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Patrizio Perla: “Meglio una brutta verita che una bella bugia”

In: Personaggi

16 febbraio 2016 - 09:19


pubblico11febbr

(Jamma) – Patrizio Perla, operatore del gioco automatico e proprietario di Newslot commenta così le dichiarazioni del sottosegreatrio PierPaolo Baretta:  “E’ meglio una brutta verità che una bella bugia”.

“Cosa c’è di più calzante di questo proverbio di saggezza popolare – continua Perla – per fare un’analisi di quanto detto dal sottosegretario all’Economia con delega ai giochi (non so se di tutti i giochi) all’assemblea del 11 febbraio che si è tenuta all’Auditorium Frentani.
Personalmente credo che il bilancio del suo intervento è stato sicuramente positivo, (d’altronde anche dalla muffa si ricava la penicillina) visto quali erano precedentemente le condizioni del settore che vado ad analizzare e per comodità divido in periodi.
Primo periodo:
Il settore dell’automatico dalla discussione fino all’approvazione della legge di Stabilità 2016 è caduto in uno stato di catalessi paragonabile ad un coma farmacologico indotto, nessuna reazione neanche a quanto scritto da chi ‘sgombrando il campo da qualsiasi equivoco’ ha sostenuto che ‘poteva andare anche peggio’.
Silenzio, neanche una flebile voce, quasi ci fosse un’accettazione passiva alla sodomia che stavamo subendo, ma quasi contenti che c’era stato risparmiato l’aumento dell’attrito con l’ausilio di un pugnetto di sabbia.
Poi è arrivata la solita assessore alle varie ed eventuali della Regione Lombardia, che come al solito non perde occasione per tacere (rimarrò sempre solidale con la sua famiglia) che scomodando addirittura il Papa, trova nelle parole di Francesco un ‘rafforzamento della strada intrapresa dalla Regione Lombardia’ e conclude solennemente che ‘il Santo Padre si ascolta e non si commenta’.
Silenzio, neanche un sussulto a ricordare alla paladina dei propri interessi di parte, che soprattutto per i credenti il Papa si ascolta e non si commenta, però SEMPRE anche quando rivolgendosi ai rappresentanti della politica ha espresso un duro monito, proprio nella basilica di San Pietro, dicendo testualmente: ‘No alla corruzione, agli interessi di partito e ai dottori del dovere e ai sepolcri imbiancati’.
Secondo periodo:
Fine anno, leggero sussulto cerebrale ante mortem con corsa all’acquisto di schede per ovviare alla preclusione di rilascio di nulla osta dal 01/01/2016 con grande godimento che in alcuni casi ha rasentato l’orgasmo di costruttori e rivenditori che finalmente sono riusciti a smerciare dando fondo ai propri magazzini prodotti destinati al costoso smaltimento differenziato.
Gestori in condizioni gravi ma stabili.
Incassi in netto calo, e vista l’impossibilità di avere a disposizione macchine con un payout al 70% come scritto nella legge di Stabilità, al contrario dell’aumento di 4,5 punti di Preu come scritto nello stesso paragrafo, non si è valutata, forse per colpa dell’encefalogramma piatto, se era più opportuna una forma di disobbedienza civile, alla mattanza di cui il gestore sarà vittima nella sostituzione del parco macchine.
Quasi nessuno ha posto in via prioritaria l’opportunità, rispetto alla disponibilità peraltro scarsa del prodotto.
Il paziente gestore risponde agli stimoli esterni ma non razionalizza a fondo comportandosi proprio come i marzianini di ‘Space Invaders’ subendo la stessa sorte, ed è proprio in questo momento che parte il mercato delle vacche che, visto che sarà anche l’ultimo, dà tanta soddisfazione ai costruttori e rivenditori che non hanno ancora fallito ed ai nuovi titolari di storiche aziende.
Terzo periodo:
Concessionari che continuano anche con tono minaccioso a chiedere la quasi totalità dei 500 milioni di euro relativi alla Stabilità 2015 nonostante il ricorso vinto dai gestori al Tar che ha rimandato il tutto alla Corte Costituzionale e di cui già precedentemente abbiamo trattato.
Risposta alle concessionarie da parte delle Associazioni ma i gestori cominciano ad avere il fiato corto e iniziano a sentire il peso delle doglianze degli esercenti che si riversano su di loro.
Terapia di gruppo, qualche cenno di reazione, qualche cenno d’assembramento di soci di una associazione per arrivare poi finalmente all’11 febbraio al Frentani.
I presupposti sono ottimi, c’è finalmente dopo tanti anni di settarismi l’unione di diverse sigle di categoria che possono dare perciò più forza alle richieste del settore.
Si respira un’aria preoccupata ma ricca di speranza con la consapevolezza però che questa volta siamo davanti ad un bivio, e prendere la direzione sbagliata ci porterà ad effettuare un viaggio senza ritorno.
Tutti sappiamo benissimo che la legge di Stabilità 2016 è stata fatta con due motivazioni essenziali, la prima fare cassa, la seconda consegnare il gioco in mano a soliti noti e togliere di mezzo tutti gli altri soggetti, ma ognuno spera in cuor suo di aver sbagliato l’analisi.
Sappiamo che la sicurezza è solo una scusa per sostituire dal prossimo anno le macchine con AWP da remoto (leggi mini VLT) in quanto in un apparecchio fisicamente manomesso in un locale, è possibile identificare tramite RIES il gestore e l’esercente e punirli penalmente, al contrario di un sistema aleatorio dove si applicherà il principio di Craxiana memoria di tutti colpevoli quindi nessun colpevole.
Parliamo dell’assurdità di questa legge di Stabilità visto che anche il Monopolio ha scritto che ‘un gestore che opera attraverso un noleggio di circa 100 macchine, avrebbe perdite pari a circa 20 mila euro’.
Quasi contenti che uno dei principali artefici della legge abbia accettato l’invito e magari si renderà conto dell’assurdità partorita e si cercherà di porre dei giusti correttivi magari nei decreti attuativi.
Dopo l’introduzione del presidente Curcio il moderatore dà la parola al sottosegretario Baretta che con grande nonchalance (non so come si scrive ma può essere sostituita dalla parola italiana arroganza), ci dice che la legge di Stabilità 2016 è stata cosi dura e punitiva perché non abbiamo pagato i 500 milioni del 2015, e ‘le leggi vanno rispettate’, poi ci ha fatto un favore ad abbassare di 4 punti il payout che nella prima stesura non era prevista, e poi ciliegina finale ‘ci sono troppi concessionari e troppi gestori e, chi prima arriva prima potrà partecipare alla gara per l’installazione delle awp da remoto (VLT)’.
Fermi tutti, miracolo, risveglio dal coma (è questa la parte positiva di cui sopra parlavo), finalmente dalla platea si è alzato prima un brusio che poi forse in uno scatto di dignità è diventato un urlo.
Valutiamo punto per punto:
I° – Che le leggi vanno rispettate è cosa certa e giusta, ma vale anche soprattutto per chi le rappresenta, e nel rispetto dei ruoli il potere politico non può sovrastare la Corte Costituzionale che ha un ruolo di garanzia.
II° – Ci siamo opposti ad una richiesta di ‘pizzo’ da parte di chi ha cambiato in maniera prepotente ed unilaterale le regole precedentemente concordate, e soprattutto per una reale indisponibilità economica già compromessa da una tassazione al limite della costituzionalità (art.53) ma questo non può essere motivo di vendetta da parte di un soggetto pubblico rappresentante delle istituzioni in un Paese democratico.
Forse è possibile in una dittatura sud americana ma non è permesso nel paese di Beccaria che ha una costituzione che è stata scritta con il sangue ed il sacrificio di tante persone che oggi un re, la sua corte e le sue cortigiane vorrebbero cambiare.
Per modificare la Costituzione è previsto un referendum popolare e sono sicuro che i gestori parteciperanno con le idee chiare.
III° – Come già detto direttamente in assemblea su esplicita richiesta del sottosegretario il mancato abbassamento di 4 punti del payout sarebbe stata una estorsione nei nostri confronti, ma ora lo è nei riguardi dei giocatori (alla faccia di salvaguardare la ludopatia).
IV° – Troppi concessionari? Tralascio la mia meraviglia per la mancanza di reazione da parte di chi, seppur presente, ha creato un concessionario non più di un anno fa, investendo tanti soldi nel rispetto delle ‘regole’ previste dalla legge e non ha fiatato.
Troppi gestori? Ma chi è che rimane? Si farà forse una cernita in base alle teorie di Cesare Lombroso che si basavano sulle caratteristiche fisiche per arrivare al concetto di criminale per nascita?
Si stabilirà che chi è alto fino ad un metro e settanta, un po’ obeso con naso aquilino, si chiama Pasquale e magari lavora la domenica o a Natale per raccogliere PREU è un soggetto atavico con un comportamento socialmente deviante e quindi non potrà più esercitare questa attività?
Si stabilirà invece, che chi è alto e biondo, fisicamente palestrato, mascella possente, un po’ americano o austriaco, e magari elargisce finanziamenti per campagne elettorali è soggetto giusto?
Le sue affermazioni, gentile sottosegretario contrastano e violano due articoli della nostra costituzione che mi preme ricordarLe:
Art. 3: ‘tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese’.
Art.41: L’iniziativa economica privata è libera.
Concludendo:
Se un qualsiasi onorevole che lavora due giorni e mezzo a settimana dopo 5 anni di mandato riceve un vitalizio, siamo pronti a rimettere il nostro mandato forzato ma solo a parità di trattamento (vitalazio) anche se sono 50 anni che abbiamo dato e fatto crescere questo lavoro.
Se seriamente crede opportuno aprire un tavolo di confronto dando seguito a quanto affermato, avrà tutta la nostra disponibilità ma a condizione di rispettare innanzitutto le persone, la legge, le regole e la costituzione , considerando e valutando attentamente che il settore è arrivato ad un punto tale di sopportazione che la misura è colma, non vedo remota la possibilità che se salta il tavolo questa volta si rischia un problema sociale vero, si ritireranno i vari rappresentanti e vi si verrà direttamente a citofonare”.

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