Raffaele Ferrara ( Dir. Generale Aams) : “C'è ancora molto da fare, ma il nostro successo toglie spazio al sommerso”
In Personaggi lunedì 26 luglio 2010 - 09:41:03
(Jamma) “ Il mondo dei giochi pubblici in soli sei anni, dal 2003 al 2009,è cresciuto di 40 miliardi, passando da 15 a 55, +266 per cento. E nel 2010, dopo un primo semestre da record con una trentina di miliardi raccolti, la passione degli italiani per lotto, scommesse e macchinette spingerà il fatturato del gambling sopra i 60 miliardi, pari a 4 punti di PIL.
Questa esplosione di puntate però non significa che aumenta a dismisura la voglia di scommettere degli italiani ma piuttosto che la lotta all'illegalità sta avendo successo: è quanto sostiene Raffaele Ferrara, direttore generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di stato (Aams)in una intervista al Sole 24Ore.«Un differenziale di 4o miliardi non è possibile che sia tutto proveniente da gioco nuovo», afferma ripercorrendo in un'intervista tutte le tappe, gli strumenti e i progetti del contrasto al sommerso sui giochi: il potenziamento dell'appetibiità dei giochi legali per renderlo più competitivo rispetto a quello illegale e della redditività del business, nel rispetto delle regole, di deboli e minori, il ricorso al sequestro conservativo sul patrimonio personale per chi manomette le slot machines; il debutto imminente del comitato di alta vigilanza ; il possibile coinvolgimento dei comuni contro la criminalità organizzata con eventuale compartecipazione alle entrate erariali; la trasformazione di Aams in agenzia; la semplificazione delle norme con la stesura di un Testo unico amministrativo dei giochi.
L'Italia si classifica tra i primi paesi al mondo per l'industria dei giochi, dopo colossi come Usa, Giappone e Regno Unito: che ruolo sta avendo lo Stato nel forte sviluppo degli ultimi anni?
Lo Stato c'è perchè c'è il gioco e non viceversa, il proibizionismo non ha mai dato grandi risultati. Lo Stato ha il ruolo di fissare regole e paletti, lasciando il cittadino libero di giocare, ma dentro precisi confini e tutele. Lo Stato, di fronte a un fenomeno così esteso, non può arretrare ma deve garantire correttezza, legalità, tutelando soprattutto i più deboli e i minori. L'uscita dal sommerso è stata possibile rendendo i prodotti più appetibili per i giocatori e il business più remunerativo per gli investitori e gli imprenditori
In che modo?
Sulle new slot, ormai tra i giochi più in voga,il ritorno in vincita per i giocatori è stato fissato in una misura non inferiore al 75 per cento. Dal canto suo l'Erario ha ridotta dal 13,5% al 12% l'aliquota di prelievo con l'obiettivo di aumentare la base imponibile. La quota restante, attorno al 13% è il giro d'affari per chi investe in questa industria. Nel 2008 le sole macchinette hanno generato 2,5 miliardi di ricavi
Si può dire allora che la lotta all'illegalità è stata vinta? L'ultima stima ufficiale, risalente alla commissione Pedrizzi del 2002, orbitava sui 30 miliardi
Vittoria? No: la cronaca dimostra che la criminalità organizzata ha ancora molta attenzione al mercato dei giochi, i controlli e la vigilanza vanno rafforzati con anche una maggiore presenza sul territorio. Intanto inizierà a operare entro il 15 settembre il nuovo comitato di alta vigilanza sui giochi: un tavolo attorno al quale siederanno i vertici di tutte le forze di polizia e se necessario anche quelle di enti pubblici (come le Agenzie fiscali) od organismi privati utili alla causa. Il tutto coordinato dalla presidenza della direzione generale dei monopoli nella nostra sede centrale.
Si può fare di più per assicurare una copertura capillare del territorio? Metà della popolazione, secondo l'ultimo dato Censis, è stata classificata tra i giocatori occasionali.
Il processo di trasformazione di Aams in agenzia del monopoli prevede l'assorbimento – su base volontaria - del personale a ruolo nelle ex-tesorerie provinciali del ministero dell'Economia. I primi incontri coni sindacati sono già iniziati e abbiamo riscontrato molto interesse. Il progetto è quello di un'agenzia con un'organizzazione interna manageriale, con un audit interno e un ufficio di pianificazione e controllo funzionali. Non solo:
con direzioni almeno provinciali o interprovinciali in grado di poter lavorare sul fronte dei giochi e delle accise.
Ormai il territorio è sinonimo di federalismo.E l'Erario incassa ormai circa 9 miliardi dall'industria dei giochi...
Un federalismo dei giochi? Il mondo erariale dei giochi può seguire le orme del federalismo fiscale, non vedo perchè no. A patto che ci sia la piena collaborazione dei comuni nel contrasto all'illegalità e che il modello concessorio attuale rimanga nella centralità dello Stato. In questo senso si potrebbe prevedere una sorta di compartecipazione al gettito degli enti locali in cambio di una collaborazione strettissima. Così come avviene già nel contrasto all'evasione fiscale. Ma tra le controindicazioni occorre ricordare che il gioco. nel breve periodo, sarà sempre più legato alle reti e questo renderà più difficile defìnire la territorialità delle entrate erariali.
La centralità delle concessioni e quindi anche delle regole, serve a evitare la proliferazione di tasselli e paletti amministrativi a livello locale?
La semplificazione dell'apparato normativo è un mio obiettivo perchè ritengo che al momento vi siano poche norme primarie e troppe secondarie.
L'eccesso dei provvedimenti amministrativi vi ha resi più aggredibili con più di un contenzioso in corso.
Solo in parte è vero. Anche per questo intendo procedere alla stesura di un Testo unico amministrativo dei giochi, un vademecum che possa diventare un punto di riferimento per tutti, investitori e giocatori. Inoltre con gli organi comunitari abbiamo avviato una collaborazione stretta.E l'Italia con la sua liberalizzazione controllata è divenuta un modello da copiare e da studiare: sono venute da noi le delegazioni di paesi nordici europei, di Regno Unito, Francia, Cina, persino il Sud Africa proprio in questi giorni.
Questa esplosione di puntate però non significa che aumenta a dismisura la voglia di scommettere degli italiani ma piuttosto che la lotta all'illegalità sta avendo successo: è quanto sostiene Raffaele Ferrara, direttore generale dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di stato (Aams)in una intervista al Sole 24Ore.«Un differenziale di 4o miliardi non è possibile che sia tutto proveniente da gioco nuovo», afferma ripercorrendo in un'intervista tutte le tappe, gli strumenti e i progetti del contrasto al sommerso sui giochi: il potenziamento dell'appetibiità dei giochi legali per renderlo più competitivo rispetto a quello illegale e della redditività del business, nel rispetto delle regole, di deboli e minori, il ricorso al sequestro conservativo sul patrimonio personale per chi manomette le slot machines; il debutto imminente del comitato di alta vigilanza ; il possibile coinvolgimento dei comuni contro la criminalità organizzata con eventuale compartecipazione alle entrate erariali; la trasformazione di Aams in agenzia; la semplificazione delle norme con la stesura di un Testo unico amministrativo dei giochi.
L'Italia si classifica tra i primi paesi al mondo per l'industria dei giochi, dopo colossi come Usa, Giappone e Regno Unito: che ruolo sta avendo lo Stato nel forte sviluppo degli ultimi anni?
Lo Stato c'è perchè c'è il gioco e non viceversa, il proibizionismo non ha mai dato grandi risultati. Lo Stato ha il ruolo di fissare regole e paletti, lasciando il cittadino libero di giocare, ma dentro precisi confini e tutele. Lo Stato, di fronte a un fenomeno così esteso, non può arretrare ma deve garantire correttezza, legalità, tutelando soprattutto i più deboli e i minori. L'uscita dal sommerso è stata possibile rendendo i prodotti più appetibili per i giocatori e il business più remunerativo per gli investitori e gli imprenditori
In che modo?
Sulle new slot, ormai tra i giochi più in voga,il ritorno in vincita per i giocatori è stato fissato in una misura non inferiore al 75 per cento. Dal canto suo l'Erario ha ridotta dal 13,5% al 12% l'aliquota di prelievo con l'obiettivo di aumentare la base imponibile. La quota restante, attorno al 13% è il giro d'affari per chi investe in questa industria. Nel 2008 le sole macchinette hanno generato 2,5 miliardi di ricavi
Si può dire allora che la lotta all'illegalità è stata vinta? L'ultima stima ufficiale, risalente alla commissione Pedrizzi del 2002, orbitava sui 30 miliardi
Vittoria? No: la cronaca dimostra che la criminalità organizzata ha ancora molta attenzione al mercato dei giochi, i controlli e la vigilanza vanno rafforzati con anche una maggiore presenza sul territorio. Intanto inizierà a operare entro il 15 settembre il nuovo comitato di alta vigilanza sui giochi: un tavolo attorno al quale siederanno i vertici di tutte le forze di polizia e se necessario anche quelle di enti pubblici (come le Agenzie fiscali) od organismi privati utili alla causa. Il tutto coordinato dalla presidenza della direzione generale dei monopoli nella nostra sede centrale.
Si può fare di più per assicurare una copertura capillare del territorio? Metà della popolazione, secondo l'ultimo dato Censis, è stata classificata tra i giocatori occasionali.
Il processo di trasformazione di Aams in agenzia del monopoli prevede l'assorbimento – su base volontaria - del personale a ruolo nelle ex-tesorerie provinciali del ministero dell'Economia. I primi incontri coni sindacati sono già iniziati e abbiamo riscontrato molto interesse. Il progetto è quello di un'agenzia con un'organizzazione interna manageriale, con un audit interno e un ufficio di pianificazione e controllo funzionali. Non solo:
con direzioni almeno provinciali o interprovinciali in grado di poter lavorare sul fronte dei giochi e delle accise.
Ormai il territorio è sinonimo di federalismo.E l'Erario incassa ormai circa 9 miliardi dall'industria dei giochi...
Un federalismo dei giochi? Il mondo erariale dei giochi può seguire le orme del federalismo fiscale, non vedo perchè no. A patto che ci sia la piena collaborazione dei comuni nel contrasto all'illegalità e che il modello concessorio attuale rimanga nella centralità dello Stato. In questo senso si potrebbe prevedere una sorta di compartecipazione al gettito degli enti locali in cambio di una collaborazione strettissima. Così come avviene già nel contrasto all'evasione fiscale. Ma tra le controindicazioni occorre ricordare che il gioco. nel breve periodo, sarà sempre più legato alle reti e questo renderà più difficile defìnire la territorialità delle entrate erariali.
La centralità delle concessioni e quindi anche delle regole, serve a evitare la proliferazione di tasselli e paletti amministrativi a livello locale?
La semplificazione dell'apparato normativo è un mio obiettivo perchè ritengo che al momento vi siano poche norme primarie e troppe secondarie.
L'eccesso dei provvedimenti amministrativi vi ha resi più aggredibili con più di un contenzioso in corso.
Solo in parte è vero. Anche per questo intendo procedere alla stesura di un Testo unico amministrativo dei giochi, un vademecum che possa diventare un punto di riferimento per tutti, investitori e giocatori. Inoltre con gli organi comunitari abbiamo avviato una collaborazione stretta.E l'Italia con la sua liberalizzazione controllata è divenuta un modello da copiare e da studiare: sono venute da noi le delegazioni di paesi nordici europei, di Regno Unito, Francia, Cina, persino il Sud Africa proprio in questi giorni.
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