo referendum.
Ho anche pensato, visto il rafforzamento della tesi da parte del sottosegretario, che fosse una mossa per porre sul piatto la solita polpetta avvelenata che ci stanno servendo da 12 anni a questa parte, magari l’accettazione di un aumento del Preu (insostenibile in qualsiasi misura) come contropartita al divieto di installazione degli apparecchi in bar e tabacchi.
Nonostante tutto però mi sono detto: Patrizio stai sereno!
La storia però mi ha insegnato come è nefasta tale affermazione, e la preoccupazione mi è aumentata in forma esponenziale non tanto quando ho sentito le affermazioni dei vari assessori alle varie ed eventuali, che da parlamentari hanno votato la legge sull’introduzione delle VLT, e che magari hanno il sostegno del loro presidente di Regione che è lo stesso che ha firmato tale sciagurata legge in qualità di Ministro dell’Interno, non mi è aumentata neanche sentendo le dichiarazioni moralistiche di un viceministro che è attenzionato dalla magistratura per i suoi rapporti da verificare (per carità sono un garantista) con imprese impegnate nella ricostruzione post terremoto dell’Aquila.
La mia preoccupazione, dicevo, è cresciuta nel sentire le risposte del “settore”.
La SAPAR tramite il suo presidente ha dato una risposta avversa argomentandola, ma purtroppo, come succede in Italia con la stampa prezzolata, non è riuscita ad uscire sui quotidiani che invece in prima pagina e su sette colonne avevano riportato quanto detto dal Premier, la risposta perciò è girata solo sulle newletter e sulle testate di settore, comunque meglio di niente.
C’è stato il solito ex politico trombato, riciclato a presiedere diverse realtà tra di loro associate, e che ogni volta che parla fa più danni della grandine e sistematicamente viene smentito anche da chi rappresenta.
Non è un caso che una persona corretta come l’ingegner Gatti ha chiesto una seria presa di posizione alla sua associazione rispetto l’esternazioni del detto presidente.
Poi c’è stata l’apertura di ASTRO che tra “la diversità, tra le prime dichiarazioni sull’azzeramento della rete generalista, e successivi approfondimenti con slot subordinate ad ambiente delimitato, vede una idea tecnica da approfondire”.
Non commento tale affermazione, (anche se mi viene naturale confrontarla con la precedente) perche non mi compete e credo che gli unici che ne abbiano il diritto a farlo siano solo i soci ASTRO.
Il giorno successivo a Porta a Porta il premier ha cercato di mettere una toppa che però credo sia peggiore del buco: “l’idea è questa se si dispone di un bar o un locale dotato di una stanza che può essere adibita ad hoc per il gioco, dove si entra con a carta d’identità o il codice fiscale, dove non possono entrare i minori e c’è un controllo, ovviamente in accordo con sindaci (SIC ndr) e questori, allora mi sta bene. Nei locali invece dove c’è una sola stanza con 2 macchinette al muro, perderò il voto dei tabaccai, quelle le toglieremo”.
Da un dato statistico della CGA di Mestre 80% circa dei bar e tabacchi in Italia ha una superficie media di circa 70 mq, trovare uno stanza ad hoc equivale ha posizionale la slot nello sgabuzzino delle scope, ma il gioco alternativo obbligatorio, anch’esso fonte di introito per lo Stato dove lo posizioniamo?
E’ rimasto a disposizione solo il bagno!
Ma si vuole tagliare, nascondere o regolamentare il gioco?
Si vuole veramente trovare una soluzione equa e seria o si vuole solo far arricchire pochi soggetti, magari con residenza fiscale all’estero?
La SAPAR ha stilato un manifesto e sta avviando un’iniziativa che vuole coinvolgere gestori, esercenti e non solo, la raccolta delle firme di adesione si potranno poi considerare come valore e base di voto politico contrario.
Chiaramente condivido a pieno l’iniziativa perché il coinvolgimento dell’esercizio/ente, vista la nostra capillare presenza sul territorio, l’ho sempre considerata fondamentale (leggere “occhio alla penna” del 21 dicembre 2015).
Purtroppo non basta!
E’ necessario aprire un tavolo di trattativa con il governo, la mancata disponibilità da parte loro sarà un’assunzione di responsabilità che avrà come immediata conseguenza un ritorno all’illegalità ed avrà alti costi sociali.
La storia politica del sottosegretario Baretta è stata piena di tavoli di confronto, oggi si trova dall’altra parte del tavolo, ma tradirebbe la sua storia se non si confrontasse con il settore anche in modo duro.
La proposta del governo è l’eliminazione tout-court delle slot?
Sul tavolo della trattativa si può iniziare a mettere il licenziamento dei nostri dipendenti, che a fronte dei dati negativi pubblicati dal Ministero del Tesoro proprio ieri e che vedono i licenziamenti nel secondo trimestre 2016 in aumento del 7,4%, potrebbero far scaturire una forte contrapposizione tra ministeri. Al tavolo si potranno sedere anche i rappresentanti delle categorie del commercio che vedrebbero decimati i loro soci e le rispettive attività.
Sopratutto sul tavolo si può mettere quello che più sta a cuore a questo esecutivo per garantirsi la governabilità fino alle votazioni del 2018, ovvero il Referendum costituzionale la cui data il premier, visti i sondaggi poco rassicuranti per lui, sta spostando da ottobre sembra a dicembre.
Per noi va bene, perché sia la legge di Stabilità che gli accordi con gli Enti locali saranno sicuramente precedenti alla data del Referendum e potremmo perciò regolarci di conseguenza.
La mia posizione personale l’ho già espressa (leggere Pippo peppa chiaro e palese del 5 aprile) ma sono pronto anche alla mediazione!
Chiudo come al solito con una riflessione: nel nostro paese abbiamo avuto dei politici che oggi sono ricordati come “Padri della Patria”, gli attuali politici domani saranno ricordati come “figli dell’inseminazione artificiale”».

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