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Giochi, relazione Corte dei Conti su Rendiconto Generale dello Stato: nel 2015 entrate erariali per 8,8 miliardi (+6%)

In: Fisco

24 giugno 2016 - 09:00


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(Jamma) – “Nel 2015, le entrate da giochi hanno fatto registrare una significativa crescita (6 per cento) rispetto all’anno precedente, ritornando – dopo un quinquennio segnato da ripetute flessioni – al massimo livello di gettito (8,8 miliardi) già toccato nel 2009”. E’ quanto riportato nella relazione della Corte dei Conti sul Rendiconto Generale dello Stato relativoal 2015.

 

“Trova conferma, dunque, il consolidamento dell’affidabilità di una fonte di entrata che sembra aver perduto la sua tradizionale connotazione di aleatorietà. Ma il risultato del 2015 ripropone anche un fenomeno apparentemente paradossale: nell’ultimo quinquennio, nonostante un aumento delle giocate dell’ordine di 27 miliardi (+ 44 per cento), l’utile erariale ha segnato una caduta dell’ordine di 300 milioni (-4 per cento). E, nel più ampio arco temporale 2004-2015, per ottenere un aumento di 1,15 miliardi del gettito da giochi (+15 per cento), il valore delle giocate è dovuto crescere di 63,5 miliardi (+256 per cento).

 

Si tratta di andamenti che riflettono un progressivo mutamento nelle scelte dei consumatori, più orientati verso tipologie di gioco che assicurano un’elevata percentuale di redistribuzione ai giocatori della raccolta lorda (c.d. payout) e implicano un breve lasso di tempo tra la giocata e il corrispondente evento/partita: è il caso dei c.d. apparecchi da intrattenimento (new slot e video lottery), verso i quali si concentra ormai il 54,9 per cento della spesa complessiva dei giocatori (nel 2004 era stato il 18 per cento) e il 51,7 per cento delle entrate erariali (nel 2004 era stato il 7 per cento).

 

I fenomeni di sostituzione che hanno interessato il mercato dei giochi hanno comportato un significativo ridimensionamento della resa media dell’intero settore (utili netti per l’Erario), attestatasi nel 2015 al 9,6 per cento, un terzo rispetto a dieci anni prima. E’ questo il risultato di un livello di tassazione fortemente differenziato da gioco a gioco, e della quota predominante assunta dagli apparecchi di intrattenimento che, con un’incidenza del prelievo pari al 9,3 per cento, finiscono per condizionare il gettito dell’intero settore. Peraltro, va aggiunto, la progressiva saturazione del settore e la crescente sensibilità per le “perdite” economiche e sociali che la diffusione delle nuove tipologie di gioco possono determinare, sembrano suggerire che i risultati di gettito assicurato dal settore difficilmente potranno essere superati nel prossimo futuro”.

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