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Asteriti: “Gambling e contrasto al gambling dovrebbero essere due mondi assolutamente distanti tra loro”

In: Personaggi

20 luglio 2016 - 10:33


asteriti

(Jamma) – Azzardo e antiazzardo, Gambling e contrasto al gambling dovrebbero essere due mondi assolutamente distanti tra loro e immediatamente riconoscibili, ma non è sempre così. Questa la riflessione dell’avvocato Osvaldo Asteriti sulle ultime notizie dal mondo dei giochi pubblici.

«Sono impegnato – prosegue Asteriti – nel campo del contrasto al gioco d’azzardo legale da quasi dieci anni e in questo tempo ho assistito a episodi a dir poco sconcertanti.

Ricordo il protocollo di intesa, tra il Coordinamento nazionale di “Mettiamoci in gioco” e la federazione Sistema Gioco Italia di Confindustria per la realizzazione di azioni comuni in tema di azzardo in cui veniva proposto di abolire il termine stesso di gioco d’azzardo, ritenuto dai firmatari un modo non corretto dal punto di vista giuridico di definire il mondo del “gioco con alea con poste in denaro”(?). protocollo di intesa mai applicato per la stessa opposizione dei partecipanti a “Mettiamoci in gioco”.

Più recentemente, nel gennaio di quest’anno, il protocollo di intesa tra Adiconsum e Unibet Group, una delle maggiori società che operano nel mercato dell’online gambling, per proporre la figura del “giocatore sociale”, a detta di molti esperti una vera contraddizione in termini.

Oggi, siamo alla più sorprendente confusione di ruolo tra i due mondi, un vero delirio.

Il sottosegretario all’Economia con delega ai Giochi Pier Paolo Baretta, in sede di Conferenza unificata con gli Enti locali, considerando che “diciamo la verità, negli ultimi anni si è un po’ esagerato”, ha proposto di “limitare” l’orario di apertura delle sale ad un massimo di 12 ore, lasciando agli Enti la facoltà di regolare gli orari, entro questo limite.

A ben guardare, 12 ore non sono poche. Oltre 10.000 partite a slot machine, un numero altrettanto alto di biglietti g&v da grattare, oltre 140 puntate al 10 e lotto, e così via.

L’opposizione più fiera a questa proposta per ora è arrivata da dove meno te l’aspetti, almeno nei termini in cui è stata formulata.

Il Presidente dell’Associazione antiazzardo la Sentinella, Luigi Nevola, ha criticato la proposta di Baretta, invocando a gran voce l’apertura delle sale 24 ore su 24.
Il “No” di Nevola si estende anche agli interventi relativi a distanziometri e limitazioni orarie: “Sono sbagliati a prescindere, perché il giocatore, specie se compulsivo, si deve poter sfogare avendo accesso al gioco legale. I limiti aumentano la compulsività e i divieti non fanno altro che alimentare le irregolarità. Sul gioco c’è tanta ideologia e ignoranza e quella proibizionista ormai è una moda”.
Personalmente ritengo che certe limitazioni, come le distanze, siano semplicemente inefficaci, mentre approvo incondizionatamente la pur modesta “limitazione” degli orari di apertura delle sale, avversata sulla base della stucchevole teoria che ogni arretramento del gioco “legale” comporti un avanzamento dell’illegale, nonostante i lavori della commissione antimafia abbiano recentemente dimostrato l’esatto contrario e in base all’esigenza di far “sfogare” il giocatore compulsivo 24 ore su 24, ma con il gioco lecito.
A meno di sospettare una agghiacciante malafede nella proposta di Baretta, tendente ad incrementare la dipendenza, attraverso la riduzione degli orari, mi sembra che il “NO” alla proposta non riguardi tanto la tutela della salute degli ammalati di Gap, o una reale azione di prevenzione, ma sia attenta piuttosto alla direzione del flusso finanziario determinato dal gioco d’azzardo, che dovrebbe competere più al Sottosegretario al MEF che al Presidente di una associazione antiazzardo».

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