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Superenalotto, l’avvocato Asteriti: “Tutti pazzi per il jackpot…”

In: Superenalotto

25 agosto 2016 - 10:25


superenalotto2016

(Jamma) – Mentre proprio in questi giorni qualcuno propone di non pubblicizzare le vincite dei giochi d’azzardo, molti mezzi di comunicazione di massa danno notizia dell’importo che ha raggiunto il jackpot del Superenalotto, con titoli che utilizzano aggettivi iperbolici per sottolineare le caratteristiche del premio.

 

L’esaltazione del premio massimo di un gioco d’azzardo rappresenta una tecnica di marketing molto usata dai monopoli, di cui è nota e sfruttata la sicura efficacia attrattiva verso il gioco d’azzardo. La misura del jackpot è un dato abbacinante, in grado di velare ogni altra considerazione (realisticamente, cosa ci fa una persona normale con 130 milioni di euro?), attirando invincibilmente i giocatori, come un fuoco le falene.

 

Non si può certo sostenere che 128.8 milioni di euro rappresentino una piccola vincita, ma, cercando di far decantare la polvere sollevata dalla enormità del dato economico, vorrei esaminare qualche altro aspetto della questione. Ricordare, innanzitutto, che la probabilità di centrare il sei al Superenalotto, qualunque sia la misura del jackpot in palio, sia e rimanga sempre di una su 622 milioni 614 mila 630, una percentuale che più che indicare una probabilità, segnala una impossibilità.

 

C’è un altro dato di cui, a mio avviso, occorre tener conto e, invece, viene dimenticato: i soldi in palio per pagare i premi, tutti i premi, da quelli minori al jackpot delle meraviglie, li hanno versati i giocatori. Non sono soldi messi a disposizione dai monopoli o dalla Sisal, anzi. A questo proposito bisogna anche ricordare, per amore di correttezza e verità, che il montepremi del Superenalotto rappresenta il 60% della raccolta, cioè delle giocate. Ogni cento euro giocati, i monopoli ne intascano 40 e distribuiscono gli altri 60 tra i giocatori che li hanno puntati. Dal montepremi complessivo, il 60% della raccolta, viene prelevato il 17,40% che va ad implementare il premio di prima categoria, il sei, mentre il 40% è riservato ai premi di sesta categoria, da 5 euro, forse per fornire ai giocatori i mezzi per continuare a giocare.

 

Facendo un calcolo, senza alcuna pretesa di rigore matematico, solo per cercare di restituire il senso di quello che intendiamo sostenere, possiamo considerare che 128.8 milioni di euro del jackpot rappresentano il 17,40% di 740,22 milioni di euro del montepremi tutto, somma che, a sua volta, costituisce il 40% della raccolta complessiva, pari a più di un miliardo e 200 milioni di euro, somma calcolata assolutamente a spanne. Somma versata nelle casse dei monopoli da milioni di giocatori che hanno inseguito un sogno irrealizzabile fino ad adesso per 173 concorsi, svoltisi dal 16 luglio 2015, senza l’uscita del 6.

 

Per dirla con Moretti: “Continuiamo così, facciamoci del male!”

 

Avv. Osvaldo Asteriti

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